Gioielli Rubati 28: Brigida Liparoti – Italo Bonassi – Malvina Massaro – Daniela Cerrato – Matteo Rusconi (Roskaccio) – Joyce Mansour – José Emilio Pacheco – mimi.

NEL TEMPO DI UNA GOCCIA

non si attende mai
da soli
Tanti pensieri
riscaldano nel petto

sabbia a scorrere
colorata e non
porta via
orme di corse di un fiume

parti della mente
nel loro dolore lavano
come figli che
lasciano orfani

nell’acqua silenziosa
portano via
futuri
sempre più raggiungibili

di Brigida Liparoti, qui:
*nel tempo di una goccia

*

LA BEAT GENERATION

A volte, se mi capita di andare
turistegggiando per città lontane
da quella in cui abito, straniere,
e guardo i palazzotti e i monumenti,
vestigia di non sai quale passato,
provo la felicità di non sapermi
fortuito ed arbitrario, ma di essere
anch’io come un erede di un qualcosa,
una parte, non so quale, della Storia.
E allora mi scuso e mi giustifico
per questa mia non nobile esistenza
di uomo senza infamia e senza lode,
da farne un monumento e d’ammirare,
un miracolo del Nulla, un Giulio Cesare
di una beat-generation senza gloria.

di Italo Bonassi, qui:
https://italobonassi.wordpress.com/2019/02/09/dimenticavo-di-dirvi-che-son-morto/

*

Λάβα, ovvero Versi #16 e una canzone greca

Nei falò d’inverno è un’ombra d’estate,
d’estate, che si festeggiano i santi e si balla che le giornate si accorciano
incendiario
l’inverno
con la sua luce avanza ed entra
nel cerchio
e danza
ανατολικό
come un diavolo nascosto
nel buio stellato e caldo
di un ventre vulcanico di una bottiglia
che è canto di quattro sorelle.
Legni da ubriacarsi e pelli che ancora conservano il respiro
come il vulcano
la sua peristalsi.
Lo senti? È la vita che frigge.

Tutto attorno a noi sboccia ed esplode.

di Malvina Massaro, qui:
Λάβα, ovvero Versi #16 e una canzone greca

*

piume blu (ecfrasis)

Tra iris protèsi al sole di Creta
immortalato nell’intonaco del tempo
spalanchi il tuo occhio all’eterno immenso
e ancora voli, volteggi sulle alture di Kefala
nel tuo piumaggio di seta turchina.
Il corso del tempo si sospende e l’emozione
punge, conficcandosi nella pelle come spina,
ci separa un oceano d’immortalità e riconosco
d’essere un nulla al cospetto di un affresco.

di Daniela Cerrato, qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/2019/02/25/piume-blu-ecfrasis/

*

Il Giorno In Cui Mi Hanno Detto

Il giorno in cui mi hanno detto
che eri bella nel vestito tuo più bello
ho fatto le scale di corsa
e sono sceso giù, sul dorso della folla
per cercarti con tutta la mia eleganza,
con tutta la mia forza.
Avevo nelle braccia l’intera potenza
di milioni di ponti levatoi,
e i miei muscoli erano pistoni potenti
e i nervi cavi d’acciaio di un altro pianeta.
Come un squalo che sente il sangue
scansavo le genti e ribaltavo le loro macchine.
Il giorno in cui mi hanno detto
che eri sola nel buio più lontano
ho fatto le scale di fretta
e sono salito su qualsiasi pineta,
mi sono arrampicato in cima a ogni cosa
e sui lampioni ho sradicato nidi di uccelli e di ragni
per rubare idee e kilowattora.
Allora le mie mani si sono fatte fornace
e dagli occhi mi uscivano fiamme roventi
e qualsiasi oggetto si incendiava al mio sguardo,
tutto intorno era un grande incendio
e bruciava quel nero attorno al vestito tuo più bello
e bruciavano e si incenerivano tutte le distanze.
Il giorno in cui mi hanno detto
che eri bella lì al mio fianco
mi sono sorpreso a mezz’aria, sdraiato su un lato
sulla linea di confine tra la melma e il sogno
dove tu mi hai portato
dove noi tuttora ci teniamo sottobraccio.

di Matteo Rusconi, qui:
Il Giorno In Cui Mi Hanno Detto

*

Nuoterò verso te
Attraverso lo spazio profondo
Sconfinato
Acida come un bocciolo di rosa
Ti troverò uomo senza freno
Magro sommerso dal fango
Santo dell’ultima ora
E tu farai di me il tuo letto e il tuo pane
La tua Gerusalemme

da ‘Rapaces’, traduzione di trad. Rita R. Florit
di Joyce Mansour, qui:
http://www.lideale.info/doAnteprimaConfTot.php?ArticleAn=535#.XHUBYaJKiJA

*

PRESENZA (trad. mia)

Cosa rimarrà di me quando morirò
oltre questa chiave intatta di sofferenza,
queste poche parole confuse col giorno:
ha lasciato le ceneri della sua ombra infuocata?
Cosa rimarrà di me quando mi farà male
quel pugnale finale? Forse il mio
sarà il funerale e la notte vuota.
Improvvisamente sarà di nuovo primavera.
Non ci sarà lavoro, nessun dolore
credere e amare il tempo aperto,
simile ai mari e al deserto,
deve cancellare dalla sabbia confusa
tutto ciò che mi salva o mi incatena.
Di più se qualcuno vive, sarò sveglio.

di José Emilio Pacheco (1939-2014), qui:
https://shirashaman.wordpress.com/2014/01/27/en-memoria-a-la-presencia-de-un-poeta/

*

Non puoi tagliare

Non puoi tagliare
il mio filo intessuto
sulla federa oltremare.

Le fondamenta erose
e il mio respiro, strappato
aggrappato

a questa grande luna.

di mimi, qui:
Non puoi tagliare

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14 pensieri su “Gioielli Rubati 28: Brigida Liparoti – Italo Bonassi – Malvina Massaro – Daniela Cerrato – Matteo Rusconi (Roskaccio) – Joyce Mansour – José Emilio Pacheco – mimi.

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  2. Ciao Flavio
    eccomi qui a commentare questi tuoi gioielli che ormai sono nostri. Belli e forti entrano e emozionano. Splendida quella di Matteo Rusconi. Tutte belle. Complimenti.
    Un abbraccio e grazie
    Chiara

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