Gioielli Rubati 27: Iole Toini – Vicente Vives – Luca “Yoki” Parenti – Chiara Marinoni – macalder02 – Felice Serino – Nadia Alberici – Maurizio Manzo.

Una poesia piccolina

Stasera avrei voluto scrivere una poesia, una poesia piccolina – per te – con dentro mele o arance o una coperta di pile; qualcosa di caldo, con l’odore della casa. Anche una gallina andava bene. Una gallina che ti avrebbe becchettato vicino – piccoli grani – quelli che tu lasci cadere quando ridi.
Ma questa poesia piccolina è rimasta da qualche parte – in un prato, probabilmente – forse con la gallina e due bimbette che corrono in bici senza mani.

di Iole Toini, qui:
https://ioletoini.wordpress.com/2019/02/12/una-poesia-piccolina/

*

DEL CANE E DELLA RABBIA

Mi piacerebbe essere un cane,
abbaia, abbaia per tutto.
Sii sottomesso, fedele alla fame
senza aspettare un gesto o una carezza
Soffri per un osso.

Mi piacerebbe essere un cane
Non importa quale razza.
Il vagabondo
usato per il freddo,
a chi ha deciso di vivere come fanno gli uccelli.

Mordere tutto
e non mordere nulla.
Corteccia, abbaio, abbaio al mondo.

Mi piacerebbe essere il mio cane;
quello che abbassa la testa
e annusare ogni angolo della vita
e crede di essere il migliore e si conforma
con l’allungamento delle zampe anteriori,
aspettando e implorando un po ‘
degli avanzi dal tavolo.

Mi piacerebbe essere un cane
di quelli che abbaiano ai gatti,
ai bambini, alle donne, ai morti.
Alla povertà.
Di quelli che abbaiano per amare e poi sognano
con mordere la coda,
dimenticando il motivo per cui hanno amato.

Mi piacerebbe essere un cane,
Solo un cane e un cane
girovagare gli angoli
dei luoghi più tristi,
senza sapere che sono gli angoli più tristi
della terra.

Vorrei essere il cane del giardiniere,
che non ha né mangiato né permesso di mangiare,
o quello dei versi di Neruda
sfregarsi sulle sue ginocchia
mentre sto aspettando la morte
senza sapere che non c’è morte peggiore
della vita stessa.

Mi piacerebbe essere un cane
e non morire di rabbia, come fa l’uomo.

di Vicente Vives, qui:
https://poesiainstante.wordpress.com/2019/02/09/del-perro-y-de-la-rabia/

*

non ho più paura del buio
ma della luce del giorno
di quel che mi viene chiesto di fare
dalle nove alle diciotto
otto ore se va bene
ho terrore del nuovo reality
della musica nei grandi magazzini
dei maschietti che si baciano
e sculettano come fighe mancate
delle ragazze che si tatuano il corpo
capelli fucsia, fanno un figlio, poi si lasciano
e comprano un molossoide d’80 kg
perché si sentono sole davanti alle televisione
ho paura della coca che scorre a fiumi
nei bagni (non si piscia più nei cessi dei locali)
ho paura che tutta questa libertà sia non averne più una
e ho paura del mio sguardo sarcastico, freddo
che vola algido tra le colonne infernali della periferia
di cristallo, cemento, acciaio e azzardo
ma in realtà me ne sbatto il cazzo
che si fottano tutti
ognuno muore non perché lo vuole.

di Luca Parenti, qui:
https://yoklux.wordpress.com/2019/02/15/12117/

*

La senti l’aria?

C’è quel suono invisibile
una armonia che incanta
nel silenzio della notte
o nel vociare del giorno
-velluto a colori del fiato-
ogni cosa, ogni essere
vibra come corde di strumenti
al tocco silenzioso della vita.
C’è nell’aria quel ticchettio
-il tempo scandisce le pause-
al passaggio doloroso
del viaggio a compimento
dell’inizio dell’io che trasforma
si modella in impalpabile
carezza per chi ancora
viaggia nell’aria di un respiro.

di Chiara Marinoni, qui:
https://chiaramarinoni.wordpress.com/2019/02/15/la-senti-laria/

