Cinema amArgine: Poesia che mi guardi di Marina Spada (2009)

Leggo le parole dei poeti per capire il mio cuore e quello degli altri.

Poesia che mi guardi è un docu film di Marina Spada, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia del 2009. E’ incentrato, in forma quasi dialogica, sulla figura della poetessa Antonia Pozzi, non sempre ricordata e spesso dimenticata. La protagonista, Maria, è interpretata con molta intensità dall’attrice italo bulgara Elena Ghiaurov. E’ un film rarefatto, liquido, molto adatto a un pubblico di amanti della poesia, un film che consiglio vivamente.

E’ il racconto della figura di Antonia Pozzi, poetessa in parte dimenticata del Novecento Italiano, suicidatasi a soli 26 anni, Poesia che mi guardi analizza il ruolo dell’artista e, in particolare, del poeta all’interno della società di allora e di oggi, tracciando paralleli tra l’isolamento culturale di cui era stata vittima la Pozzi e l’efficacia comunicativa ribelle e pandemica degli H5N1, studenti di giorno, poeti attacchini di notte, interpretati nel film da tre giovani attori milanesi.

12 pensieri su “Cinema amArgine: Poesia che mi guardi di Marina Spada (2009)

  1. Buongiorno egregio,
    sempre interessanti i tuoi post, conosco la storia di Antonia Pozzi, anche la sua vena poetica, dici bene, meriterebbe di essere ricordata, magari pure studiata.

  2. Hai assolutamente ragione. Per capire i poeti, devi leggere la loro poesia. Mi hai fatto scoprire Antonia Pozzi e mi identifico con le sue eccellenti poesie. Con Grito, Meadows and Limits, puoi immaginare di prenderti la vita in tenera età. Aveva un’anima molto sensibile. Per la lingua, niente con il video. Un buon post Saluti Flavio

  3. Antonia Pozzi è una creatura sola, con una intelligenza geniale, atemporale e sicuramente diversa dalla stagnazione socio-politica del mondo benpensante e alto borghese, di cui faceva, paradossalmente parte, perchè nata in tale contesto. Questo ci fa riflettere anche sul fatto che la Poesia, quando attacca i suoi predestinati, non tiene conto che essi siano poveracci, barboni, diseredati, sradicati ed altro, ma li segna come passaggio pasquale, con una pennellata di sangue sulla pelle che nessun antidoto riuscirà mai più, a lavare – ANTONIA è fragile come una farfalla e forte come le montagne di cui si nutre; dunque ella è la vita e la scrive, vive e testimonia con un coraggio che la storia a volte tocca con le mani per consegnarlo a chi viene dopo a ingoiarne la memoria e tramandarne la forza spirituale, pregio che solo agli astri è dato di dispensare… Pozzi A., va via, per sua volontà, a soli 26 anni cronologici. In verità ella è senza tempo, perchè il tempo su dei lei non ha mai avuto il potere di dare o togliere. E’ stata Antonia a comandare il tempo, addirittura oltrepassandolo e avanzarlo nell’eternità. “Il cielo in me” è il cielo che noi continuiamo a vedere come fosse il cielo di sempre. Invece no! Il cielo cambia perennemente e irrimediabilmente, proprio perchè illuminato dall’Anima Madre dei suoi prescelti dalla delizia della dannazione, i quali passando in terra lo guardano talmente avidamente, da trasfigurarlo in Poesia. Solo ai “privilegiati”, è consentito di leggere ciò che vi è inciso come sfregio permanente – Essi vedono e tacciono. A volte piangono! Complimenti Flavio, per aver ricordato ….ANTONIA …

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