Ascolta & Leggi: Inediti di Sabastiano A. Patanè Ferro con musica di Karl Jenkins

C’è molto dramma nelle poesie di Sebastiano, un uomo che con la penna riesce a rivoltarsi le interiora, a farne uscire, nel bene e nel male, la sincera verità. Una poesia, la sua, calata nella sua terra, somma di bellezza e infinite contraddizioni. Preferire all’inferno le dalie, è un grande atto di speranza e infinito coraggio personale. Una poesia che apprezzo profondamente e vi porgo, ringraziando l’autore per la sua disponibilità.

*
il rosario ha perso un grano
di nuovo il costato trafitto
e in basso -succede spesso-
una bocca salterà il pasto

la preghiera s’inceppa si confonde
diventa scura e cade
quasi come una bestemmia
appena sotto l’altare

ha perso un grano il rosario
tra le cosce e il seno
forse lungo i corridoi sottopelle
delle collaudate menzogne

non riescono le dita
ad aggirare il fosso
e ripetono una vecchia pietà
nemmeno più in cartellone

mentre si muore di freddo
sotto un piumone e un bimbo cade
accanto alla pietra di un colone
ancora calda

*
la mente della sera
superati gli occhi
si ferma a ridosso
di un rimpianto
ci provi vuoi scansarlo
lo spingi fuori dal cerchietto
lo annebbi
con piccole indecenze
o cucchiaiate di nutella
ma lui sempre lì
convesso e concavo
concavo e convesso

lo schivi poi lo scalci
accendi il fuoco
sotto il gelsomino
dell’ultima poesia
apri la finestra
lo lanci nel tuo vuoto
senza alcun ritorno
nell’abisso di richiami
pieno fino all’orlo
l’abisso concavo
della schiena curva
della poesia schiena
della schiena muro

*
il passo reale eppure era gesso
quasi un sagittario da innamorare
come l’avanzante di Pompei

era, perché rimane passato
bellezza espressa in una compressione
tanto che il cuore batteva forte
una volta al mese
quando il pullman non era troppo pieno

aristocratica bella
affascinante ossessione dell’archeologo
un passo dietro l’altro
nel foyer del Massimo Bellini
proprio dove esplodevano tutte le misure

ma la mano, quella mano così regina
breve e fredda come un bassorilievo
senza alcun sacro e spiegata poi da un dottore

*
una somma di incantesimi
nasconde porte strade occhi
persino ponti e sotterranei
contorti dall’incoerenza:
si lancia una corda per salvare
e finisci impiccato al ramo basso
davanti a un pubblico ciclope
e con un solo orecchio

l’anima è ridotta a una discarica
putrescente tentativo di riciclo
di bocche marce fino alla parola
protetta dalle lacrime di Giuda
e c’è un seme oltre la ringhiera
che sembra voglia germogliare
ma è oltre la parola stessa e
preferirei morisse

*

Sciarada

all’inverno preferisco le dalie
che trasformano in sorrisi
le spiagge ormai chiuse
e i passi che non trovano la via del ritorno
lasciano gli ultimi arcobaleni
perdendosi nel ricordo

sono altari le labbra
per preghiere inascoltate
sull’orlo di un’estranea sottana
immacolata
come una colata di fango
federa di falsa aristocrazia
sugli orinatoi di luridi bordelli
coperti da profumi di cipria e colonia
e qualche sigaro alla vaniglia

vorrei la scopa della strega
o il suo disagio per la verità
ma, all’inferno preferisco le dalie

****************************************

Sebastiano A. Patanè-Ferro nasce a Catania nel 1953 sotto l’acquario di Febbraio. Fin da giovanissimo coltiva la passione delle lettere che comincerà a sviluppare con impegno negli anni ‘80 quando fonda il centro culturale e d”arte “Nuova Arcadia” salotto di poesia e sede di numerosi reading.
Numerose le pubblicazioni in riviste e giornali del periodo, sia nazionali che internazionali.
Nel 1994 pubblica la raccolta poetica “Luna & dintorni”. Nel 2011 la Clepsydra Ed. pubblica le “poesie dell’assenza”. Nel Giugno 2013, esce con la silloge di poesie “gli angoli (aprono i loro acuti per ingoiarci)” datata 2010, introdotta da Anila Resuli, per conto della Smasher Edizioni e, sempre per la Smasher nel Febbraio 2014, il racconto “Ho incontrato un angelo”.
Nel Giugno successivo esce “Il pescatore di fiori” per la Onirica Edizioni, introdotto da Daniela Cattani Rusich.
Presente in diverse antologie tra cui Metamotphosis, Fragmenta, No job, Il cielo di Lampedusa e Kronos editi rispettivamente da Versinvena, Smasher, Smasher, Rayuela e Onirica Ed.

15 pensieri su “Ascolta & Leggi: Inediti di Sabastiano A. Patanè Ferro con musica di Karl Jenkins

  1. ti sono grata di avermi fatto conoscere i versi di Sebastiano Patanè Ferro, la cui sintetica corposità riesce a essere linguaggio diretto e arrivano visioni di una realtà dimentica dell’Uomo, impura e poco materna; restano di conforto profumi e colori di una natura impressa nella memoria. Conto di leggere presto altro perchè mi piace molto il suo stile. Buongiorno Flavio, la musica per questioni di tempo l’ascolterò più tardi. Ciao

  2. Ringrazio Flavio per questo dono molto apprezzato, soprattutto in questo periodo della mia vita, diciamo, un po’ confusa. Questi testi fanno parte dell’ultima raccolta, non ancora chiusa, dal titolo “Gli esattori” che spero di poter pubblicare entro quest’anno,
    Grazie Flavio!

  3. A volte, Mariangela, sembra che il fiume scorra verso la sorgente, altre, pacatamente verso il mare. Così si muove il sangue, così, la poesia. Grazie di cuore, amica mia.

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