Ascolta & Leggi: Your Own Special Way – Genesis (1976)/Anna Maria Curci da Nuove Nomenclature

E’ bella la poesia di Anna Maria Curci, perché non sta mai ferma, è piccola/grande, si increspa, allittera, ama il calembour, traduce in scrittura una somma di musiche che fanno musica. Il che la dice lunga sul formidabile amore di questa autrice per il mondo poetico, sì, si potrebbe definirla, la sua, una vita intera al servizio della Poesia. Ho letto a lungo il suo Nuove Nomenclature, una raccolta nutrita, eterogenea e profonda. Ne ho ammirato anzitutto il non limite nella parola, quel suo andare oltre il senso per farsi musica. Consiglio quindi ai lettori di leggere i brani ad alta voce per assaporarne meglio e fino in fondo il suono, la sintesi frastagliata e profonda delle sensazioni e dei messaggi che diffonde. Scrive bene Plinio Perilli nella prefazione “… si spendono ma non oziano idee; insomma caparbiamente s’immolano a consacrare e duellare per una consapevolezza che non arretri o ceda di fronte ad alcun sopruso, nessuna ignobile sopraffazione: anzitutto linguistica, percettiva, culturale… Nuove nomenclature è quindi libro di battaglia, codice d’onore in nome della sorveglianza, del controllo mentale, della religione disattesa e tradita del proprio tempo”.

Assetto

Lo montano e lo smontano.
Finanziario economico
arranca e non demorde
(arraffa ed è concorde).

Ribassato, sportivo,
di vetture da fiera
la parata lo afferra:
ed è assetto di guerra

*

Flessibilità

Ammirami: sono bella e scattante,
disse la corda tesa all’infinito.

Sinuosa quanto basta, son capace
di ogni acrobazia del tempo pieno.

Ho attraversato sale e corridoi,
indugio in open space, che vanno tanto.

Inarcava la schiena, la vezzosa,
sfoderava tronconi propulsori.

Ammutolii di botto, quando scese
lo sguardo su ganasce di cemento.

*

Idiomaticamente

Non avere più alibi è risorsa.
Al fast food di sentenze c’è anche questa
pietanza da servire con rigaglie,
spezie varie d’avanzo e faccia tosta.

Fioccano locuzioni da conquista,
negli acquartieramenti si fa incetta
di lingua requisita e mal riposta,
“amara terra mia” va in soffitta.

Di detti e contraddetti la brodaglia
fiumi azzurrognoli espande in tutta fretta,
sul segno-senso pende già una taglia.

Sciapi o sapidi trionfano zupponi –
non dichiarata presa di possesso –
a cubetti ora vendono gli idiomi.

*

Sosta

E potrei perdermi, se vuoi,
nel verdeoro di un autunno affamato.
Già la sanguigna disegna i bordi
saturi di attesa.

Strizza, l’occhio sorpreso.
Sfonda la calza
l’alluce impaziente.
Nel tascapane ho il filo del rammendo.

Mi rammento di te,
voce vecchia e suadente,
e non ti seguo.
Scende la brina dell’inadeguatezza.

Incurante, se la ride la guazza.

*

19 luglio 1943

Sotto la rete vedo i calcinacci
e nonno che ci guarda preoccupato
mi stringo a mia sorella che ha due anni

fa caldo, è luglio e sono a San Lorenzo.

*

Verrai a prendermi un giorno

I
Verrai a prendermi un giorno,
avrò il vestito sognato,
bianco coi fiori azzurri
sui fianchi troppo larghi.

II
Verrai a prendermi un giorno,
tra canti e contraddanze,
ai miei, di calembour,
additerai i difetti.

III
Verrai a prendermi un giorno,
e sarà gioia piena.
Se mia o degli ostili,
altri lo narreranno.

*

Preludio

Ascolta, nell’attesa, come vuoi:
mano appoggiata al mento ed occhi chiusi
oppure spalancati e testa alta.

Ascolta, non fuggire, non temere
presa rapida o lenta gestazione
del vento muto che avvolge e sospinge.

Ascolta, prendi il ritmo e cogli nota.
Ricostruisci la tua partitura:
è proprio quella che appare distante.

Ascolta e frena il piede impaziente
la nocca che si tende e il naso ostile.
Non ignorare i canti dal silenzio.

***********************************
Anna Maria Curci è nata a Roma, dove vive e insegna lingua e letteratura tedesca. Scrive sul blog Cronache di Mutter Courage, su Unterwegs/In cammino, su Lettere migranti ed è redattore di Poetarum Silva. Suoi testi sono apparsi in riviste (“Journal of Italian Translation”; “Traduttologia; “Chichibìo”; “Il 996″), nelle antologie La notte (Roma 2008), Oltre le nazioni (CFR, Rende 2011), Cuore di preda (CFR, Rende 2012), nei blog La dimora del tempo sospeso, Cartesensibili, Neobar, La poesia e lo spirito, La presenza di Erato e sul sito Poeti del parco. Nel 2011 ha pubblicato la raccolta Inciampi e marcapiano; dal 2012 è nella redazione della rivista trimestrale Periferie, diretta da Vincenzo Luciani. Dal 2014 cura per il sito Ticonzero la rubrica aperiodica “Il cielo indiviso“. Del febbraio 2015 è la sua seconda raccolta di poesie in volume, Nuove nomenclature e altre poesie, L’arcolaio.

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13 pensieri su “Ascolta & Leggi: Your Own Special Way – Genesis (1976)/Anna Maria Curci da Nuove Nomenclature

  1. Un dono che suscita meraviglia e grande riconoscenza, quello di Flavio Almerighi, che ringrazio con tutto il cuore per la sua lettura e per avermi affiancato la musica di uno dei gruppi che hanno contribuito negli anni a formare la colonna sonora della mia vita. Pensa, Flavio, proprio stamattina riflettevo sulla vasta cultura letteraria che nutriva parole e musica dei gruppi che amavamo da ragazzi (e che nutriva pure gli autori delle copertine dei vinili!) e che ancora ci accompagnano. E quindi, nel segno del “progressive” (come il rock anche dei Genesis), “progressiv” (come la poesia universale definita da Friedrich Schlegel nel ‘manifesto’ che è il 116. frammento dell’Athenäum), progressiva perché sempre in movimento sia la poesia, sia la musica, sia la diffusione di poesia, di musica, di pensiero. Grazie con tutto il cuore, anche a coloro che si sono soffermati qui, Anna Maria.

    • beh, anzitutto sono felice di avere azzeccato l’accompagnamento musicale (tra l’altro riconosco in Pete Sinfield uno degli autori che mi hanno formato), soprattutto, grazie a te di avere letto davvero ottima poesia!

  2. Sì, Anna Maria Curci è prodigiosa, spazia con la sua cultura e la sua struttura creativa ovunque voglia approdare. L’apprezzo molto e l’ammiro, oltre ad amare quanto produce. Grazie a Flavio e grazie ad Anna Maria

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