ubiquità

Dio non lo permetterebbe,
anche fosse vero non c’è più
dentro questa biblioteca,
nelle stanze riscaldate
preparate con amore,
tra lenzuola candide.

Ero, diminutivo di mistero.
Vattene a casa, tutto invita,
ogni volta la mano sul petto,
la stessa dolente
con cui reggo il braccio.

Senza età, il polline attira,
attiri polline. Paolina Bonaparte
adagiata non curante
sui tarli di vite andate,
liquori riconsegnati all’aria.

Mi sono perso. Restami vicino,
starò meglio.
Rimanga tra noi, ubiquità
è dono di Dio.

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2 pensieri su “ubiquità

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