Gioielli Rubati 64: Nadia Alberici – Massimo Sannelli – Salvatore Leone – Mauro Contini – Marina Pizzi – Emilio Piccolo – Cristina Bove – Matteo Rusconi.

UN IMBRUNIRE SCOSCESO

Non ti accorgi come lentamente scorre
L’aria fredda
Prendendoti
Prendendoti capelli e sorrisi

Un imbrunire scosceso
Ti metti di lana
E di dolci e di fiori
Ho comprato fiori bianchi
un mazzo e verdi foglie

Estrai dalla saggezza antica
I gesti di madre
Farina zero per il pane
E lievitare al caldo

Il sapore si sbriciola nelle notti
E l’inverno sarà chiaro sulla neve
Le ragazze avranno il riso sui denti
La mia sarà una saggezza scoscesa
Domani mi offrirò una fetta di vita.

di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2019/11/01/un-imbrunire-scosceso/

*

è un ramo di corallo o un amore cortese:
non abbaglia e non ringhia, e non fa il male
mai. è Patty Waters nell’orecchio interno.
Ed ecco la caduta, il pavimento
lucido e le luci nella casa

di me qui. Ora sentite una cosa bella: voglio chi
voglio, prendo chi prendo, lascio chi lascio, rubo
a chi rubo. In questo stato una mimica
diversa nasce: imiterà le onde e l’aria fredda, e
un libro nasce come nasce l’alito.

di Massimo Sannelli, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2018/09/19/neuromelo/#more-91327

*

Confessioni di un Narciso

Dicono che mi specchiavo nelle acque fredde di Sant’Agata
per superbia tra i fiori e vedovanza di fiume
che mi ha cresciuto le gambe nei fanghi rosa e adolescenti
nell’argento di anguilla che risale il canto e la schiena.
Hanno pure detto che mi sono spezzato nell’acqua
per un solo fiore, bianco e giallo, arancio e bianco, un po’ rosso
sulle dita. Ce n’è uno tutto azzurro, a cielo ribaltato in fronte
che ha il tuo grembo e la portata,
dicono che mi sono fatto a pezzi nel torrente Inganno, per vanto
e che al collo indosso dolori come gioielli.
Ve la raccontano così i padroni che non dormono
al mio petto, hanno scritto sulle pietre
di un ragazzo coi riccioli e viziato. Di me hanno detto
che mi credevo bello, che il mare mi ha preso
dalle scapole e squassato. Nessuno riporta fedelmente
sui papiri e le cortecce d’ulivo il bruciore delle ciglia, di te
che sopravvivi nel bianco girato degli occhi.

di Salvatore Leone, qui:
https://www.facebook.com/salvatore.leone.1612?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARAZZnQfrLU-MsOUqTy4AAAZchKFzDqLnqmzcdJA-L2JQ19gp0NTOI0KiVeLHkEuL6pnKtYEAUJ4UiVk&hc_ref=ARQVLKeZvr5en7GUlwVAciSH43dAt5wUd67XcY5Ok17-KHUAeA2bmMWG2dOepoLDj5s&fref=nf

*

LA PRONUNCIA DEL TUO NOME

Fosti tu a scostarti
oltre il limite dello sguardo
o una nuvola ignara
del tempo e degli affetti
oscurò il cielo dell’appartenenza,
non dirime il dubbio
un passo di rimpianto,
l’appello all’anima
creata prima della nascita,
scivolano le foglie
dentro un turbine d’autunno,

appartiene al puro sentire
la pronuncia del tuo nome.

di MAURO CONTINI, qui:
https://www.facebook.com/mauro.contini1?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARDaj2SP4eqQ7HU2YC0IPWbZD3HPpDD3dPD_swNLpiWl2cmRb4qtpEF3W0C0wbloBKYPYvmJ-QuD1Q91&hc_ref=ARR2QbIu24iBwrZm8tPZn_P8qmyeu167fCdioOvXHNr9ItBIMfhrEuT2XIQqHw6z5nk&fref=nf

*

Ho perso la poesia in un singulto di fato
In un’imboscata di tempo
In una cascata di parole straniere.
Ora che il tempo diventa breve
Svendo le stelle in coriandoli cattivi
Trito la svendita del mio petto solo.
Quaggiù rammento chi non sono,
veglio la salma che mi attende
secondo l’ultima moda.

di Marina Pizzi, qui:
https://www.facebook.com/marina.pizzi.18?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARCNoTR4Xj_LQ26CTJChugsn7e9v6ij5R08uRZEZt1mSfczjw_DL-biNsWWCW5R6crM5TVs0nn7bnoGW&hc_ref=ARSFvKmc6iBzbsBqhDG5dr6uU5Ln9yp4qD9pGK7ER7NqL-A5LwkNvc–a64J98CO2-Q&fref=nf

*

Prima o poi

Tanto ti avrei comunque incontrata
forse al metrò
forse nell’androne di un palazzo
forse t’avrei soltanto definita
per approssimazioni e deliri
e sogni leggeri come l’andamento
svagato e lento di una piuma
tanto t’avrei sicuramente perduta
prima o poi
per colpa tua o mia
o anche del vento di settembre
che asciuga grappoli e desideri
tanto t’avrei ripresa
prima o poi
un giorno o l’altro
con il sapore che c’è nelle cose
nel cuore che pulsa, per esempio,
e negli occhi che incontrano gli occhi
t’avrei presa, lo giuro,
in uno sbadiglio
per un battito di ciglia.

di Emilio Piccolo, qui:
https://vivodipoesia.wordpress.com/2017/04/27/prima-o-poi/

*
Quei momenti

che ci s’incontra sconosciuti in viso
come se si vivesse d’altro nome
_liftati a scanso di ricordi_
ci s’allontana e ci si riavvicina
in un continuo smarrimento dati

si finisce
trascritti sulla carta
un rigo dopo l’altro in sinfonie
copiate dagli uccelli appollaiati
sui fili della luce

voi sapete
la cesura improvvisa
la parola mancante sulla lingua
l’avevamo da fare quella cosa
_quale cosa?_
quella fuggita via
sparita come i sogni all’alba
senza scusanti oniriche

quei momenti
che si subisce il furto dei pensieri
e ci si arrende
al viversi d’inverno senza foglie

di Cristina Bove, qui:
https://www.facebook.com/cristina.bove.73?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARCWNCzmMG1159ROgxSzzqM5D84t1FtNJOXYHzUx5RoQvi0-fhaklwI5fbmDtruacpI2Dj7lpSg2nCJg&hc_ref=ARTjsShRVHhgvXQnHug59H-cYh3XlNTwRwfRZ8GkwotHCPVv71KF2ynInNu6Mcmoi0A&fref=nf

*

È una giornata calda
di fine ottobre.
La porta dell’officina è aperta,
qualche rondine ritardataria
mi passa sopra la testa.
Vorrei neve sporca
su queste piastrelle:
che mi sia lieve
oggi che non ho
nessuna cosa da dire.

di Matteo “Roskaccio” Rusconi, qui:
https://roskaccio.com/2019/10/29/1680/

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12 pensieri su “Gioielli Rubati 64: Nadia Alberici – Massimo Sannelli – Salvatore Leone – Mauro Contini – Marina Pizzi – Emilio Piccolo – Cristina Bove – Matteo Rusconi.

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