Nel tumulto ideale

Nel tumulto ideale la mente dilegua,
i lavandini gocciolano insistentemente,
sembra non vi sia altra forza
oltre quella di gravità.
Necessario non perdere l’ultima frase,
ch’è più vera prima di terminare
coi coltelli nel cuore
e l’impeto di una risata folle.
Pensando le poche, ultime ciocche
resistere ardimentose
sul terminal dell’inguine
con dispiacere rivedere i trascorsi.
Vaste chiese al tempo dell’anticristo:
comodi loft, uffici direzionali,
carcasse di vampiri sussurrano
sconcezze e ringraziamenti al dollaro.
Dunque, strade piene di illusi
da primavere al neon;
tre volte vent’anni e basta sorvoli,
tutto è meno che una manciata di fango.
Ai crocicchi il miserere e l’ammissione:
volevo solo essere voluto bene;
e non c’è notte pronta a succedere
perché si crede stelle.

19 pensieri su “Nel tumulto ideale

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