In aperto soliloquio

Nessun pentimento è riscattabile
da una complice Ave Maria.

I sosia non hanno quaderni,
ma componenti vaghe, particolari
che non fanno quadro, sì:
complicano la menzogna
di tante ossa fredde
lanciate al destino.

L’amore e tutta la dolcezza
in dote dentro, riposano l’attesa.
La panca sul lungomare, sale,
è brillante rappresentazione
del motivo e del luogo
dove si vorrebbe morire.

Il tuo sesso è la rosa.
Il tuo sesso non ha lividi.
Piove, è il cielo
mentre si rifà le trecce.
E ti scrivo, amore.

Dopo aver mangiato
scrivo per piacere, per sapere
se abbiamo dentro
le stesse cose, complice il vento.
Non si ferma mai,
ovunque sia.

Cosa potrò lasciarti amore
oltre tutto il mio ozio?

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11 pensieri su “In aperto soliloquio

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