Non c’è speranza diversa

Non c’è speranza diversa
nell’aria fresca del mattino,
la stessa, nuova.
Durante la conta di carne e ossa
qualcosa s’impadronisce,
qualcuno, quanto più
simile a Dio: dura poco,
risuona alla cieca
quasi a farsi donna.

Segue tutto l’agitarsi
di parti e controparti.

Tutto quanto utile a respirare,
costa.
Tutto quanto inutile
diventa importante.
Gli uomini parlano da uomini,
i loro figli, ugualmente stupidi.
Infine è sera, nuova conta,
poi dormire.
Chi può.

13 pensieri su “Non c’è speranza diversa

  1. Buongiorno, Flavio.
    :-*
    _______
    Mi sento dello stesso spirito espresso nella poesia: io soffro d’insonnia, inoltre, quindi non dormo, in senso sia lato sia letterale. Non sento una speranza diversa: la stupidità mi circonda e talvolta mi riguarda persino. Molto è inutile e quasi tutto costa, se serve al respiro.

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