Gioiellli Rubati 84: Ivanna Pedretti – Gisella Canzian – Franco Bonvini – Mauro Roversi Monaco – Maria Allo – Mary Barbara Tolusso – Barbara Auzou – Manuela Di Dalmazi.

DANZA

Lo sguardo, dove va?
dritto, sopra, al pavimento.
Basta che non sia su di me.
Pensiero che attraversa.
Chiudo gli occhi
cerco di sentire il punto di partenza.
Traccio linee e sento che
linee sono le mie ossa.
Andare mi fa sentire i muscoli pronti
tesi.
Sento la determinazione, il limite
confine del corpo:
le braccia, le mani
che spingono, agitano.
Provo piacere nel tagliare lo spazio in diagonale.
Il sopra, il sotto, lo stare nel mezzo.
A terra sento la superficie premere sulle ossa.
Famigliarità.
Stare nel mezzo, invece, mi fa sentire i muscoli contratti
sono scomoda.
E poi l’alto.
Lo misuro con l’aria che sposta le braccia.
Fresco sulle mani.
Vado verso un punto che ho scelto
chiudo le braccia al petto e poi le apro.
Sento l’elasticità del movimento
che allarga
allarga e poi stringe.
E’ ritmo netto, preciso.
La chiusura è il preludio a un’altra spinta.
Pulsazione.
Quando torno, raccolgo le braccia
la schiena un piccolo arco.
Le piante dei piedi non spingono il pavimento
lo scostano.
Cosa porto via?
Gli occhi, le braccia… il respiro.
Chiudo il mio spazio
mi ritiro.
Guardo la terra.
Mi sento protetta.

di Ivanna Pedretti, qui:
https://uncielovispodistelle.wordpress.com/2020/03/08/danza/

*

SOGNO PURO

Onde, capolavori del mare
Passano
Non tornano
Vorrei essere acqua
ascoltarne l’estensione.

di Gisella Canzian, qui:
https://www.facebook.com/gisella.canzian.75

*

MARZO

Dentro al silenzio
c’è come una sensazione di qualcosa che muore
come una ragazza che ha sentito un gran silenzio in grembo, un giorno,
o il ragazzo senza più una voce che lo sgrida.

Sì, la televisione suona, ma non vale.

Ti ricordi il rumore dell’acqua di lago?
dalla panchina in riva al tuo paesaggio
quella dove hai lasciato un segno
per ritrovarla,
per ritrovarti.

Intanto la televisione suona, ma quella non vale.

E ti ricordi l’ aria fresca, estiva,
e il chiaro di luna, che non è questo, a led bianchi
e le mani che salgono lungo le cosce
sulla stessa panchina
le mani che si infilano sotto la seta rossa
fino alle mutandine
e poi scivolano sui fianchi
per arrivare a sostenere il seno.

Intanto alla televisione c’è qualcosa di simile, ma quella non vale.

E ti ricordi i profumi?
dell’ aria davanti al lago
della pelle
della luna o del sole?

Quelli alla televisione non ci sono.

Ma è solo un assaggio, finirà il silenzio
e si arriverà fin davanti al lago.
un assaggio di giorni lontani
giorni di ti ricordi l’aria
e il sole, la pelle
giorni di televisione che suona
mentre fuori c’è un gran rumore di traffico e gente.

di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2020/03/21/marzo/

*

Annoverarsi in forma d’algoritmo
di cinque sensi, è biunivoco
sancimento di noi e del mondo;
e l’eone sanziona entrambi
con tempo e specchi,
tendendo all’uno per intelligenza
della necessità e del caso.
Alunno ripetente, a sua volta,
di Dio.

di Mauro Roversi Monaco, qui:
https://www.facebook.com/mauro.roversi1?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARAHBWguZNY1fhacHNQwdr0YfK3NkralxVR886fsYqEgHXf-0HtzVGuaAItUV1YfKwJG2LjDas5pcyz9&hc_ref=ARQvwXFuecobOwkEdnH9QG27941-pqGVyxE1EcCvZOwwayibgy-mnYzdlMBKEmkdt90&fref=nf

*

La terra che rimane

Una nuvola gialla incide le vertebre del cielo.
Con il susseguirsi delle ore si sgretola
senza redenzione sul dorso di un gabbiano.
Dobbiamo avere memoria sulla pelle
anche delle cose che non abbiamo avuto
come roccia che divampa e non si ferma
come acqua che nasce dal silenzio
per la parola del tempo senza una vera meta.
Soffia un vento insolito che ci assedia
da duna a duna con la sete e l’acqua
che ci sorprende al risplendere dell’alba.
Dobbiamo avere memoria sulla pelle
per vangare la terra che rimane.

di Maria Allo, qui:
https://nugae11.wordpress.com/2018/01/12/la-terra-che-rimane/

*

Tempismo esistenziale

in fondo è tutto qui
continuare a morire
mentre si vive all’insù di queste
cosce sollevate
continuare a vivere
mentre si guarda all’ingiù questa
poltiglia infilata da un ditale.
cader di bocca, sbattere le ali
su questa carne che pare incisa a metà
che inganna il tempo
fino a diventare identità.

di Mary Barbara Tolusso, qui:
http://www.vicoacitillo.it/almanacco/tolusso.html

*

COLTIVO LE ROSE

Superare le difficoltà
Coltivo le rose
Per combattere
E non voglio essere lasciata
A malapena abbozzata
Nelle dita della primavera
Con un divario tra le cose
Prendo la strada
L’ultimo gambo del vento

di Barbara Auzou, qui:
https://lireditelle.wordpress.com/2020/03/23/grossissent-des-roses/

*

Come se niente fosse

In mezzo a questo oceano
di paure
sulla scialuppa
dell’umano sentire
me ne vado navigando
verso le distanze
pescando poesie
oltre le immagini
gridando a Te
che nulla finisce
perché creatura nacqui.

Abbracciami
come se niente fosse.

di Manuela Di Dalmazi, qui:
https://manueladidalmazi.wordpress.com/2020/03/17/come-se-niente-fosse/

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40 pensieri su “Gioiellli Rubati 84: Ivanna Pedretti – Gisella Canzian – Franco Bonvini – Mauro Roversi Monaco – Maria Allo – Mary Barbara Tolusso – Barbara Auzou – Manuela Di Dalmazi.

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