Ascolta & Leggi: Primo Maggio di Festa

Oggi è la Festa dei Lavoratori e del Lavoro, che c’è ma non lo si vuole più retribuire il giusto. Sia l’occasione per rivendicare e ricostruire una sana e decente civiltà del Lavoro.

La Gru (Roberto Roversi)

Una cosa inanimata diventa viva e agile

Felice, libera, s’alza
nel cielo, addenta
le nuvole che vanno;
furtiva cala, si volge, affloscia
il muso sulla terra.
Rianimata s’impenna e sale
toccata dai veli dell’alba.
Lenta sui tetti sfiora nembi, torri;
mossa da un ignoto spirito,
fra case e uomini dormenti
con il solido ferro è viva, freme;
squilla nel primo mattino.
Forma possente armonica distende
sull’attesa del giorno
manna giuliva, d’oro.
Voci, fresche voci ridono
alla sua danza.
Mi dà forza e speranza.

*

Madre operaia (Ada Negri)

Nel lanificio, dove aspro clamore
cupamente la volta ampia percuote
e fra stridenti ruote
di mille donne stemprasi il vigore,
già da tre lustri ella affatica. Lesta
corre alla spola la sua man nervosa;
né l’alta e fragorosa
voce la scuote della gran tempesta
che le scoppia d’attorno. Ell’è si stanca
qualche volta – oh, si stanca
e affievolita!
ma la fronte patita
spiana e rialza con fermezza franca.

*

Domande di un lettore operaio (Bertold Brecht)

Tebe dalle Sette Porte, chi la costruì?
Ci sono i nomi dei re, dentro i libri.
Son stati i re a strascicarli, quei blocchi di pietra?
Babilonia, distrutta tante volte,
chi altrettante la riedificò? In quai case,
·di Lima lucente d’oro abitavano i costruttori?
Dove andarono, la sera che fu terminata la Grande Muraglia,
i muratori? Roma la grande
è piena d’archi di trionfo. Su chi
trionfarono i Cesari?
La celebrata Bisanzio
aveva solo palazzi per i suoi abitanti?

Anche nella favolosa Atlantide
la notte che il mare li inghiottì, affogavano urlando
aiuto ai loro schiavi.
Il giovane Alessandro conquistò l’India.
Da solo?
Cesare sconfisse i galli.
Non aveva con sé nemmeno un cuoco?
Filippo di Spagna· pianse, quando la flotta
gli fu affondata. Nessun altro pianse?
Federico II vinse la guerra dei Sette Anni. Chi,
oltre a lui, l’ha vinta?
Una vittoria ogni pagina.
Chi cucinò la cena della vittoria?
Ogni dieci anni un grand’uomo.
Chi ne pagò le spese?
Quante vicende,
tante domande.

Perché nei libri di storia si parla solo dei grandi e mai degli umili?
Perché gli archi di trionfo furono eretti solo ai Cesari e mai ai loro legionari? Sono le masse le vere protagoniste delle
vicende storiche o i singoli uomini, re o condottieri, i cui nomi sono passati alla storia? Queste domande di un lettore operaio hanno nei versi la risposta: le costruzioni imponenti e le imprese militari, vittoriose o disastrose che siano, non possono essere attribuite ad un uomo solo, ma a quanti di quelle vicende furono protagonisti, anche con compiti umili.

*

Sui diritti (Flavio Almerighi)

E basta dodici ore e pagarne otto
con la morte bianca sempre in agguato!
Il lavoro rende liberi,
scrisse un fabbro sopra il cancello,
e lo stomaco si ribella
a chiunque passi, volendo ricordare.
E basta disperare
ogni seconda metà del mese della vita,
troppi arrancano,
pochi spolpano senza pudore.

Dicono sorridenti: Tranquilli,
la Grande Riforma si farà, è già pronta!

Tutti, stanchi ma felici,
tornano a casa. Intanto
di notte smontano gli impianti
per trasferirli dov’è più freddo,
ma nessuno fa domande sceme
sui diritti.

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