Gioielli Rubati 44: Mauro Roversi Monaco – Giuditta Michelangeli – Tone Škrjanec – Gabriella Leto – Jonathan Varani – Bruno Lugano – Giorgio Blu – Anna Leone.

IN MEMORIA DI GABRIELLA LETO E BRUNO LUGANO

Sovrastandole la mole di non so che
– palazzo, montagna – e lei pareva piccola.
Ma quasi sparivo, io,
nella bifida omertà del luïo.
S’andava verso il buio, il freddo scuro
li accartocciava, ci rintuzzava
a cerchio: serpente telescopico,
toroide sbobinato
di cinque filamenti-persone.
È l’unica maniera
per inalare tenebre;
per espirare luce, forse, domani;
caricati dall’angoscia dolce
di una menzogna antica.

di Mauro Roversi Monaco, qui:
https://www.facebook.com/mauro.roversi1?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARApcJnPPbTWXGxsvm3MXQTSIxhr1IWNAdxNtlQ4Lg4CjzEH6jkv4A-ZyEcF5OdsiDLB_MK3n6edWcYG&hc_ref=ARTu2r6E21se6guGXkN5WaGxIBI9HVORKEeEEScFe_Dk84JeqOC5PdVUmx4B5812kr8&fref=nf

*

PURCHE’ SI ASPETTI

Omnia licet
purché si aspetti
e aspettando sono morta
nelle parole che allora rifiutavi.
Ero assai misericordiosa
e alcun segno imprescindibile per te
piaga contro il Faraone d’Egitto;
non ho lasciato sangue alla tua porta
ma una qualche riga sottolineata
in un brogliaccio ammuffito all’angolo.

Ero assai misericordiosa
ma ci sarà un tempo
in cui un paragrafo si ridesterà
dietro la tua cortina
e incosciente accoglierai
il flagello di sterminio ad entrare
e tutte le mie deità nel loro livore
godranno della visita tardiva
del criminale sul luogo del delitto.

di Giuditta Michelangeli, qui:
https://giudittamichelangeli.wordpress.com/2019/05/30/purche-si-aspetti/

*

Una storia da Ljubljana Vecchia (Von Hinten)

i volti si somigliano come le giornate.
il terzo occhio è nascosto in uno strappo nei pantaloni.
la via lastricata scende indolente
e noi con essa.
non mano nella mano
o con la testa sulla spalla,
ma in un tale silenzio,
che le finestre si aprono senza fretta.
la notte è una morbida coltre,
un silenzio stropicciato tirato
su capelli di paglia.
il discorrere cupo di un lento fiume verde.

di Tone Škrjanec, trad. Amalia Stulin, qui:
Ostri Ritmi #23: Tone Škrjanec

*

Io so che cosa è il male
il suo affondo spietato
il calcolo venale
di violenza e di frode
e il suo perversare.
Ma il peccato – che muta
nei tempi e nelle mode
le sue passioni amare
non so che sia – lo ignoro
certo è vita vissuta
forse senza decoro.

di Gabriella Leto, qui:
I poeti della domenica #359: Gabriella Leto, Io so che cosa è il male

*

[ due sogni ]

Due sogni scuotono
la veste del tempo

si guardano da un grembo
sospeso, petto di fuoco
e poesie della bocca

la luce tace la danza
dei corpi

c’è solo il respiro,
la disfatta cardiaca
e le mura che restano.

All’alba si svuotano gli occhi
All’alba si giustiziano i sogni.

di Jonathan Varani, qui:
https://tremoridinchiostro.wordpress.com/2019/05/31/due-sogni/

*

Mi sono venute indifferenti le lontananze della sera
La culla planetaria dei tramonti
e la radiosità indispensabile delle colline
Reagisco alle stregonerie delle sofferenze nervose
in questa virilità soffro a tutta luce
a pieni cristalli di adolescenza smisurata.

di Bruno Lugano, qui:
https://www.facebook.com/BrunoLuganoPoesia/

*

poi venne un’altra alba
rosalba si guardò attorno
raccolse nella tovaglia di uno sguardo
quello che aveva da portare via
delle altre cose era finito il tempo dell’allattamento
s’afferrò forte a quella maniglia di un futuro
salì leggera sul treno
in un’ampolla il santino di una religione
nessuna valigia
la collana della prima comunione
si sedette nella poltrona a guardare avanti
quello che veniva
alberi soffitte margherite fili nuvole
ai passaggi a livello
chiudeva col cemento le porte agli addii
apriva libri delle prossime fermate
terminò
quando ormai era giunta
in centro
del primo domani
erano capitoli tinti freschi
non c’erano mobili, ancora,
i fiori erano smilzi
le pareti sapevano di bucato
nell’aria canti di foglie
cicale in bicicletta

di Giorgio Blu, qui:
https://www.facebook.com/jonny.poesia?__tn__=%2Cd-%5D-h-R&eid=ARDFhguOhSJw3ZmHH5OYp9SMIOVuA8WoSLc9wWUjEJdICz3RSGZI3yvkxS8KVci0L2XX-lrtmPhcKpyV

*

Nel buio di silenzi

Gli scricchiolii che sento
sono del legno che respira,
per gli spazi che concede.

Ora so, per somiglianza,
che non sono assoluta,
ma un reticolo dentro cui avvengo.

Se smaglio la rete,
risalendo dal petto fino alla gola,
nel vocio del mondo straripo: Indifferenziata voce, cròtalo senza canto.

Ricongiungere vorrei, anello su anello, il tronco,
per sentirlo respirare
oltre le fronde

Chè il crepitio del legno
è la riottosa voce dell’abero
sacrificato al taglio,
orfano di radici.

La mia voce inconfondibile
è il prana del mio intimo giardino,
acqua del midollo
della mia appartenenza.

In questa notte che sfronda e svela,
in questo buio di silenzio e radici
che mi invadono e risalgono fino alla bocca…

di Anna Leone, qui:
https://vocisottili.wordpress.com/2019/05/31/nel-buio-di-silenzi/

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21 pensieri su “Gioielli Rubati 44: Mauro Roversi Monaco – Giuditta Michelangeli – Tone Škrjanec – Gabriella Leto – Jonathan Varani – Bruno Lugano – Giorgio Blu – Anna Leone.

  1. Ciao Flavio
    sale sempre più in alto il verseggianre qui da te. Complimenti, tutte molto profonde e belle. La mia preferita è quella di Anna Leone “nel buio di silenzi”.
    Un abbraccio e buona domenica
    Chiara

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