non sapevo di arrivare così stanco

senza grosse speranze,
sono in versi
seduti su grosse radici,
miglior sedile non esiste,
ben pronti ad affrontare
senza coraggio maree
mai dome, ma disposte
a inghiottire tutti e tutto
per poi rigettare
identità mal digerite

cani inaspriti
non temono i lupi;
di quali uomini, poi
dovrebbero aver paura,
mangiano, sì
e non si fermano,
la fuga stimola
ad accelerare e afferrare
quei Qualcuno
che non sono più

non sapevo di arrivare
così stanco

resteranno lievi scalfitture,
acqua fredda a smorzare
ogni desiderio con cui
i giorni passano lievi

11 pensieri su “non sapevo di arrivare così stanco

      • … Oh, so happy, too, for you, Flavio ¡¡¡ Congrats & Compliments !!! Also all the climate of Como: its city, lake, location breathes & inspires creativity, Arts & Beauty…….. sincere friendliness & warm sharing…

  1. Una meraviglia Flavio! E’ bellissima! Ha il tono “giusto”, una tristezza ferma, una presa d’atto, una composta rassegnazione, un “e va bene così” nei “giorni che passano lievi”. te la rubo!!! Sì, spero anch’io che la lettura sia andata bene, ma sicuramente avrai scosso il pubblico, perché questo bisogna fare – e la tua poesia lo fa fino in fondo – che il pubblico esca con qualcosa in più di quando è entrato, sia anche un peso allo stomaco, un graffio nell’anima. Ti abbraccio

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