Ascolta & Leggi: John Coltrane & Remo Pagnanelli

Quasi un consuntivo

Mai stato in nessun posto
che riservasse qualche sorpresa.
Mai stato con donne
che non la sapessero lunga e pronte,
prontissime alla simulazione.
Mai stato con Dio o con mezze
divinità, data la loro ormai clamorosa
inesistenza.
Mai stato un giorno senza paura,
senza la luminosa paura
di essere dimenticati.
Perciò ora che è l’alba
me ne rimango nell’attesa,
sapendo già che tutto è scontato,
ma confidando ma fiducioso
nelle forze dell’abitudine, più forti
di ogni pessimismo e quasi necessitato
a riprendere lo spettacolo.
Una volta,
(forse due o tre volte, non di più) pensai
alla possibilità di stare insieme a moglie
e figli, ma raggiunto il vertice
di socializzazione, scivolai
nella solitudine più consapevole. Non smisi
di fornicare ogni tanto, di passaggio
e stando attentissimo, poi stanco,
anche in questo settore propagai
l’autogestione. Così si vuole che
il mio genio fosse incompreso
perché la ragione è chiara e lo vedono
tutti che non andavo d’accordo con la Storia e
così il mio biografo si lamenta
della mancanza di fatti notevoli
e prepara la tesi dell’opposto, il grosso
avvenimento sarebbe la mancanza di questi.
In questo modo va completando il
mio coccodrillo ed io lo lascio fare,
sperando nella beffa di un’atomica
che spazzi la biblioteca.
Ma non credo nemmeno alla manfrina
che mi vado preparando, del distacco
e della saggezza, in effetti ogni tanto mi
prende una rabbia cieca per le disgrazie,
mie e di altri, in quel caso fo
buon uso e dose di comuni tranquillanti.
Meno che mai propenso ad ogni forma
di riscatto, a tutt’oggi prèdico arcaismi
e cattiva letteratura.

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p. 83-84

Les Adieux

infilàti in una nebbianebbione tra ordini e contr’ordini gridati
si rivedono i due vecchi amanti da tempo in un ipotetico oltreche.
Lui può assaporarla giovane come ancora la sognava –
hanno l’opportunità di dire te l’avevo detto che non finiva
… anche qui dandosi incontri che falliscono, dove gli dei
non si avventurano facilmente, tutto retto ancora dal caso.
Ma il sospetto di stare assistendo ad un film d’infimo ordine
non li abbandona … e in qualche modo ne sono fuori
comunque, per un po’ d’odore si rianimano al solo guardarsi
fra le crepe rattrappite dei loro corpi di bacca (in una
nebbia-nebbione)

Da Le poesie, il lavoro editoriale, Ancona 2000 , p 95 e p. 199
[Musica da Viaggio , poi confluito in Atelier d’inverno]

*

Remo Pagnanelli, poeta e critico letterario, nasce a Macerata il 6 maggio 1955, dove muore il 22 novembre 1987. Nel 1978 si laurea cum laude in Lettere moderne con una tesi su Vittorio Sereni. Nello stesso anno esordisce come poeta con la plaquette Dopo, cui fanno seguito nel 1984 Musica da Viaggio, nel 1985 Atelier d’inverno e il poemetto L’orto botanico, per il quale è tra i sei giovani poeti vincitori del premio di poesia internazionale “Montale 1985”. Vengono pubblicati postumi l’ultima raccolta di versi Preparativi per la villeggiatura ed Epigrammi dell’inconsistenza. L’opera poetica di Pagnanelli è stata raccolta nel volume complessivo a cura di Daniela Marcheschi Le poesie. E’ del 2017 il volume Quasi un consuntivo per Donzelli Editore, che raccoglie una buona parte della sua produzione poetica.

Per ogni altra notizia il sito ufficiale a lui dedicato
http://www.remopagnanelli.it/

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