Ascolta & Leggi: Hey Jude – Beatles con una lettera di Raffaele Delle Femine alla figlia

LETTERA AD UNA FIGLIA di Raffaele Delle Femine

Cara,
io ho avuto la ventura di vivere gli anni della speranza, quel tempo in cui la pace era la figlia della guerra e del suo stesso timore, e che per le paure o il coraggio degli uomini a volte era forte e a volte era debole, eppure ogni mattino aveva la leggerezza e il profumo di un petalo di rosa e le sere regalavano agli occhi la luce del domani, e noi giovani eravamo certi che la bellezza era il nostro destino, che saremmo cresciuti uguali, liberi e fratelli, che saremmo riusciti a vincere le differenze e avremmo fatto della diversità la più grande certezza di libertà, nessuno sarebbe rimasto indietro, né solo, né povero, né malato, tutti saremmo arrivati a capire la realtà con gli occhi della scienza e anche a credere nell’uomo dio di sé stesso, fino a portare il nostro piccolo mondo verso l’infinito di cui una poesia ci fece innamorare.
Oggi che la mia gioventù è la tua, devo confessarti che di quella speranza non è rimasto neppure il sogno, forse siamo stati distratti da quella stessa pace, forse siamo stati abbagliati dalla troppa ricchezza, forse siamo stati deboli per troppo piacere, forse siamo stati illusi dal potere della mente, forse siamo stati ingannati da noi stessi, ma tutti questi forse non ci assolvono, noi siamo colpevoli di quanto oggi accade, del male che è tornato ad essere lo specchietto per le allodole ignoranti, del vuoto di memoria che sta colpendo nel segno, della tristezza dei vostri occhi senza luce, della miseria e della povertà d’animo che sta vincendo sulla conoscenza e sul sapere.
La storia è fatta così, periodi che vanno e periodi che vengono, noi giovani che avevamo la speranza nei cuori, per un tempo che è durato troppo poco, abbiamo per davvero sognato di cambiarla la storia e farne una, infinita e meravigliosa, ma abbiamo fallito, ora tocca a voi, resistete al male, lottate per il bene, credete nell’uomo, non tornate ad essere soltanto animali, sappiate fermare l’ignoranza.
Quando hai sentito parlare di resistenza e non hai capito, ecco, questa deve essere la vostra nuova resistenza.
Tuo padre.

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20 pensieri su “Ascolta & Leggi: Hey Jude – Beatles con una lettera di Raffaele Delle Femine alla figlia

  1. I figli sono il nostro specchio… Noi abbiamo conosciuto il sacrificio e la speranza, abbiamo creduto nella provvidenza. Oggi i giovani vivono tempi più difficili dei nostri , dove avere una laurea serve a poco. Noi ci siamo realizzati con la licenza media, con un diploma di stato, con una laurea. Comunque siamo riusciti a costruire una casa, una famiglia.I nostri figli, sono i poveri della società, perché non sperano, non credono nella provvidenza,ed è per questo che dobbiamo aiutarli, con la nostra vicinanza…infondere coraggio e fiducia… buttati figlio! Buttati nel mondo, comunque vada, io sono qui …per te .

  2. E’ tutto vero: la speranza sta nel fatto che ogni periodo storico ha le sue dinamiche e le sue cadute. Noi con una memoria storica che ha attraversato tutta una serie di periodi fino a questi anni complessi, cerchiamo un concetto si sintesi che vorrebbe il meglio del meglio, e non so se è dietrologia o nostalgia. Forse se facciamo questa domanda ai giovani sono contenti lo stesso perché stanno vivendo il periodo più bello della loro vita, e conoscendo (o non conoscendo) il passato come vissuto, si propongono nella società che gli abbiamo generato, e forse le colpe sono anche nostre, non lo so. Probabilmente il problema attuale più sentito è il lavoro e chissà se si riuscirà a cambiare qualcosa…

  3. Guarda come una singola canzone può portare tanti ricordi. Si vede sfilare quei momenti con ogni lettera della canzone. La sua melodia, siamo ancora sognatori di 60, 70 indimenticabili. Grazie per aver condiviso questo video.

  4. E’ una bellissima lettera, alla quale aggiungerei che sì, noi avevamo molte speranze e una visione futura aperta e luminosa (perchè il paese veniva da una guerra), ma abbiamo fatto tante battaglie di cui ora godono anche i giovani, oltre che noi stessi. E’ il momento che “loro” si facciano le “loro”. Ho due figli per la cronaca, non parlo in astratto

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