Ascolta & Leggi: Ave Mater, musica di Maria w Horn e poemetto (quasi) inedito di Francesco Marotta.

Mater

si fissano in cieli di astri e maree
immagini mai sentite eclissi
risonanti – dico riapri i tuoi occhi
fa sosta sull’argine e
libera dalla pietra il chiarore
dove approda ogni cosa al dileguare
ma tu prepari un dubbio
distrai la luce
che è già cammino declinato in grida
un volo di memoria

*
vedi,
sono stagione anch’io, goccia
che penzola da un ramo
a lume di mistero

così dicevi, e la tua mano
rovesciava sul tavolo l’ultimo carico di foglie

la mano casta, sfilacciata in fibre verdi
confinava la morte
in calici colmi di resina

lasciava scivolare dai pori
momenti d’acqua, lampi di antichi roseti

oggi porgi le labbra
a un rivo che urla, allagato di luna
verso la foce intravista
in chiarità di esilio

*
eri stagione di un antico andare
la tua polvere
ancora
parla il riposo, la quiete sofferta
tra ombre affilate di domande

come quando nell’alba
il profilo allarmato del sole
aveva la forma
esatta di una piaga

e tu insegnavi al cielo vuoto
il richiamo materno
della sete, l’alfabeto taciuto
dei tuoi occhi

*
i tuoi passi segnano inudibili
distanze, costeggiano case
che sono offerte
di volti, di assenze, paesaggi
inchiodati a una bocca da cui escono grida

la mano
che batte alle porte dell’ora
esplode nel gelo, e nel palmo
dove covava l’alba
la pioggia che cresce ali
alla voce, solo la cenere rimane
inaspettata
dei fiori che non eri venuta a cercare

*
il ricordo è questo chiostro di voci
senza movimento, uno spazio
dove il mare si orienta
sicuro
e invade a ondate ogni angolo in ombra

l’acqua
libera luci rapprese
per la conta del tempo
che resta, per la carezza che ammassa
frammenti di vita
in rilievo, profili di spuma

e questa rosa
ancorata a un pensiero
senza parole, questa spina trasparente
dove un altro giorno frange
senza più ferirsi

il poemetto di Francesco Marotta, è originariamente pubblicato qui:
https://rebstein.wordpress.com/2019/01/17/mater/

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11 pensieri su “Ascolta & Leggi: Ave Mater, musica di Maria w Horn e poemetto (quasi) inedito di Francesco Marotta.

  1. Grazie a tutti per la lettura e l’ascolto (ad Amina anche per la condivisione del post di Flavio).
    Se in questi testi avete trovato anche un solo verso, un’immagine, una parola che sentite vostra, sappiate che ve li ho “rubati”.

    Vi auguro buone cose.

    fm

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  3. Flavio! voglio farti gli auguri! (ma non mi si apre la mia chat) spero tutto il bene per te, e tutti i tuoi. Hai lo stesso g di nascita della mia nipote preferita, Caterina, e siamo tre cuspidi! ciao

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