Il Senio

Il Senio c’è sempre stato.
Perfino la trattoria
dove andavo a pranzo
nei momenti importuni di solitudine.
Un tempo scorreva un po’ più dentro,
trovammo molti Longobardi
addormentati senza essersi accorti
che il torrente stava deviando.
Mio nonno ebbe l’idea,
non proprio azzeccata,
di farsi casa vicino all’argine:
ancora oggi tutti ricordano
il lungo, sciupato, autunno inverno
della Linea Gotica.
L’Emilia lo attraversa
su un ponte sempreverde, scavalca
molti sassi, acqua stagnante,
correnti impetuose da far paura
due, tre volte l’anno
se non sta il tempo.
Il Senio ha sempre funzionato,
madre, padre, semplice conoscente,
fratello no: Caino e Abele
sono stati un cattivo esempio.
Il Senio va via
con poca acqua, sempre in piena
per tutto quanto lascia.

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9 pensieri su “Il Senio

  1. Spero, un giorno, tu scriva tutte queste memorie della tua Terra su un pezzettino di carta, magari un libro, per chi verrà dopo…La linea Gotica, il fiume e la Resistenza di abitare la Storia sono sempre emozionanti anche attraverso i tuoi versi. Ciao Flavio, un saluto alla tua bella Romagna.

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