Gioielli Rubati 21: Nadia Alberici – Giovanna Sicari – Italo Bonassi – the50yearoldpoet – Gjoko Zdraveski – Vicente Vives – Luca “Yok” Parenti – Loredana Semantica.

SCARPE SPAIATE

Alberi davanti alla finestra
Madison Ave 96
portata qui, proprio qui
mi chiedo
mi chiedo io che …
refrattaria eppure
Il portinaio cappotto lungo e cappello
tettoia verde all’ingresso
come nei film
e una punta d’imbarazzo
l’assenza del me che sono
invisibile fenditura
nella mia piazza i comizi le bandiere
l’Unità
Di rosso qui i fanali prima dell’alba
api operaie immagino
faticoso stare a galla qui
mi chiedo io che … il lusso
tradisco? Scivolo attraverso
non è di me
che ti devo dire papà?
Ho le scarpe spaiate.

(3-1-19) di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2019/01/09/scarpe-spaiate/

*

(Gesù proteggimi dalla distrazione)

Gesù proteggimi dalla distrazione
dagli occhi ormai tracciati col piccone
dai corpi picconati
dai corpi scavati nella roccia
e la figura cade gonfia nella materia grezza.
Proteggimi dal nero metallico
dei rami e delle trame
proteggimi, come oggi
che la Tiburtina non ha macchie
e risplende di rari colori
questa è la tua periferia
questa è la periferia degli umani.

di Giovanna Sicari, qui:
https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/12/19/due-limpide-voci-femminili-della-poesia-italiana-contemporanea-giovanna-sicari-e-gabriela-fantato/

*

LA SEDIA ANNA

Ho appoggiato la testa allo schienale
di una sedia, e t’ho pensata,
immagine dell’Assenza. Sai che gioia,
abbracciato seduto sulla sedia
ti chiamavo per nome, e non sapevo
ch’era il nome della sedia che chiamavo.
Eri come una cosa fatta in legno,
con quattro gambe dritte e uno schienale,
eri la luce che riverberava
dalla finestra, erano le stelle,
era la luna o Dio solo sa che cosa
sopra la sedia, e anche tu eri bianca
come la luce, e pallida sedevi
e ti cercavo dove tu iniziavi,
ma ti trovavo dove tu finivi.
Eri di carne, ed ora sei di legno.

Questa sera ci sta con me una sedia,
ma è come fosse Anna. Sì, è una sedia,
ma è come se parlasse e mi dicesse
che anche una sedia può chiamarsi Anna,
Anna, posta in mezzo alla mia camera,
s’una morbida parquet, ed io, seduto
sopra di lei, abbracciato, e a dirle: Oh Anna…

Sì, c’è una sedia in ogni desiderio.
C’è un desiderio in cerca di una sedia.

di Italo Bonassi, qui:
https://italobonassi.wordpress.com/2019/01/10/la-sedia-anna/

*

ALCOOL A BUON PREZZO (mia libera traduzione)

Un frigo vuoto ti guarda,
non è rimasta birra per consolarti.

Il letto ti sta chiamando
ma non puoi sentire,
ne hai bisogno ancora
per alleviare la paura.

Una bottiglia di whisky
attira la tua attenzione,
forse questo può offriti sollievo.

L’apri, ne versi una misura,
offri un brindisi
alla vita di cui non fai tesoro.

Hai perso il conto
delle possibilità che hai sprecato
insieme a tutto l’alcool a buon prezzo
che hai assaggiato.

Hai paura di pensare
cosa può portare il domani,
non sei nemmeno sicuro
se è estate o primavera.

La vita ti ha superato
in un batter d’occhio
e tu sei stato lasciato solo
qui, a morire.

di the50yearoldpoet, qui:
Cheap Alcohol

*

è tranquillo anche quando non ci sei

stamattina una gazza
è arrivata in volo sul grande terrazzo
e si è posata accanto al vaso di gerani
rimasti sin dalla mia nonna

non ho dormito di nuovo

vorrei che mi insegnassi
come si entra nel sogno di qualcuno
e come vi si sta lì seduti e svegli

laggiù è già estate

terzo giro per l’acquisitore ambulante di cose vecchie
la sua lingua è fittizia
non ci capisco nulla

la mia barba e le mie dita odorano
di garofano marocchino

la mia anima di tè nero e miele di acacia

tu sogna serene le colline
le città e le vite passate

è tranquillo anche quando non ci sei

di Gjoko Zdraveski, qui:
Gjoko Zdraveski, Inediti

*

Rinascita (Alumbramiento)

Accendi la luce, colma i tuoi abissi,
illumina il giaciglio delle tue paure
e sento che spuntano tra le mie dita
le carezze timide dei bambini.

