Odio quel Due Agosto

Tua figlia s’imbarcherà per l’oceano.
Dice -“Posso remare, ho forti le braccia!”
(Antonio Pibiri)

Odio quel Due Agosto sempre più lontano.
Odio il polverone, l’odore intriso di calore
sempre sospeso e mai posato a terra.
Odio chi non sa o finge di non sapere.
Odio i quartieri residenziali invasi d’erbacce,
le case vuote arrangiate ad ambulatori,
il continuo via vai
e la paura di fermarsi là di notte.
Odio i quarant’anni trascorsi
in cerca di verità risapute.
Certe, ma non ho le prove.
Odio pregare per chi ci governa,
i governanti sono pseudonimi.
E le fughe verso l’estremo:
odio l’estremo lembo occidentale:
tanti chilometri di costa senza entroterra.
Odio Bologna, non è più la stessa,
i suoi reduci drogati, rievocatori
dei bei tempi andati che, alla fine,
non erano così belli.
Tutto si allontana, il rimanente è duro,
immangiabile. Il Due Agosto
è ogni giorno, brutto giorno,
e l’odio, unica fabbrica
impossibile a delocalizzare,
tu vai, vai, hai braccia forti,
puoi remare.

Si ringrazia per la gentile concessione dell’immagine qui sotto, l’artista Lori Milos- Ivanski

https://lorimilosivanskistudio.wordpress.com/

22 pensieri su “Odio quel Due Agosto

  1. Ciao Flavio
    l’odio non porta da nessuna parte, ma lottare per la verità sì, condivido il dolore e scrivere pezzi come questo aiutano sempre a non dimenticare, giorni strazianti, senza un perché.
    Un abbraccio a chi c’era e ora ricorda chi non c’è più.
    Chiara

  2. E….il treno della giustizia da ritardatario abituale, sembra ormai soppresso. Che fare? – “ODIO QUEL 2 AGOSTO”, è la domanda degli italiani, all’ufficio informazioni della STAZIONE ITALIA… Ufficio vuoto, come nella prassi italiana di rispondere alla domande, al più presto, due secoli seguenti, quando degli ideatori, progettisti ed esecutori d’ordini delle tragedie umane più tetre e macabre, si hanno solo le date delle cristiane sepolture. Ciò che non poterono avere coloro che si trovavano di passaggio, in un giorno di sole, a vivere un tragico raggio che li colpì a morte lasciandoli a terra, ignari agnelli…La terra degli uomini brucia veleni di potere tutti i giorni e i morti non si contano, in quanto oltre a quelli neri carbonizzati, vi sono quelli bianchi che… non si vedono.

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