Ascolta & Leggi: Mike Oldfield, On Horseback – Giuditta Michelangeli, tre poesie

Chi è Giuditta Michelangeli? Boh? Cosa importa poi? Uomo, donna, vivinetto, ragioniere, muratore, negoziante, cassiere/a: ha importanza? Per me no, tutto sommato di noi resteranno gli scritti, e dell’ineffabile Giuditta, che scrive per noia prosa e poesia, ma direi anche per passione, propongo tre poesie dal suo blog, qui:

https://giudittamichelangeli.wordpress.com/

COLLOQUIO SULLA RIVA

La raspatura
silenziosa e caparbia
del mare sui granulati,
la caccia feroce delle gazze
sulle mucillagini:
tutto mi riconduce a te.

Confesso attraverso il corpo
stracci di umani svigorimenti
e sorgenti di inappagati impulsi
che mi rendono nevrotica:

li vivo in estrema sintesi,
nidificati come rondoni sotto ai tetti
manco di afferrarli.
Eppur tra queste pietre
mi sento rifiorire
in attesa della nostra seduta.

Dio! Signor biscazziere! Signor regista!
Stai generando sproporzioni:
poco abilmente maneggi la tua moviola.

*

VORREI FARTI TORNARE BAMBINO

I tuoi anni
sono un sillabario rigoroso:
ci è voluto del tempo
per formare una parola intera.
Ti sei esercitato
a moltiplicarli
senza mai perdere l’equilibrio
sul piano delle parvenze.
La tua vita
è un tribunale con giudici
amorfi:
legiferano su quale volto
tu debba calzare quest’anno
e nel calderone
già ne forgiano un altro
per i tempi a venire.

Ma se vuoi separarti dal luogo
che tanto ti costringe;
ti dico che io vorrei farti tornare
bambino,
quando con gli alluci saggiavi
la riva spumosa,
e ti corrispondeva il mare
dentro una conchiglia,
cui affidavi parole nuove
che nessuno sapeva ripetere.

Ora vedo che
al volgere di gennaio
tenaglie roventi ti strappano la pelle
come giorni alla vita,
e quale antenna che assorbe tutto
il tuo doloroso sentire
stramazzo anch’io sotto quell’ustione
con te.

Vorrei essere sacrario
di tutti quei tuoi costumi
morti,
portarteli alla luce
e custodirli io per te,
come una fotografia sopra una mensola
che spolveri senza guardare più.

*

SPROLOQUI MATEMATICI

Il quadro delle grandi risposte
è ora venduto all’asta;
negli spazi subatomici
la particella di Dio germoglia
tra i sermoni numerici:
chi ha forse qualcosa di nuovo
da domandare?
Questo regno dell’iper-logica
esaustivo nei bombardamenti nozionistici,
nelle interpretazioni funzionali,
controllate,
calibra saluti come
teoremi matematici
strette di mano come
leggi geometriche,
distanze misurate tra i tuoi propositi
e i miei.

Ma in fondo allo strapiombo
c’è un anemone blu che non è stato ancora colto:
chi è che ode il sommesso pianto
della gatta sull’orlo della strada?
***********************************

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