Ascolta & Leggi: Giovanni Truppi e Paola Febbraro

Poesia e civiltà non si danno il braccio. Anzi spesso Poesia non ha a che fare con civiltà, ma con molto, molto più. Meglio così, non è vero?

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e forse io chiamo amore qualsiasi cosa che si muova
anzi che cade

se camminiamo l’amore è venuto prima è tramontato
tramonta dietro ai corpi e noi lasciamo che i nostri corpi
non siano sempre persone

*

Queste stanze che diventano locande
sono le mie poesie

le lascio con una leggerezza tale
da farmi godere

perché non si dice mai che si gode a sparire

*

il mio era come
un ritrarmi attorno
a fondi di bicchiere ad angoli di carta
i pugni nel cassetto

*

sono presa dalla voglia di lasciarmi attraversare
dalla nebbia mattutina della tua morte
a volte è questo il refrigerio
del ferro incandescente dentro l’acqua

*

Se s’avvicina ciò che di me è stata
senza differenza tra chi ci fa nascere e chi ci abbandona
non è di poco conto una domanda
se non è di muoversi di stanza in stanza
ma occupar le stanze dire
non cerco strade non voglio camminare ma stare
in casa a più piani a più riprese d’ossigeno e di rose
dire: ce l’ho da fare.

II

Se s’avvicina ciò che di me è stata
interrotta
allora mi allontana la sconfitta
come se non fossi stata io
convertita

ho fretta
voglio invecchiare
come la terra che sotto ha l’animale.

*

mi sono lavata i capelli

mi sono lavata la testa i capelli la testa mi sono lavata la testa
i capelli e ho detto:

sono della specie femminile che piange

22 aprile 2000

*

7 gennaio 1997

bisogna imparare di nuovo
dove poggiare le cose dentro e fuori di noi

e bisogna imparare ad allontanare e ad avvicinare
sia cosa ci fa bene sia cosa ci fa male

e bisogna imparare ancora
ad avvicinare e ad allontanare

sia chi ci dà del bene che chi ci dà del male

*

PETTINE

si dovrebbe poter rimanere più a lungo senza
sapere che fare
far cadere la testa nel grembo
lasciare che il ciclo si compia
forse è questo il grande impedimento il male del secolo
non poterci restare troppo a lungo
senza sapere che fare

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Paola Febbraro nata a Marsciano il 9 gennaio 1956 è scomparsa a Roma il 22 maggio 2008, all’età di 52 anni.
Ha partecipato nel 1979 al Festival di Castelporziano come ideatrice e redattrice di Quotidiana di Poesia. Con la silloge “Turbolenze in aria chiara” è stata finalista del Premio Laura Nobile nel 1994. Sempre nel 1994 ha curato per la rivista Galleria, “Lezioni e Conversazioni” con Amelia Rosselli, nel numero monografico a lei dedicato. Paola Febbraro è stata una poetessa dalla raffinata sensibilità che ha cercato nella poesia le forme di una scrittura universale capace di essere compresa da tutti e intuitivamente interiorizzata.

4 pensieri su “Ascolta & Leggi: Giovanni Truppi e Paola Febbraro

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