Ascolta & leggi: Georgia on my mind di Ray Charles e A Part Of The Maine di Massimo Sannelli.


A Massimo Sannelli piace rimescolare le carte, gesto apparentemente incoerente, eppure di una coerenza quasi draconiana. Per un artista che avrebbe benissimo potuto diventare uno dei must della poesia italiana, rinnegare tutto e ripartire da zero almeno in due occasioni non è certo stato facile, ma questo salva in pieno la sua onestà intellettuale e la sua integrità. Oramai Massimo Sannelli è diventato un artista crossover, attraversa generi, stili e forme. Prosa, poesia, musica in un’opera “A part Of The Maine”, uscita poche settimane fa per la Collana Lotta di Classico e scaricabile gratuitamente qui:

https://lottadiclassico.files.wordpress.com/2019/07/themaine.pdf

fanno di quest’uomo e artista imprendibile, e dei suoi diari, uno tra i migliori italiani di oggi.

Una raccomandazione, quando leggete il pdf rimanete collegati alla rete, perché alcuni link vi porteranno a brani musicali inediti, tutti da ascoltare.

Bisogna dire alla Forza – che è una persona, ed è la realtà
– «ora colpisci qui»; e la Forza – che è una persona, ed
è la realtà – colpisce, guardando a destra e sinistra con i
grandi occhi lucenti (con le palpebre viola). La Forza ha colpito,
non poco ma molto; e questo è lavare la mente, per me, ora. Cosí
nasceva la luce, nella forma perfetta di un altro Altro, presente.

*

Le Paradis n’est pas artificiel
but spezzato apparently

(e ora che la musica è trovata? I paradisi non sono artificiali,
le estasi non sono artificiali,
le passioni non sono artificiali,
l’amore non è artificiale; ho provato a dare un suono cosí;
e:
dove ti incroci – e dove produci – e dove salti – e dove ami
l’Amore, lí non è una cosa artificiale).

(e Georgia on My Mind o Stockhausen, Klavierstücke, XVI: senza
opposizione. Perché non c’è piú bisogno di scegliere, o di opporsi;
però ho scelto, e mi sono opposto; ma non c’è opposizione tra
opere; solo tra situazioni da vivere, o da non vivere ancora. E poi:
divertirsi non è distrarsi; perché divertirsi non è distrarsi; e
distrarsi è sparire dal dovere e dalla vita; divertirsi è guardare
l’altra parte. Scopri che AMA si legge da una parte e dall’altra.
Scopri tutto)

(e questo diario non gioca nei tempi dedicati al gioco – come a
scuola, il maestro comanda: ora attività libere. No, né maestro né
attività: il comando le annulla, il maestro che comanda non dà
libertà; e la libertà è guardare e non fare: hai 7, 8, 10 anni, che
altro puoi fare? Guardi. Non fai. Vivi, e programmi come un
giorno è l’uscita: musicale o selvatica. Opere o bosco, ma non
questo, non questo, non queste lame).

*

Un notturno è stato composto in pieno giorno.

Comporre il notturno in pieno giorno è come aprire gli
occhi. L’autore chiama una penombra piana e un Sole maiuscolo, di
volta in volta. L’autore è chi usa tutto, felice di farlo: allegro
appassionato, moderato cantabile, andante affettuoso. E usa gli
strumenti diversissimi, dal kazoo alla melodica. Si sta salvando la
vita, come il soldato antico, che tornò vivo, forse; e aveva conservato
le sue scarpe, preziosissime. Poi andò da chi sapeva tutto di lui e
disse: ecco, ci siamo. Sussurrò qualcosa sull’amore, a bassa voce,
all’orecchio. Con la voce piú forte disse: Ora guarda: ho le scarpe e
ora – ORA – io posso anche toglierle. Ed ecco, è fatto.

*

Terry Riley e il diletto; Kiefer e molto altro e l’effetto
vivace, sempre; Hillesum e altre anarchie, le piú gentili
sotto Dio; tutto questo c’è e forma le meraviglie; la voglia
è forte, la voglia è forza: parlo del corpo o no?; intanto parlo; e
bisogna ripetere, ripetere, ripetere Riley, dirselo bene, ripetere
Kiefer, saperlo bene, ripetere che si deve ripetere; e dirsi anche
questo, punto per punto: che l’esaltazione si rinnova, sempre, e il
vampiro vuole sangue e sangue: non quel liquido, propriamente,
non il sangue che circola; ma vuole informazioni: informazioni
sull’estasi, dati per l’estasi. e quindi vuole l’estasi.

*

L’urlo di chi è morto maledicendo l’Italia e Roma conta
qualcosa, anche oggi: è una vibrazione lieve, dispersa
ma presente.
Per esempio, i seimila seguaci di Spartaco.

E anche:

un piccione muore in via XX Settembre, quasi senza testimoni.
L’assistenza a questo evento non è sterile, ma è dolorosa. Poi
torni a casa e accendi le macchine creative. Una è questa: tastiera
e schermo brillante, insieme. Tu continuerai a lavorare con queste
macchine, vero? Tu continuerai. E conosci che qualcosa è stato:
spartachisti, Spartaco, Numanzia, Gerusalemme, piú l’animale
tenero in strada. Conosci e sei attivo, ma sei anche inquieto, perché
– tu cosí colorato, tu cosí abile – non puoi agire su molto dolore.
Tu cosí agile, però. Ti metti al lavoro. È una forma di amore – ci
credi davvero – anche per quel passato; e anche per il pennuto della
strada. Non avrai mai una pace assoluta, da solo. E anche per
questo chiami, chiami, chiami. Questa nota è una confidenza
molto grande. Questa nota è il famoso annuncio sempre valido, nel
gusto amaro e nei fatti.

*

Nota dell’Autore:
Le prose non sono datate e non appaiono in ordine cronologico. Sono state scritte entro il 15 luglio 2019.
Il titolo A Part of the Maine deriva da Devotions Upon EmergentOccasions di John Donne: «No man is an Island, entire of itself; every man is a piece of the Continent, a part of the maine».
La scritta Ouverture rielabora un autografo di Franz Schubert.
Maine è l’anagramma di anime e manie.

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