la poesia

sono tua moglie, le tue doglie,
il serpente piumato dell’età d’oro

mi accanisco sui tuoi resti
per restare sul mio piacere

salto improvvisa sul tavolo
a unghie spianate rovescio l’architettura

a volte spalanco le cosce
ma la visione è limitata, sono ovvia

non mi lasciare
non ho altri che te

eppure non c’è odio migliore
nel sentimento di ogni giorno

quando il portacenere è colmo
e turba il più accanito dei fumatori

non ho pubblico, ho privato
non smetto l’impossibile. mai

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25 pensieri su “la poesia

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