*

NO QUIERO MORIR EN INVIERNO

Goccia a goccia
lascia il cielo,
la pioggia con un volto gelido.
Dorme sulla mia pelle abbronzata
avvolta da erbe congelate
L’acqua giace nelle pieghe
del corpo scosso.
Un silenzio nero, ferito,
cade sui fogli incassati
intrappolati dalle larve
di formiche affamate.
I miei vestiti diventano stracci
indeboliscono i miei passi
Le scarpe disfatte
si impiastricciano di fango.
Le suole calpestano
resti di farfalle.
Le corde sono legate
alle lacrime nel pomeriggio
perse nelle ferite di ghiaccio.
Urlo all’albero depresso
il ritorno
della mia anima inconscia.
Non voglio morire in inverno.
Il vento, di onde gelate,
irrigidisce il mio scheletro.

di macalder02, qui:
https://macalderblog.wordpress.com/2019/02/19/no-quiero-morir-en-invierno/

*

Elegia

ora m’incolpi del mio silenzio?
e Tu dov’eri mi chiedi
quando a migliaia
venivano spinti sotto le docce a gas
Io ero ognuno di quei poveracci
in verità
ti dico
Io sono la Vittima l’agnello la preda
del carnefice quando fa scempio
di un bambino innocente
Io sono quel bambino ricorda

anch’io in sorte ho avuto una croce
la Croce
la più abietta la benedetta
ho urlato a un cielo distante Padre perché

perché solo mi lasci in quest’ora di cenere e pianto

di Felice Serino, qui:
https://sestosensopoesia.wordpress.com/2019/02/21/elegia-2/

*

POTATURE

Braccia stroncate
pezzi di un corpo
Non so se fa bene
Far bene è curare è lenire
occorrevano tagli netti diceva
Ma non c’era un male
Era un’esigenza di frutti
E di misura bassa
Per me che non arrivo

Erano rami di corpo
Li ho visti cadere
Umide ferite, ora si sono arrossate
Mi aspetto di vedere gocce di sangue
da un giorno all’altro
E come la pianta cullata da piccola
Diventi parte di te è un fenomeno da studiare

Aveva regalato mele spontaneamente
mai chieste esplicitamente da me
Piatlaza la qualità, schiacciate ai poli
e poi rosse e verdi
Con la croccantezza del ghiaccio
Sono un miracolo della terra
Ora non so, una potatura non indifferente

Le ho appeso una mangiatoia per passeri
e altre ali, carezze e compagnia
L’aiuteranno credo a riprendersi
Se si riprende lei
Mi riprenderò anch’io.

di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2019/02/22/potature/

*

così scopriamo che il mondo
è vago e c’è chi perde il fiato
e resta legato ai sogni
quelli che ti trascinano
preso per la caviglia
che ti lasciano pendere
dai burroni che ti rimbalzano
riflesso nelle scogliere

di Maurizio Manzo, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2019/02/23/disinnesco-le-assenze/

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22 pensieri su “Gioielli Rubati 27: Iole Toini – Vicente Vives – Luca “Yoki” Parenti – Chiara Marinoni – macalder02 – Felice Serino – Nadia Alberici – Maurizio Manzo.

  1. Ciao Flavio
    grazie🥀⚘🌷
    gioielli da leggere e sorseggiare adagio come il buon vino.
    Ogni volta una sorpresa e il dolce a fine pasto.
    Ringrazio tutti gli autori.
    Comunque rileggero’ questi gioielli per ora…
    buon a domenica a te e a tutti i tuoi lettori e autori.
    Chiara

  2. grazie Flavio, la bellezza delle tue proposte è in questo accostamento di modi diversi di scrivere dove la poesia spazia e coglie i mille modi di essere vita, di essere uomini… grazie, sempre significative, le tue proposte…

  3. Ciao Flavio
    ho riletto e devo dire che sono tutte belle: come sempre sai scegliere bene dal web. Tutte emozionano, tutte parlano. La mia preferita? Non c’è una preferita dovrei elencarle tutte. Bravissimi tutti. Un abbraccio e buon inizio settimana.
    Chiara

Rispondi a sibillla5 NADIA ALBERICI Annulla risposta

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