Ascolta & Leggi: Siouxie e tre poetesse perdute.

LUIGIA FERRO

INTERSTELLARIA

Sette lati per sette
e ascoltatemi Muse
per quanto ho pianto.
Dammi Dio novanta gradi
per cadere e cedere
così le mie colonne
son righe per riscriverti
sotto la mano di Clio.
Mi si slaccia di fronte
la cintura Orione
ma non mi turba
mi dona solo tre stelle
e mi dice che sono per sempre.
E i miei occhi brillano
altre stelle, due ed esplodono
ti dono le tue nubi
dissolvile coi baci
ma sappi che Catullo
non l’ho conosciuto.
Ma quarantadue anni
cosa sono rispetto a settantotto?
Ho atteso sedicimila versi
per pioverti addosso.
Ora ascoltatemi tutte
Dee del principio
del Verbo, l’avevate
voi in grembo io lo so,
me l’han detto i Santi
e le Pleiadi lucenti.
Parlami Logos divino
Platone era mio cugino
Saffo mia sorella
e spaccami come una noce
le cervella maledette
e saturnine
che ho avuto
il coraggio
di contaminare.

PER SAPERNE DI PIU’:
http://www.symmachia.it/addio-a-luigia-ferro-poetessa-di-25-anni/

*

CLAUDIA RUGGERI

il Matto capovolto
Palestina

Y no echaré de meno ni de mas
no l’importancia si la circumstancia
Pablo Neruda

questa che ora interroga, t’arrovescia
l’inizio; t’avviva a questo Inverso
cui un dio non corrispose; tu sei
l’oggetto in ritardo, l’infanzia persa
su tutte le piste, l’incrocio rinviato; sei l’amnistia
dell’idioma viaggiato; ma Salve, la primavera
ti rassegna, di vòlta in vòlta carta
sveste percòte per cose fitte fitte
afflitte da memorie; t’installa nella voce
con un esercito a mille aste, e così
fortemente tu chiami e così ti legava
il tuo passo recente; dimmi se di uno Stagno
snidi l’Imperfezione, oppure le maiuscole
rimangono incredibili: sono le ‘nulle’
degli alfabeti in cifre, il segno
che non scatta, un ariele distratto…
oppure sul tuo capo la Torre
capovolge; e con un salto dal basso
ti drizza: ma sei in un balzo (ma appena)
o nella capriola prima che t’agganciò
di passi; o c’è chi ti dà un Regno -una parola
d’Ordine almeno- insomma un esito una ribalta, come
si dice, un tuffo; e forse una Città
dove rivolge l’ennesimo esodo
dove s’apre per dita bendate per gli esuli
grandi, o per la fase nuova del terreno:
(leviamole la femmina, diamo l’idiota a questa lesione.
oppure ‘cosa’ resta; vecchia insensazione)

PER SAPERNE DI PIU’:
https://it.wikipedia.org/wiki/Claudia_Ruggeri

*

NADIA CAMPANA

Lèggere l’estate

Ore nuove e riposate del primo giugno
che una di quelle che aperte come
chicco di ribes rende una forchetta
produce intorno cose – senza riflettere –
intento meticoloso compongo
il mosaico con stacchi solidali:
alle ombre nulla perdendo
nel piccolo gesto implico
cosi concluso e proprio un palpito
saltare fa da una mano all’altra
chicchi e pampini a capriccio
nomi biondi sulla rugiada
si ammucchiano già
con gli acini sani dentro la polpa acre
dà al sole la pergola al di fuori chiarissima.

PER SAPERNE DI PIU’:
https://it.wikipedia.org/wiki/Nadia_Campana

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