Gioielli Rubati 72: Raffaele Delle Femine – Fabrizio Bianchi – Franco Bonvini – Loredana Semantica – Rita Pacilio – Massimo Caccia – Nadia Alberici – Gian Ruggero Manzoni.

a rileggerci presto, un caro saluto

UN ANNO E MAI PIU’ UN ANNO

Così è
amore mio
quest’anno che viene

un quadro di cielo e mare
senza orizzonte
a dividere notti e giorni

i sogni del tempo
non saranno a colori
forse

avremo mani tremanti
certo
ma li dipingeremo noi

se mai sarà
un anno e mai più un anno
lentamente t’amerò
fino all’ultima poesia

di Raffaele Delle Femine, qui:
https://www.facebook.com/raffaele.dellefemine?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARA7v4X8lOhSS4v7tLOzgg_H_UhQPs8xldPOPlsi3uVDj4JjF1ftIwkGuIL0jrQrt4molhujqDn7TkPZ&hc_ref=ARRIwD7crZ2wiCtjn8t4ItVDDNsrfKjw8sfRQE-KC7OU8wtFkxKpBQur18ilaGnkozc&fref=nf

*

Bad boy.

Mi piacciono le coccinelle.
perché sono bambinesche, tonde
un fumetto vivente
Anche per i colori vivaci [rosse o gialle]
e i pois così netti, neri, disegnati a china
E ti salgono volentieri sul dito
sulla mano. E sono resistenti.
non si schiacciano subito. Sembrano di plastica.
Dio le ha fatte resistenti
per i bambini. Anche quelli /cattivi
/sadici
/cresciuti.

[Come me.]

di Fabrizio Bianchi, qui:
https://perigeion.wordpress.com/2018/05/01/fabrizio-bianchi-poesie/

*

Danza di un aeroplanino di legno alla luna

Era diventato troppo impegnativo e dispendioso
altri avevano bisogno del mio tempo.
Appenderlo al chiodo sarebbe servito solo ai ricordi.
Così ho fatto il pieno
50 ml di alcool al 20 per cento di olio di ricino
tanti bastano a portarlo in spirali sempre più strette verso il cielo.
Lassù 10 cc di muscoli d’ acciaio bastano a puntare il muso alla luna
ed eccolo lì
davanti alla faccia della luna, in verticale con le ali aperte
a danzare al ritmo del timone.
50 ml non durano molto
e la gravità riporta il muso a terra
in picchiata
a motore spento
sempre più veloce.
Ho spento la radio
e le luci
per non vedere lo schianto.

di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2019/12/28/danza-di-un-aeroplanino-di-legno-alla-luna/

*

Mi è stata tolta la parola
mi è stato chiesto di sedermi
non avendo più diritto di parlare
era l’ora di tornare nell’ombra
nell’ombra dalla quale vengo
dove sono nata e vissuta
nell’ombra dove covo una parola
altrettanto muta.

di Loredana Semantica, qui:
https://www.facebook.com/loredanasemantica?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARCPgeRHHnkGOpVRK_C0KYTe7OAxZs2Wgt3Sytg8nRXmJdWYkXeMgA8VnHEhMQhA90ejh2ROk-tRlEHW&hc_ref=ARSH80hPVNb6zd-89sKWm9q3CcNe_Jf-Sz3symov3t5EzlH1ZFsx7H5ztfknQF9O2ts&fref=nf

*

C’è un uccello frale sul terrazzo

spalanca la gola per esercitarsi
a ricordare la fine dell’autunno.
È un filo o una fune che fluisce
da un capo all’altro della loggia
dove stendevi il vestito buono
e le spiegazioni esatte dell’insonnia.

di Rita Pacilio, qui:
Rita Pacilio, La venatura della viola

*

Quello che resta…

Quello che resta
– l’inverno è ormai spoglio,
i rami scheletri ossuti di gelo –
è il diario smunto con vergati semplici
esercizi di Verbo.
E’ sempre duro
percorrere il sentiero, decifrare
la traccia investigando l’accaduto:
questi anni sono ormai andati, mi dico
fisso sull’attenzione dell’ archetipo .
La mia convalescenza è un infinito
atto sconvolto da ossessivo intralcio
inflitto acuto dal lasciarsi andare.

di Massimo Caccia, qui:
https://massimocaccia.blogspot.com/2019/12/quello-che-resta.html?spref=fb&fbclid=IwAR10vug39xqmaA8oOz0uVRH1Y2V3A3Wsxu4p8VIJtCp4CmaeHCcKNhvDW6E

*

ACCAREZZA LE SPONDE

Lei non sa dire cosa sia il suo sogno
È distinto e indistinto tra vita e crinale

Lei accarezza le sponde e prende nelle mani le terre
E se le mette sul petto come aromi diurni

Dice che la sua vita ogni tanto scorre come una slitta
E non riesce. Di lontano l’aspetta

Poi piove e la raccoglie come un piccolo animale bagnato
Il sole. e si parte insieme

Non sa nemmeno cosa voglia dire “lontano”
Perché si muove così di frequente la parola che sembra un tango

Argentino fatto di slanci e arresti. La sabbia sotto ai piedi
La stringe a sé e allora quel lontano diventa un puntino

da lei che sale sul crinale e sta come stare aggrappata
ferma, un’alpina stella raggomitolata

e il vento fresco che assottiglia e spolvera
Sotto e infinito sembra un mare. Non vuole perdersi.

di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2020/01/01/3059/

*

Dicono
che lo spazio più freddo
non sia nel cosmo
tra stella e stella
ma in noi
in quel vuoto interiore
che, con gli altri,
negli anni
abbiamo scavato.
Sì, l’inferno è gelido,
ma con la cortesia
ogni ghiaccio
sempre più si assottiglia.
Accogli la carezza
quale scintilla
e dai fuoco anche tu
alla delicata pelle
che ricopre
ciò che ancora vibra
dell’universo e della vita.

di Gian Ruggero Manzoni, qui:
https://www.facebook.com/gianruggeromanzoni?sk=wall

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14 pensieri su “Gioielli Rubati 72: Raffaele Delle Femine – Fabrizio Bianchi – Franco Bonvini – Loredana Semantica – Rita Pacilio – Massimo Caccia – Nadia Alberici – Gian Ruggero Manzoni.

  1. Si fanno leggere eccome. Sei un bravo cacciatore, Almerighi caro. In particolare Bad boy e Danza di un aeroplanino. Anche Gian Ruggero. È così anche a noi vibrano corde di disincanto e destino e, talvolta, di commozione. Valide tutte tuttavia, s’intende. BUON 2020, poeti.

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