Gioielli Rubati 61: Dario Bertini – Marco G. Maggi – The Lonely Author – Luca Yok Parenti – Franz – Valeria Rocco – Tramedipensieri (Marta) – Irene Sabetta.

L’hanno beccato che sbirciava il culo ai manichini,
fra la stazione e il centro, ma cosa vuoi che trovi sotto,
una mattina irraggiungibile e bellissima
come una scure di luce,
vuoi mettere una sciura, una figliola, una puella
già quasi domina, che va: una donna dall’abito freschissimo,
più chiaro, immacolato nella stagione nuova, una risorsa
da riconsiderare: la decapitazione: così da perderci la testa
con lingua, occhi, più esattamente le pupille
grandi più del solito, dilatate da appena un po’ di vento:
chi ha detto una voragine era male informato, piuttosto
un boomerang incagliato tra le foglie, in fondo una boscaglia,
comunque sotto, giù, come una scure di luce,
ma più perfetta come un’ esecuzione capitale, da rimanere immobili,
impietriti, prima di andare: un passo doppio, svelto,
quasi uno scatto sulla linea di fascia, una coscia
(qualcuno non so dove intona cori): ma oh, è solo una ragazza
questo universo che gira all’ incontrario: se mi aprirà
le gambe può capitare allora che non mi tiri indietro

di Dario Bertini, qui:

Poesia | Dario Bertini

*

La soglia minima

Ho il sospetto
che di tanti guaiti non rimarrà niente
soccomberanno dopo pochi giorni
lasciando ampio spazio
alla parola detta sottovoce
senza raggiungere fino in fondo
la soglia minima del dolore.

Anche le onde del mare
si scatenano con il Maestrale
ma poi si acquietano e,
dopo tanto frangersi e ribollire,
restano solo le acque placate
di un orizzonte soporifero
come un anestetico.

di Marco G. Maggi, qui:
https://mandolinom.wordpress.com/2019/10/08/la-soglia-minima/

*

LA TEORIA DI TE E ME

mai compresa la teoria del tutto
eppure sono abbastanza intelligente
da teorizzare che il mio vino sarebbe più dolce
se venisse dalle tue labbra
le stelle più brillanti
sono nella galassia dei tuoi occhi
non c’è bisogno di ipotizzare
non sempre capire
cosa mi stai facendo
poiché sono vergine innamorata
poiché tutto è così nuovo
oggi ho finalmente capito:
non sono nato fino al momento
in cui ti ho scoperto

di The Lonely Author, qui:
the theory of you and me

*

ASSECONDATEMI

se mi private del mondo
fatelo con moderazione.
ancora non potrei vivere
senza delle rondini la traettoria
il garrito decrescente
nell`aria pesante e persa
autunnale. il gorgo della pazienza
l`intenebrarsi nella sera.
i matti si costringono alla felicità.
assecondatemi.

di Luca Yok Parenti, qui:
https://yoklux.wordpress.com/2019/10/10/assecondatemi/

*

Comme fa strano.

Comme fa strano a te pensà luntano
sarrà sta mania e’ te tenè poesia,
carne putente pe’ na’ parola vivente.
Comme fa strano…
Io scrivo comme si te tenesse ‘a mano
e mme fa strano dicere ca è invano.
Quanne fa notte, po’, ‘a cosa è cchiu’ dolente
pecché ‘o scuro assumiglia tanto a stu niente.

di Franz, qui:
https://infinitis8.wordpress.com/2019/10/10/comme-fa-strano/

*

Famiglia

I miei compagni come un grande castello
si tengono le mani per il bene di tutti
come i vecchi tempi.
Io faccio finta di avere le mani
e sono maniche
di vera erba
e quindi quando mi toccate
io non so se mi toccate
per adottarmi semmai
per estirparmi.

di Valeria Rocco, qui:
Valeria Rocco – Inediti

*

Trecento parole

Ho scritto trecento parole
molte sono evaporate

.volate sopra foglie
spigolate da bruchi

Ho scritto trecento parole
di cui la metà
ho dimenticato

.bugie senza senso
illusorie follie

.storie senza fine
lasciate a metà
in salita

.imbottigliate in ceste
piene di cimici
immuni di verità

Ho scritto trecento parole
venti vere
.importanti
.pilastri di me
Le ho curate
difese e amate

così continuano
a fare guida
sostegno di voci
.fidate

di Tramedipensieri (Marta), qui:
https://tramedipensieri.wordpress.com/2019/10/11/trecento-parole/

*

Miami

Dove nord e sud
si incontrano
e fanno figli.
Lungo una frontiera d’acqua dolce,
i colori prevalgono sui valori.
Ed i valori si sciolgono
nel pentolone
al centro delle paludi
dove danzano gli indiani
all’incrocio delle acque.
Giungla di mangrovie
in città.
Non è un parco addomesticato
dalle aiuole.
Non è cosa aspettata
sotto i balconi vetrati
di 48 piani edificati.
Città parvenza.
Miami non esiste.

di Irene Sabetta, qui:
Irene Sabetta, Tre testi inediti

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27 pensieri su “Gioielli Rubati 61: Dario Bertini – Marco G. Maggi – The Lonely Author – Luca Yok Parenti – Franz – Valeria Rocco – Tramedipensieri (Marta) – Irene Sabetta.

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