Ascolta & Leggi: Claudio Lolli con Vladimir Majakovskij, Nanni Balestrini, Bertolt Brecht

RICORDO TARDIVO DEL PRIMO ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI QUESTO GRANDISSIMO CANTAUTORE

Il Partito è un uragano denso
di voci flebili e sottili e
alle sue raffiche crollano i fortilizi del nemico.
La sciagura è sull’ uomo solitario,
la sciagura è nell’ uomo quando è solo.
L’ uomo solo
non è un invincibile guerriero.
Di lui ha ragione il più forte
anche da solo,
hanno ragione i deboli
se si mettono in due.
Ma quando
dentro il Partito si uniscono i deboli
di tutta la terra
arrenditi, nemico, muori e giaci.
Il Partito è una mano che ha milioni di dita
strette in un unico pugno.
L’ uomo ch’ è solo
è una facile preda,
anche se vale
non alzerà una semplice trave,
ne tanto meno una casa a cinque piani.
Ma il Partito è milioni di spalle,
spalle vicine le une alle altre
e queste portano al cielo
le costruzioni del comunismo.
il Partito è la spina dorsale
della classe operaia.
Il Partito è l’ immortalità
del nostro lavoro.
Il Partito è l’ unica cosa che non tradisce
Non rinchiuderti, Partito, nelle tue stanze,
resta amico dei ragazzi di strada.

Vladimir Majakovskij
*
Che parlassero con due amici
o a una pubblica riunione
si sentiva che stavano tessendo una tela.
Entrambi erano infaticabili
tessitori di ragnatele
ma ciò che li rendeva estranei
era che a uno interessavano
le mosche da acchiappare
per rafforzare le proprie posizioni,
all’altro le ragnatele
come organi di collegamento
nel mondo degli insetti.

Nanni Balestrini

*
Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico
Egli non sente, non parla, né s’interessa
degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli
del pesce, della farina, dell’affitto
delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.
L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille che
dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta,
il bambino abbandonato, l’assaltante
e il peggiore di tutti i banditi
che è il politico imbroglione,
il mafioso, il corrotto,
il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.

Bertolt Brecht

*******************************

nel tempo della vita

molti portano occhi al mare,
alcuni, in vena di strada,
li mettono sui monti, e là
aspettano la fine del mondo:
finalmente un luogo
imprendibile!

dicono, pensando si tratti
della fuga definitiva, altri
nelle malghe, su uno scoglio,
in cima al Partenone, tutti
credono nell’improbabile
unicità d’essere

nel tempo della vita
anche i treni possono prendere
colpi di sole,
un’anima li rende liberi

Gioielli Rubati 52: Anna Leone – Marco G. Maggi – Mariangela Ruggiu – Mauro Contini – Paolo Emilio Taormina – Serenella Menichetti – Irene Rapelli – Jonathan Varani.

Agnizione

Vengo a celebrarmi le ferite
su snodi semantici
di parole non contigue
che mi disegnino la mappa.

Enjambement che separino
i termini con l’accapo
lasciando il soggetto appostato;
quando ciò che vale
é quel che lo qualifica
o il verbo che lo agisce.

E allora mi dirò:
é tempo di una grammatica
vera,
è tempo di ripulire la parola

E, se scrivo dolore,
sia a margine;
come ogni cosa perfetta
non ha bisogno di richiami
e non sa contaminarsi
per diventare altro.

Il dolore è dolore,
così presente e perfetto
da bastare a se stesso.

Il dolore È!
Sia senza epifonema
il verso che lo cita,
perché il dolore non sancisce

Vengo per celebrarmi le ferite
e nella parola scarna
l’anafora che ribadisca il senso

E ancora mi dirò:
sarà questo scemare di tutte le cose,
tutte le cose che chiamo
e non si voltano
e mi lasciano ferma ad aspettare,
ad aspettare sempre

E un mondo, il mio,
caduto ai piedi,
senza conforto, mai.

Vengo per celebrarmi le ferite
con una lingua conforme
alle labbra, finalmente!

Parole da fissare
su fogli bianchi,
per un discorso che vale
e l’agnizione che sale.

Allora si
che avrò dato senso
anche al dolore, al dolore, anche.

*

Der Angriff

Un’aggressione in piena regola
improvvisa quasi come il sigillo
di una vecchia canzone alla radio

Non finisce mai il tempo della collera?

