Ascolta & Leggi: Pezzi di vetro – Francesco De Gregori e poesie di Andrea Burato

“tra demoni di cemento in versi appago una sete” potrebbe essere questa, mescolando un paio di suoi versi, l’intenzione poetica di Andrea Burato, una voce che si fa largo tra le tante voci che sempre più frequentemente appaiono sui social, proponendo nuova poesia. Apprezzo questa voce, perché con la dovuta attenzione sa cantare e la musica è buona, certo i margini di miglioramento ci sono, ma sono convinto che questo autore riuscirà a maturare e a farsi strada nel coro, nella cacofonia, delle tante voci che appaiono e scompaiono ogni giorno in rete, quanto meno perché riesce a farsi ricordare. Le poesie sono state pubblicate su Instagram, tra esse ho scelto alcune tra le più recenti.

8 Aprile 2019

Invischiato in patemi di catrame
Milano inghiotte pensieri e bestemmie
scorre tra i clacson intrisa di luci
e una casa solinga brama presenze
mi so lontano e assente
presente tra chi conosco e non ancora
un eccesso del senso come detto
e non so che piangerti nei rivoli di sale
un fiume incerto di parole e nero
d’Avola adorna le voci dei poeti
Milano oleosa e aperta tra mani
amiche sui navigli e una coca
quanto sanno di me e del male
quanto sa Milano di Via Stefini
nulla o non importa
a Milano siamo chiacchiere da bar
brusio perso tra demoni di cemento

*

18 marzo 2019

Anche se ora vedo non ho occhi
lo scoppio d’un fucile non passa
smarrito nei silenzi della nebbia
muore senza timore di ferire
non ha mani per raccogliere
un senso perduto che sfugge
questa sera è chiara la mia voce
le sue spalle nervose e lisce
la paura di venti denari persi
sparsi sul tavolo di una vita
ma anche se ora ti vedo
non ho più occhi per guardare

*

19 febbraio 2019

Il guizzo di una biscia d’acqua
balena in un attimo sullo specchio
poche increspature ricordano
la vita in un baleno si piega
alle lamiere e pezzi di cristallo
dal pozzo guardavo la luna
non l’alto e un fragore di ferro
e lame mi desta subitaneo
Il mio guizzo per un attimo
è diventato contorta carcassa

*

2 gennaio 2019

La notte è una sarta
certosina cuce orli
cogitabondi in linee curve
al passo incerto dà filo
a fioriti turchese dei pensieri
è tarda quando mi lascia esausto
ho un sentore di rimpianto
stretto tra le cuciture
di parole tra le trame
non pago cerco
un nuovo risvolto
in versi appago una sete

*

Andrea Burato nasce 44 anni fa in provincia di Verona e sin da piccolo manifesta una profonda attrazione per tutto ciò che è lettura e scrittura. La sensibilità che lo accompagna è oggetto di scherno e bullismo finché a 16 anni dà una svolta drammaticamente opposta al suo modo di essere, inizia a frequentare un dojo di Arti Marziali e per i successivi anni non esiterà a mettere in atto ciò che impara. Raggiunge i livelli di allenatore, istruttore e infine Maestro di Karate, ottiene parecchie affermazioni sportive, tra cui il primo posto ai Nazionali di Kumite 2009 FEKAM finché nel 2015 un grave terremoto emotivo letteralmente lo travolge, spaccando l’involucro di pietra di cui si era circondato e riportando all’esterno la scrittura, elemento che lo aveva caratterizzato sin di primi anni delle scuole e che si incanala verso lo sfogo ideale della scrittura poetica. Nel 2017 trova in internet il luogo ideale per pubblicare le sue prime liriche: attraverso la piattaforma Instagram conoscerà molti poeti di valore sino ad approdare nel gruppo poetico “Versipelle” del quale fa parte dal 2018. Ad oggi ha scritto oltre 200 poesie centrate principalmente sul tema emotivo del sentimento, dell’abbandono e del vuoto esistenziale, ha partecipato a svariate manifestazioni poetiche e fa parte di rinomati gruppi poetici su internet. Alcune sue liriche sono state pubblicate nell’antologia “Nel corpo della voce” curata e commentata da Elena Deserventi ed edita da Controluna.

16 pensieri su “Ascolta & Leggi: Pezzi di vetro – Francesco De Gregori e poesie di Andrea Burato

  1. Orbene, eccomi qui! *_*

    Trovo i suoi versi siano molto buoni, ma se siano migliorabili non so dirlo, perché dovrei avere conoscenza diretta della persona, e approfondita. Le immagini che inserisce, come il bellissimo brusio perso tra demoni di cemento, sono ottime: come anche le musicalità, dolci come l’arpa, diciamo che articola le parole con finezza sonora. Percepisco molta naturalezza e istinto nella scrittura, ma anche riflessione e ricercatezza, come se si isolasse nel tempo e nello spazio. Percepisco il disagio.

    Mi spiace, è tutto quello che ho da dire, in base alle poesie qui lette, e so perfettamente di non essere poi molto all’altezza: sono migliore a comporre robaccia che a fare da critico — da sempre.

    Se vuoi, chiedimi qualcosa d’ulteriore. Risponderò alle domande, pur con la mia limitatezza.

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