Reale

Il reale è parco.
Se l’occhio è nudo,
certo patirà freddo.

La carne, gelsomino
rampicante sui legni:
il sentimento più puro,
volatile e pronto
per diventare Infinito,
o finire nel cestino
con altri studenti fuori sede.

La mia casa
è ovunque sia Tu.

E per antitesi vigliacca
un pessimismo carnale da poeta
pronto a vendersi
per le sue lagne.
Oppure a cedere
al primo moto contrario;
al non so cosa ho detto,
ma mi è piaciuto.

A voler chiudere
questo armamentario fiacco,
per redimerlo, dirò
non esiste poeta civile,
ma c’è carne, la più rara,
che sa pensare.

19 pensieri su “Reale

  1. Questa poesia supera il reale, lo sfinisce e dissente obbligandolo a dimettersi dal rango che incappucciato vive. Pure, la mente dell’autore, allenata a smuovere la povertà della carne, non ne smentisce la guarigione, come miracolo…

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