Adesso vedo un pensiero scorrere
sulla modulazione di frequenza
ma non ci può essere inganno
in questa distanza che avvicina

perché la musica non mente mai
s’infiamma anche se poi scolora

mi guardi e io non so più cosa dire:
è così che ci sentiamo perduti.

di Marco G. Maggi, qui:
https://mandolinom.wordpress.com/2019/08/06/die-angriff/

*

di fronte all’orrido anche le parole si ritirano,
resta il silenzio, in silenzio si sciolgono i ghiacciai
e il fuoco rende questa terra rovente,
in silenzio muoiono uccisi animali e piante,
in silenzio restiamo indifferenti giustificando il male
come fosse l’unica cura

inutile scrivere quando tutto è scritto già da tempo,
quando bastava guardare il seme per conoscere l’albero,
ora non si può fermare questo rotolare in discesa,
questo fingersi giusto il male

mi chiedo se lo sanno, i padroni di questa Terra che si sfà,
mi chiedo se lo sanno che non c’è un’altra Terra,
neanche per loro

di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu?fref=pb&__tn__=%2Cd-a-R&eid=ARDQd_E109xSm6yFbsT68ygJRpYstZo79Lcpbk2SnxeymtCc0qqZad1gAK0iakipokMYP2O7lL3ee_2A&hc_location=profile_browser

*

DICONO DI TE

Dicono di te il tuo occultarti
tra gli interstizi delle stagioni,
la rosa che ti sorprese nei giardini di maggio
prima della crudeltà della sfioritura,

traducono in attesa
la tua mancanza muta,
sperano i limoni che ti catturi
il profumo che fa coda al vento,

gli occhi che racchiudono storie,
i sogni erranti tra gli enigmi,
le domande smarrite tra le onde,
le tue parole vaganti nella sera,

sei tu che indossi la promessa
e alludi all’accoglienza,
non è mai perduto il tempo,
nell’essenziale la tua sembianza.

di Mauro Contini, qui:
https://www.facebook.com/mauro.contini1

*

“oggi
non sorridono
le rose
è solo
il tuo ricordo”

di Paolo Emilio Taormina, qui:
https://www.facebook.com/emiliopaolo.taormina?__tn__=%2Cd-%5D-h-R&eid=ARDXYlYOyMDaVir_N6FJ1n-OwunqmIDSDlccflDgocmqqUVFP3zOXOLQ59CnPEchWPqL5BcJvq8xgf2X

*

SCONFITTE

Rotola rantolando per la strada
l’ultimo sogno colto
dalla cima dell’albero più alto.

Caduto poi nel vuoto
di questo immoto giorno.

Mentre il terremoto
sussulta dalle viscere
radendo al suolo certezze
e chimere in volo.
Sere

di Serenella Menichetti, qui:
https://www.facebook.com/dadanipote?__tn__=%2Cd-%5D-h-R&eid=ARCNY4BHfZLFp1DOYnBLnQl-h__5p16TwXRSxw3SMOtmNu2zA3U6XoMqbSHbWIq4JTXGxh7mog3ThIpz

*

P.Q.M.

I seni di mio padre / tranciano fioriture
e lune intonacate
gli splendono nell’occhio.
Sono chiome ingrigite / e foreste eclissate
i satelliti al cuore.
Sono le ruote vecchie / a un catorcio stonato
il rumore vitale.

Non sono di mia madre
le carezze boschive.
Non sono di sua madre
le rocce degli affetti.
Non sono di sorelle / i condomìni sfitti
nei monti sotterrati / da abeti trasognati.
Non sono le rotelle / ciò che non quadra in lui.

Lo vidi da bambino / ridente e pensieroso.
La foto si muoveva / nei toni bianchi e neri
nel suo Monet vissuto / nello stagno voluto.
La retta della luna
sulla ninfea notturna
fra le candele pigre
del pane di suo padre.

Sentii che frizzava
la bocca fanciullesca / per un calcio alla palla.
M’accorsi che scaldava
con le dita tremanti / l’antica foglia gialla.
Percepii l’amore / e stelle per lo stomaco.
Presentii la vita
dai seni di mio padre.

Non era nel ragazzo
la sua ragione d’essere / così ligio al lavoro.
Non erano le carte
la trama del garbuglio / negli uffici nauseanti.
Non era l’avvocato / di gente senza parte
ma querelava a caso
sanguinando dal naso.

