La Belva

da far paura, il ruggito
compie tormenti già pronti
a rivedere luce non appena
la Belva si avvicina, carica,
cromata di felicità apparenti,
una bella donna stretta al pilota,
entrambi ignoti, nessuna mai
ha saputo far correre
tanta certezza e protezione
nell’abbraccio di guancia
e schiena, lungo l’infinito
aroma saturo di strada
e sassolini agitati, poi sollevati
tra due ruote e il vento.

L’attimo del ruggito
sibilante struscia sotto casa,
scoperchia sapori fastidiosi
di un’estate già pronta,
ancora addormentata e in cerca
del giusto motivo
di grande successo.

È passata.

Il ruggito, spento in fretta,
lascia un po’ d’ossido
e altrettanta solitudine.

Annunci

22 pensieri su “La Belva

      • quando sono in auto su statali piuttosto trafficate ho il terrore di incrociare i gruppi di centauri che driblano sorpassando anche nei punti più critici. Ci sono percorsi che la domenica preferisco evitare se posso farne a meno

      • nello specifico non mi riferisco a quelli, è un ricordo d’infanzia: da bambino abitavo sulla Via Emilia e mi ricordo certe giornate, specie la domenica, da solo e il passaggio di queste moto che non vedevo, ma sentivo

      • ci sono dei motori il cui rombo fa vibrare i vetri e i nervi 🙂 non me ne vogliano i motociclisti, ma non sono mai state una passione per me ( per usare un eufemismo)

  1. “LA BELVA…/da far paura” …, fa affiorare in memoria, il linguaggio poetico di Almerighi, immediato e greve che l’aria affolla di ruggiti. Ne consegue attesa del banchetto, l’eco sfregiata di belva ignara… – Complimenti Flavio!

  2. non c’è che dire: capolavoro! Tra l’altro la stupende musicalità che l’attraversa in senso positivo, lascia quel graffio finale condito di malinconia apparente, con un’immagine dipinta dentro la nostra giovinezza stretta nei sogni di un futuro che correva via, senza afferrarlo in tempo. Un applauso !!!

  3. La nera non c’è più. Eravamo noi, due corpi e un’anima, lei era l’anima. Mi manca come ossigeno l’odore di strada, il caldo del motore, l’abbraccio equilibrato, la sua mano sul ginocchio piegato

  4. Però a me non hanno mai fatto paura. Più che le curve però mi piacevano i salti, i guadi, i boschi, la cave. A meno che intendi “da paura” come modo di dire. Ne ho avuta anche una “Naked” proprio da paura.

Rispondi a Massi Tosto Annulla risposta

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.