Gioielli Rubati 56: Rosario Bocchino – Simone Cattaneo – Daniele Corbo – Anna Leone – mimi – Cosimo Ortesta – Cristina Alziati – Lucio Data.

ho scelto il vento

Ho scelto il vento
per rubare immagini alle vetrine,
oltre l’usura degli autobus
un ultimo viaggio di grandezza.

Per chiusure e lampioni
la ruvida grazia della vita,
quando distrae
e si abbandona ad ogni inchiostro.

Ora che il cielo è una pioggia strana
i passi capitano rari
e una piccola, goffa, discesa d’estasi
esiste senza strada.

Dentro un singolo ricordo di vastità
e in nessun luogo,
dentro gli occhi per muovere cammino,
in odore alla notte e per lune di rado avvistate.

Al silenzio confesso la mia voce,
al mare l’affanno delle onde.
E senza esperienza di pronuncia
questa stanca poesia.

di Rosario Bocchino, qui:
https://rosariobocchino.wordpress.com/2017/09/19/ho-scelto-il-vento/

*

Ho incontrato un mio vecchio compagno di calcio
alcuni mesi fa in un ristorante di Torino, abbiamo giocato insieme
per circa dieci anni, da altrettanti non ci si vedeva
ci siamo abbracciati e abbiamo ordinato da bere. Vive lì adesso, almeno
così mi ha detto, genitori e fratelli morti, una zia a Garbagnate e
qualche cugino vicino a Napoli, gli unici suoi gioielli.
Era già ubriaco. Nessuna donna, lavoro interinale e monolocale.
Poi mi ha domandato come me la passavo. A quel punto è caduto
dallo sgabello del bancone e si è fratturato femore e umore.
Ho pagato il conto, chiamato una autoambulanza e me ne sono andato
sapendo che non avrei potuto fare niente di più
quella notte, né per lui né per me. Quando giocavamo
insieme, entrambi difensori, non provavamo pietà per nessuno.

di Simone Cattaneo, qui:
https://vertigine.wordpress.com/2013/06/24/simone-cattaneo-lultimo-maledetto-poeta-italiano-poesie-tratta-da-peace-love-il-ponte-del-sale-2012/

*

Fragile presenza

Fantasma del quartiere
vago chiedendo una cortesia
una moneta che mi possa far volare via,
nessun Caronte a cui dare un obolo
ma denaro per paradiso endovena
veleno per sparire di scena
abbandonare una vita che non mi piace
sfuggire nell’oblio di una realtà fallace,
scarno in viso e passo incerto
avanzo come in un deserto,
e la desolazione è nell’anima mia
fiore delicato mai curato
annego nel mio inferno privato.

di Daniele Corbo, qui:
Fragile presenza

*

Diaspora d’ombre controvento.

Profanare il silenzio equivale, anche, a scrivere; ci stiamo abituando a gridare
maiuscole ostinate, a sboccare spettacoli inediti senza meraviglia.

Pagine deturpate da fonemi dimessi a segni accesi d’interpunzioni e suoni
rimarcati in spettanza di as-senso.

Proprio come , appena, sopra, a spillare con-senso, ecco: ancora!

C’è chi ha imparato la parte, il dentrofuori vita e la ripete ad astanti muti,
disposti a lasciare in pegno gli occhi, in cambio, anche solo, di un e-statico clik
in finitudine di dita.

Oh, qualche emblema ancora resiste, ma non si orienta a suoi richiami.

L’intimo del dramma è diaspora di ombre controvento: nonostante, si allungano
frastagliando in finte movenze.

L`unica indulgenza, per chi, per nulla, davvero resta, è che le ombre non seducono, non
più di tanto, almeno.

Credo.

*

Ci fosse ancora un nascondiglio.2

Il nascondiglio é liscio
il nascondiglio é fresco

il nascondiglio é nei prima
e ancora prima
è nei dopo
negli altrove
negli sguardi altri
di altre stagioni

quando gli spazi vuoti
diventeranno solo spazio
ed i silenzi
racconteranno altro.

di mimi, qui:
Ci fosse ancora un nascondiglio.2

*

Nel progetto di un freddo perenne
lenimento si sveglia inerme
a severa distanza un lamento all’orecchio.
Tra le crepe nel suo stesso odore
ancora cresce illusione non desiderata
dentro un cerchio antico di due forme una forma
che accresciuta non grida non vuole
venire fuori
lì per un accesso di dolore
inosservata chiedendo più attenzione
a eccesso di colore.

Cosimo Ortesta da “Nel progetto di un freddo perenne” (1985-1988), qui:
http://poesiamondiale.blogspot.com/2015/08/cosimo-ortesta.html

*

Ora tu credi che basterebbe un niente,
sedere ad un tavolo sgombro
in un’ora propizia, e lavorare ai versi
lavorare ai frammenti. Io sono fatta invece
di questo non scrivere giorno per giorno;
dentro il sedimentarsi delle piccole
cose, e delle grandi, sono
l’anima ingombra del loro farsi mute.

di Cristina Alziati, qui:

Appunti di poesia: Cristina Alziati | L'Altrove

*

Carta da fumo.

Fumo di carta sulle labbra xx +
dire boschi / in modo silenzioso …
Accarezzato dalla punta della lingua
il suo bordo di colla.

Uva nera / -be scuro …- silenzio,
latte di fico nel sangue /
Uno è …
e poi
ciò che evoca lo annulla.

di Lucio Data, qui:
Papel de fumar

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30 pensieri su “Gioielli Rubati 56: Rosario Bocchino – Simone Cattaneo – Daniele Corbo – Anna Leone – mimi – Cosimo Ortesta – Cristina Alziati – Lucio Data.

  1. Di Simone Cattaneo onoriamo la memoria. Chissà quanto avrebbe ancora scritto, ma è caduto nella sua stessa profondità, senza rimedio. Questi gioielli rubati hanno tutti una luce intrinseca. Anche io mi riconosco negli appunti di poesia di Cristina. Alzati. Ho amato da subito i versi di Sarino. Trovo splendidi quelli di mimi. Sono, tutte, meritevoli di uno sguardo oltre. Complimenti a tutti gli autori. Una felice domenica autunnale 😊🌈

  2. Per me la domenica è appena iniziata e niente di meglio che fare colazione con una lettura di eccellenti poesie. Pertanto, la giornata sarà più piacevole. Grazie per averci permesso di leggere un’eccellente selezione di poesie. Saluti Flavio.

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