Non denunciava mai / procedendo sua sponte.
Ascoltai voci irate / razzolare per lui
usurpandone il nome
e la sua fiamma azzurra / leggera più di brace.
Gli spensero in istanti
tra nubi sonnacchiose
lo spirito rapace.

Io vidi allora briciole
del panettiere morto / cosciente d’ogni cosa
e compresi l’errore
in una differenza / tra lui e il padre suo.
Non era la passione / la comunanza vera.
Era cadere avanti
nello zoo finale.

Erano sforzo a perdere
le toghe scintillanti.
Erano cibo scarso
per l’uccello colpito / da fratelli di stanze.
Erano mele marce / buttate nel mercato.
Erano le molliche / finite nel pollaio
le sentenze obbligate.

Perse l’acume d’aquila
in un volo carpiato / nell’aria velenosa.
E scordò la sua rosa / nella boccia dei pesci.
Non fu più l’uomo amato
da figlia al tempo acerba.
Fu becco imbavagliato / in una cella al buio
da guardie immeritate.

Ed io sua fioritura
cercai alture e colli
per dormire nei seni / che calpestò bambino.
Trovai pure la tomba
in cui voleva andare / vicino a tutti gli altri.
Notai le lune vuote
nel muro dell’eterno / ritratto del suo sguardo.

di Irene Rapelli, qui:

P.Q.M.

*

[medicamento]

Prima di tornare
devi lasciarTi alle
spalle
tra il cinguettìo erotico
dei sogni e il brivido
dell’amore,

devi cospargere la parola
di sale e offrire
il sonno al fuoco,

solo allora
il pianto dei pensieri
disseterà ogni crepa.

Infrangere

il vuoto,

comprendere

la [mia] nascita.

[gli accadimenti drogano la mia ragione]

© di Jonathan Varani, qui:
https://tremoridinchiostro.wordpress.com/2019/08/23/medicamento/

***************************************************************

cosa successe dopo

un labbro, un accento,
non si è mai scoperto
poi, cosa successe dopo?

il non visto.
oltre il vestito
il sale sa di poter sciogliere
dolore con dolore

fianco a fianco, stesso respiro
aromi di sera e carezze,
sorrisi, sorsate
al costo di una lacrima,
colgono senza gravità
grazia indomita e ferina:
moneta sotto la panca
in me

ancora

Radovljica (Slovenia) 18 agosto 2019

Viene definito il “paese più dolce della Slovenia”. L’incontro con questa cappella bunker, nascosta dietro la chiesa principale del paese, è stato fortuito ed emozionante. E’ la prima volta che vedo un luogo santo dedicato interamente a Edith Stein, figura gigantesca e santa del pensiero e della fede del secolo scorso. Deceduta ad Auschwitz il 9 agosto 1942.

per saperne di più:

https://it.wikipedia.org/wiki/Edith_Stein

ecco tutto

Non smetto di essere spudorato,
di mostrarti i miei muscoli vocali;
la pazienza violenta
pronta a spazientire:
senza te non potrei più respirare.

Una profonda fondazione
ammirare senza lasciarlo intendere.
Amore. Batte in ritirata
il tempo necessario al primo bacio
da sempre voluto.

Voler bene
a ogni singola goccia di destino,
ogni tormento,
ogni notte,
lasciandoli passare.

Infine s’alzano gli occhi, i nostri,
tormenta elettrica, vigilia di pioggia:
ecco le mani,
ecco tutto, amore

Perché, credo, non ci sia più una netta demarcazione tra noi. Io, certamente, sono Te.

a presto (ci rileggiamo il 23 agosto)

qualcuno è già in strada,
qualche canzone, buon lavoro
che oggi non si vorrebbe fare

meglio stare a casa,
meglio andare al mare
o una musica lontana
da una radio troppo alta;
due campane sfidano il silenzio

piccoli voli romantici
solcano il cielo,
non già più delle rondini
ma lasciato a melodie vaghe
e sentori di settembre

a presto, dicono
non è mai tardi
fino all’ultimo dei giorni

Ascolti amArgine: Judy Blume – Amanda Palmer (2019)