Accendi la luce, non abbiamo tempo
e non possiamo essere chi non siamo stati.
Riesco a vederti a malapena e non capisco,
ti trovo tra la notte dei miei sogni.

Accendi la tua luce, ho bisogno
di tornare da te per poter rimanere,
continuare con te ogni mattina.

Accendi la luce, senza il tuo chiarore non vivo,
senza non esisto e sono nulla.
Apri alla luce e lascia che ti accenda.

di Vicente Vives, qui:
https://poesiainstante.wordpress.com/2019/01/12/alumbramiento/

*

ricorda di tirare la corda

tenta l`azzardo
affonda lento e profondo
scala la montagna
sperimenta la purezza del cielo
non invaghirti di fighette chic
(anche se la palestra crea sculture
anche dei cuori più aridi)
ricorda che ogni bella donna è sopravvalutata
che le donne brutte possono anche essere sciocche
che le poetesse al reading
fanno vedere le belle cosce e i seni colti
che i poeti saranno quasi tutti di sinistra
anche se votano o non votano
la parte detta avversa
avranno una tessera
per aprire
tutte le serrature
vorranno tutti la consacrazione
vendendo tante copie
e la targa del presidente demerito
imbalsamato sul comodino
avranno tutti una teoria
naturalmente errata
ricorda che poetesse e poeti
in fondo pensano solo a chiavare
(non necessariamente tra loro)
e vorrebbero tanto bestemmiare
abbracciare lieti la volgarità unica santità
crederanno nel libero mercato
e saranno pieni di parole
per volarsene in paradiso
ridendo e bevendo con gli dei
o con le sole nuvole piangenti
le scie chimiche, o il becchino disoccupato.

di Luca Parenti, qui:
https://yoklux.wordpress.com/2019/01/15/ricorda-di-tirare-la-corda/

*

Resistenti irriverenti ma
prostrati restiamo
in questo stadio pavone
pendulo renitente recessivo
falso più che malvagio
al quale siamo ancorati
come il tendone al carrozzone
la gabbia al leone le maschere
di Brighella e Arlecchino
al Carnevale.

Vedo le serrande calare
sulle giare e salvagenti
i sacchi di carbone gli ortaggi
le pietanze appetitose
della tavola calda
chiude il supermercato
la cartoleria il salone da
parrucchiere il gioielliere.

Abbiate la compiacenza
di tacere l’arretramento
la risacca dello smarrimento
quanto meno di non scrivere
d’amore.

di Loredana Semantica, qui:
https://www.facebook.com/loredanasemantica?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARCm4LmJi-iUwKIHwky7EYb72E9z3_mDuHrheqt_RHEsQhQewBFs9wXX7V5clKe3yrm7aFb6G7dW00v7&hc_ref=ARRUlAxQy72OoIalSvwbfehgesRtZFYqRwG5zHfbELJNIjzYHoOQ6ai9R_z4kkmYnnw&fref=nf

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15 pensieri su “Gioielli Rubati 21: Nadia Alberici – Giovanna Sicari – Italo Bonassi – the50yearoldpoet – Gjoko Zdraveski – Vicente Vives – Luca “Yok” Parenti – Loredana Semantica.

  1. La poesia di Italo avevo avuto modo di apprezzarla e devo dire che qui, per la sua bellezza composta nella trama di desideri, stride fra le altre di una bellezza dolente e tremenda. Ma la poesia deve anche sapersi affrancare dal dolore del vivere. Grazie 🙏

  2. che bei fiori Flavio! E’ come avere un mazzo di fiori sul tavolo e tenerlo d’occhio scoprendo ogni tanto qualcosa che non avevi visto….Grazie Flavio non sapevo avresti messo anche un mio fiorellino campagnolo, è stata una sorpresa. ti sono grata!

  3. Ciao Flavio
    che dirti…bellissimi pezzi, note musicali per l’anima. Tutte straordinariamente vere. Una spicca per me: è “la sedia Anna”…trovo commovente, forse perché mi fa pensare alla mia mamma e a me quando mi siedo sulla sua poltrona.
    Un abbraccio
    Chiara

  4. Eres un tío increible, mi querido amigo. Siempre defendiendo la poesía a capa y espada y siempre a su servicio. Eres inmenso, poeta. Ni lo dudes. Muchas gracias por todo, aunque no lo merezca.

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