Estranei

Infine onde concentriche,
acqua ovunque giacciano estranei;
non li vorrò mai vedere
nemmeno per interposta persona,
i resti saranno divisi equamente
tra sensi di colpa e rancore.

In tanta calma sintetica
da lasciarsi credere normalità,
la stessa dove affogano gattini,
rimpicciolisce ogni ricordo,
che il tempo allontana.
Vera unica virtù.

Penso agli stranieri,
nuotano disposti a morire
pur di venire qui a farsi odiare.
Allora qualcosa, qualcuno
è peggio di noi ottusi ignoranti,
disposti al lamento e niente più!

Alla fine ci si amerà morti,
questo paese n’è pieno.
Le parole non crescono grano,
non scaldano l’acquavite
gli sgomberi, le soffitte,
qualsiasi altra memoria.

20 pensieri su “Estranei

  1. Ciao Flavio
    siamo estranei anche di noi stessi, con tutto questo egoismo. Difficile amare incondizionatamente troppo pieni di pregiudizi e molto inclini a farsi abbindolare da urlatori senz’anima.
    Bellissima!
    Un abbraccio
    Chiara

  2. Questione di attualità che lascia una scia di anomalie nell’essere umano che emigra. Versi duri che dipingono una situazione reale nel momento in cui accade. Un poema di molta riflessione per la sua durezza. Buon Flavio.

  3. Pingback: Estranei — almerighi | l'eta' della innocenza

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