Torna Amanda Palmer voce dei Dresden Dolls con il suo terzo album solista (se si escludono le numerose collaborazioni pubblicate negli ultimi anni). “There Will Be No Intermission” è un concept meditato e fortemente crudo nelle tematiche, dove l’artista statunitense mette assieme spunti e idee raccolti durante gli ultimi anni. Il risultato è, tutto sommato, la conferma delle sue doti artistiche. Un estratto da questo buon disco appena uscito.
Per la cronaca, Judy Blume è una scrittrice per bambini e adolescenti. Alcuni dei suoi lavori più conosciuti sono Are You There God? It’s Me, Margaret. (1970), Tales of a Fourth Grade Nothing (1972) e Blubber (1974). Il New Yorker l’ha definita come una delle autrici più importanti di romanzi nel genere “young adult” e ha definito i suoi libri dei “talismani che hanno accompagnato moltissime ragazze verso l’età adulta”.
Pubblicando il suo primo romanzo nel 1969, è stata una delle prime autrici a sdoganare argomenti fino ad allora considerati tabù per giovani e adolescenti; tra questi masturbazione, sesso, mestruazioni, bullismo, sessualità e morte. Per questo motivo la American Library Association l’ha inserita tra gli autori le cui opere sono state più spesso vietate.

Judy Blume

Le persone continuano a chiedermi il motivo per cui faccio le cose che faccio
in tutto questo influenza la misurazione delle amnesie
Voi e io ci nascondiamo dietro il Monhegan Motel;
hai detto a me cose che nessuno intorno a me direbbe
Era l’estate che tutti mi ticcavano una sola volta
un giorno mi hanno ignorato, il prossimo, erano tutti coi pantaloni abbassati,
ma eri a letto con me, sicurezza, prima di chiunque altro
ti sei aperta con me e mi hai accolta quando avevo bisogno di aiuto
sdraiate insieme durante la notte, mia eroe.
Tu sei stata dentro di me per sempre, Judy Blume

Non potevo cantare una canzone, ma pensavo di poter cantare
e nessuno mi aveva detto che i pensieri erano una cosa buona o cattiva,
ma ho iniziato a notare che gli adulti sorridevano e rabbrividivano.
Ma mi hai insegnato che potevo dire qualsiasi cosa potessi pensare

che non ricordo i miei amici della lezione di ginnastica
Ma ricordo quando Deenie era a scuola. Compagno di
danza che la sentiva nello spogliatoio
Margaret, annoiata, si contava i cappelli nella sinagoga
Davey stava mescolando il tè che non avresti bevuto
Tony stava guardando il suo cosiddetto amico taccheggiato
Tutti quanti vivevano nella mia testa, sussurrando piano:
“Non sei così strana”
Non ricordo i dettagli del settimo grado
Tutto ciò che ricordo sta mentendo e ho paura
Ma non dimentico che Katherine e Mike stavano facendo tutto il tempo con
Steph sulla bilancia in bagno da quel giorno
Karen fingendo di vomitare così suo padre sarebbe rimasto
Margaret litiga con Dio mentre si masturba.
Tutti quelli che mi sono impilati nella testa come una lettera d’amore
Tutti quelli che dicono “Amanda, tu sai che
non devi biasimare.
Il mondo è un posto spaventoso
Quindi vai avanti e pensa come vuoi
Tu non sarai sola nei tuoi pensieri
Beh lo farai ma non lo farai in un modo
‘Perché una ragazza l’ha pensato anche in un libro che la biblioteca ha comprato

“La gente continuerà a chiedermi perché faccio le cose che faccio
E d’ora in poi dirò loro di Nick Cave e parlerò di te,
Judy, a vole non posso credere di essere adulta.
E le ragazze come me pensavano che capivo questa merda
che io e te stavamo sdraiate insieme di notte nella mia stanza
Sarai là dentro per sempre, Judy Blume

TESTO ORIGINALE

People keep asking me why I do things that I do
In all of this measuring influence I forgot you
You and me hiding behind the Monhegan Motel
You told me things that nobody around me would tell
That was the summer that everyone touched me at once
One day they ignored me, the next, they were all down my pants
But you were in bed with me, safe, before anyone else
You opened beside me and held me when I needed help
You and me lying together at night, my hero
You’ve been inside me forever, Judy Blume

I couldn’t carry a tune but I thought I could sing
And no-one had told me that thoughts were a good or bad thing
But I started noticing grown-ups would smile and cringe
But you taught me that you could say anything you could think

