Regina d’Egitto

L’eterna penisola è al risveglio.
Torniamo all’opera.
Abbiamo tutto il necessario per frignare.
Momenti da non scalfire l’attimo.
Uscire dal solco è distorsione.

Smarrito il senso circolare delle cose.
La carne non è melma,
è forma transitoria in ognuno di noi.
Molestie all’ordine del giorno.
La squadra ha recuperato bene.

Il tempo non cambia.
La rabbia tramortisce,
non lascia possibilità di logica e voce:
inventa un finale, riscrive, elabora il lutto.
Salutala, Regina d’Egitto, sparale addosso.

I carabinieri squadreranno storto.
Guardano in faccia a nessuno.
Perduti tra portici ed emozioni,
mancano soltanto alcune rondini,
navigano ancora per aria. Chissà dove.

L’eterna penisola si flette,
affondiamo anche questo addio.
A un passo, ancora furibonda,
vorrebbe gridare viva la vita!
Perché non lo fa?

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