Regali di quarantena di Saverio Caruso (musica di Berto Pisano)

È tornato. Nonostante tutto, nessuno vorrebbe arrivare all’età della pensione, ci metteremmo la firma, continueremmo volentieri a lavorare, se solo gli anni ci giurassero di fermarsi. Ma no, gli anni mai si fermano. La sedia sul balcone è sempre la stessa, ad usarle poco, sono molto meno caduche dell’essere umano. Adesso, la cosa che più si sente, che più si avverte, è il silenzio, davvero assordante, solamente il fruscio del vento sulle fronde degli ulivi, il cinguettio di qualche sparuto e spaurito uccellino e il rumore di fondo del ruscello più giù. Ma sono rumori, appunto, anonimi frastuoni, niente in confronto a quelli che riemergono prepotenti alla sua memoria. Grida, strilli e pianti di bambini, e di mamme e di sorelle e di fratelli, di padri e poi tutti insieme: la vita.
Lei è a capo di tutto ciò, ne è la maestra indiscussa, come una chioccia, accudisce l’intera prole, un’orda di bambini vivaci, ma mai incoscienti, irrispettosi, che tremano al solo vibrare della sua voce, così come si conviene ad una giusta gerarchia regolata solamente dal rispetto e dall’amore, che mai manca e sempre la fa da padrone.
Ah, e che darebbe per risentire ancora quegli antichi schiamazzi. Mai gli diedero fastidio e mai gliene darebbero, tanto più che oggi, incontrastato regna questo subdolo silenzio che strappa il cuore dal petto.
C’è una ragazzina tra quei bambini, è la più grande “la prima”, è bella. E non lo dico per piaggeria, è bella davvero. Fa da seconda mamma, e si dà da fare. No, non gioca ad esser seria, ma lo è diventata per forza di cose, causa maggiore.
Ma il vecchio torna ancora alle sue benedette confusioni, all’accavallarsi di voci e al loro rincorrersi per aria, le avverte forti e chiare adesso, penetrano fin nelle ossa e gliele fanno vibrare, e adesso sì che potrebbe anche morire, adesso sì che non ha più paura di niente, neanche della morte. Le urla, le risa, gli schiocchi di schiaffi e gli abbracci e i pianti, cosa potrebbe mai desiderare prima di morire?! Niente più, è già a posto così, cosa volete che sia questo misero silenzio forzato, questa meschina condizione, in confronto alla “cummunèlla” dei bambini?!
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Saverio Caruso nasce a Scario (SA, nella foto), ha la pretesa di diventare Scrittore, ma per adesso è ancora un sogno. Non ama dichiarare la sua età, perché dice di sentirsi bambino, di essere rimasto agli 11 anni. Al suo attivo ha 2 pubblicazioni, “Scario Flash Back” del 2011 e “Banduorm e Compagnia bella” del 2013. Ora sta lavorando finalmente al suo Romanzo, di cui tutti noi estimatori aspettiamo

Un pensiero su “Regali di quarantena di Saverio Caruso (musica di Berto Pisano)

  1. Saverio Caruso (da FB) Ma chi è questo tipo che scrive? Quasi quasi mi piace, ma magari ha solo indovinato a mettere qualche parola una dietro l’altra, certa gente è fortunata di natura, ci nasce fortunata, sono proprio curioso di sapere di cosa è capace di fare, lo aspetto alla prossima volta che scriverà qualcosa!

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