Ascolta & Leggi: Brad Mehldau e Anna Leone

A me è rimasto un cantare,
una manciata di speranza alla vista
della verità, che conosce soltanto me e
non può essere la verità di nessun altro.
(Mariella Mehr)

Chiariamo subito, Anna Leone ha una scrittura capace, fluida, emotiva, ma non è poeta nel senso più conclamato e formale del termine. Infatti non se la tira semplicemente perché scrive poesie, e per fortuna. Il mondo non ha bisogno di poeti in alamari, ha bisogno di buoni versi e buone letture, tutte caratteristiche precise e preziose nella scrittura di questa Donna “prestata” alla Poesia. D’altra parte Anna Leone, autrice totalmente inedita su libro, vive una vita come tante, con la sua famiglia, il suo lavoro, a volte ha bisogno di poesia e scrittura. Certamente Anna non è una letterata, malgrado la sua formazione culturale e il suo bagaglio di letture dicano esattamente il contrario. Il riserbo che la trattiene non le impedisce tuttavia di condividere il suo sentire attraverso un’ottima scrittura in versi. Quando ne ha necessità, quando qualcosa le esce, prepotente, e non vuole rimanere dentro. Una poesia di carne e sangue, che non insegue estetiche o scuole finalizzate al vuoto e all’omogeneità, e che spesso regala a chi la legge attimi unici di vera profondità ed emozione.

Poesia

Lasciami scivolare
lungo i pensieri
lascia che io vada
nei sogni.

Per te dò ombra
alle mie illusioni
e trasparenza
a cristalli sbiaditi
d’incanto.

Sei il fiato
in questa vicinanza
di specchi,
il respiro che risuona
nel delirio di un soffio.

Lascia che mi perda così,
mentre mi sopravvivi negli occhi
senza domanda.

*

Da lontano

Sembra quasi bastare un verso per far dimora da
scrivanie di disordini, senza fogli.

Viaggiare dietro retine sole con un’aporia d`orizzonti,
ma, d`amblee, farsi fronte di baci, palmi scoscesi in
tenerezze.

Come tutto fa ampolla
da lontano e si tira dentro luna e stelle e sussulti di
maree

Come da vicino è uno squittio di carenze necessarie,
mentre il cuore duole.

*

*

Oltre l’Ultima Thule

È stato nella notte,
non ancora di maggio,
una voce, forse una Luce,
mi chiamava.

Mi rividi con tutti, voi tutti,
e già mi sognavo sogno.

Mentre tornavo dalla culla
al ventre di mia madre
che non sa, non può saperlo, e mi piange.

Schiuso nel tepore di Lei
sono già, oltre l’Ultima Thule,
carezza tra rossi baleni d’immenso.

*

Pesah (Passaggio)

Sicuro oro il triduo raggio:
grigio pesah di nubi meste santifica giorni
parimenti bestemmiati.

Brunito il bronzo muto dell’ultimo rintocco.
Rosso anemico il labbro al bacio dei giuda, già dopo colazione.
Verde ulivo, più bandiera, la mano, tesa al giubilo,
per l’ultimo venuto senza mulo.

Rosa frammisto all’avorio le bocche aperte nell’osanna .
Chiaro scuro d’ala, spiegata al presagio di morte.
Pellucido l’ocra punteggiato di rosso vivo,
combinato alla polvere, man mano, suppurando, per tanto blu
precipitato, rapprendersi; crosta d’obbedienza
su ginocchi pesti.

Ebano di lignea corona allo scherno proclama.
Certo , violaverde la pelle abrasa
nel breve grido di orgasmo animale.

Grigio opalescente che irrora, non irida,
irride innocenza.
Vero nera la fame, alabastrino il freddo, diamantina
la sete, più buia del buio la notte sola.

Ditelo, almeno, ai poveri cristi,
che sarà un graduale liquefarsi nel fiato di fiele,
giallo di bile la fine.
Trasmutazione lenta, lenta, fino al bianco dell’osso,
mentre ancora e ancora acclameranno il risorto.

*

Nuda così

E’ mostrar la grazia
che non esibisce; in similitudine di voli leggeri
di ampiezza e profondità.

Per te sarò nuda così,
come il trasparire dell’aria.

Ad entrarti negli occhi,
piano, senza fretta,
maggiormente nel cuore.

***************************************************

20 pensieri su “Ascolta & Leggi: Brad Mehldau e Anna Leone

  1. Che dire? Già quel refuso “dia ‘, nel testo” da lontano “, la dice lunga, nonostante una certa ricerca formale, sul mio modo di fare scrittura; volta alla sostanza, al dire di me, ma che vorrei arrivasse come un noi, per quel destino che tutti ci accomuna. Come dice Flavio, non ho velleità di alto profilo linguistico ma ho grande rispetto per il lettore; cerco, secondo capacità e sensibilità, di porgere la parola nel modo più onesto possibile, senza facili effetti speciali, senza indugiare su vuota espressività. Concepisco la scrittura come dono, come qualcosa che, quando non avrò più voce e sguardo, sia voce e sguardo che attesti chi e per chi sono stata, non ai più, ai pochi che ho amato ricambiata e tanto basta. In questi giorni sto svuotando casa di mio fratello gemello, mancato all:improvviso, e avrei tanto voluto trovare un suo scritto, anche solo un piccolo pensiero da appuntare al cuore. Ecco: a chi mi vuole bene lascio quelle mie parole, certa che nelle stesse mi ritroveranno e si ritroveranno in me. A Flavio va il mio grazie ❤️

  2. Occorre lasciare andare,
    sfiorire piano la voce,
    dimenticare parole
    senza luogo,
    disertare luoghi senza più parole.

    Poi, un giorno qualunque,
    ad un’ora qualsiasi,
    inconsapevole, affiorare
    nel ricordo suo più bello,
    senza peso.

    (Anna)

    Grazie Flavio
    ho trascorso unpò di tempo sul blog di Anna…Parole che ri.tornano

  3. Vetrina ultra meritata per una voce che parte ” sottile” e si amplifica sempre più . Bellissimo leggere le sue poesie. : la prima e l’ultima direi le mie preferite.. Grazie Flavio. Un caro saluto. Isabella

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