I don’t remember my friends from gymnastics class
But I remember when Deenie was at the school
Dance buddy feeling her up in the locker room
Margaret, bored, counting hats in the synagogue
Davey was stirring the tea that you wouldn’t drink
Tony was watching his so-called friend shoplifting
All of them lived in my head, quietly whispering:
“You are not so strange”
I don’t remember the details of seventh grade
All I remember is lying and being afraid
But I don’t forget Katherine and Mike were going all the way
Steph on the scale in the bathroom alone that day
Karen pretending to puke so her dad would stay
Margaret arguing with God while she masturbated
All of those stacked in my head like a love letter
All of those saying “Amanda you know better
You are not to blame
The world’s a frightening place
So go on and think how you want
You will not be alone in your thoughts
Well you will but you won’t in a way
‘Cos a girl thought it too in a book that the library bought”

People will keep asking me why I do things like I do
And from now on I’ll tell them Nick Cave and I’ll talk about you
Judy, I can’t believe sometimes that I’m an adult
And the girls like I was think that I have this shit figured out
You and me lying together at night in my room
You’ll be inside them forever, Judy Blume

nubi dietro l’acquedotto

L’incendio del capannone Lotras di Faenza, ci sono voluti diversi giorni per domarlo, ha provocato indubbi danni ambientali. Per giorni la puzza si è sentita fino a Castello mentre, causa le correnti d’aria, le strade del lughese sono state oscurate da nubi tossiche. Nonostante i bollettini delle agenzie ambientali dicano che i valori delle troiate presenti nell’aria (diossina, metalli e compagnia bella) sono sempre stati nella norma, è invalutabile il danno a lungo termine sulla salute pubblica, già qua il cancro miete vittime a iosa (l’Emilia Romagna, con la Toscana, è al top delle classifiche nazionali di mortalità) e francamente non so cosa potrà succedere. Intanto c’è un’ecatombe di pesci e uccelli molto fuori dal normale.

nubi dietro l’acquedotto,
gli strati più bassi
sembrano impazzire, il terrore
s’impossessa di tutti,
il pavimento sprofonderà
sotto piedi da colosso d’argilla

tali e tanto siamo,
l’udito non più allenato a percepire
tutto demandato a macchine,
volenterose macchine abbatteranno
il costo del lavoro,
i lavoratori stessi

parlavamo ogni volta,
quando c’era bisogno, parlavamo
spesso per farci compagnia,
altre volte guardando il cielo
in cerca di fuochi più recenti:
sembrò per un istante possederci

Ascolti amArgine: Just So – Agnes Obel (2009)

Agnes Caroline Thaarup Obel (Gentofte, 29 ottobre 1980) è una cantante, compositrice e musicista danese. Trovo la sua musica molto interessante, qui il suo sito:
https://www.agnesobel.com/

SOLO COSI’

Il nero cambia in luce,
accendo, oggi sarà il giorno
in cui sentirai qualcuno dire
alzati! abbiamo bisogno di te
in punta di piedi
cosa stai aspettando?

Così, così e nient’altro
questo è tutto per dispiacere,
oggi è il giorno in cui
sentirai qualcuno dire
abbiamo bisogno di te alzati

senti i minuti scandire e passare
l’ordine del giorno
È gridare a modo tuo,
l’ombra della finestra
l’aiuto di un infermiere
per far sì che tutto funzioni
dalla testa ai piedi
un’ombra cresce
da sempre e un giorno

momenti di tranquillità,
ma qualcosa va storto,
non c’è tempo per tè o limonata
qualcuno ha fissato la data
siamo solo a metà strada

brindo al sole
alle cose che non verranno,
sul finire del giorno
questo è quel che dico

TESTO ORIGINALE

https://lyricstranslate.com/it/agnes-obel-just-so-lyrics.html

Black turns beat me bright.
Turning on the light.
Today
is gonna be the day
your hear somebody say…
We need you right away.

mh mh mhmmm

Tiptoe over the floor
What are you waiting for?
So so and no more…
Thats all to be, so before

Today,
is gonna be the day
you hear somebody say…
We need you right away!

You hear the moments kick and play
The order og the day is already in your way

mhm mh mhmmm..

The window shade, the nurse and maid
To let it all just work away
From head to toe
where shadows grows
Since forever and a day..

Quiet moments home
Where some do you roam?
Today is gonna be the day
Your hear somebody say
We need you right away

No time for tea or lemonade
Some moments at the day
Were only half awake…

Drink a toast to the sun
To the things that never gone
To the break of the day
That is all I say…