Alla fine

Incrociando rotaie, seduto su vagoni deserti
ho guardato il presente solcare il passato
fermandomi al vetro. (Federico Fiumani, Elena)

Ogni entrata scandaglia la propria stanza.
Prima della soglia le porte non parlano
nemmeno tra loro.
Alla fine non ci accontenteremo:
quattro quadretti sopra il televisore,
tre, uno non c’è più.

Lacrime avanzate solo per dimenticare
il muro ingiallito, la Chevrolet color panna,
le zebre figlie di omaggi.
Parcheggiando, ho avuto
la netta sensazione di trovarmi altrove.

La vita è toccare cuori.
Non abbiamo altro.
Hai il mio, ho il tuo.

Alla fine smetteremo di inseguirci,
i voli radenti spetteranno alle rondini.
Ogni mattina lascerò un bacio sul comodino,
lo troverai al risveglio.
Non avrà mai fine.

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19 pensieri su “Alla fine

  1. Trovo particolarmente potente il senso di straniamento trasmesso dalle prime strofe di questa poesia. Esprime con estrema efficacia la perdita di orientamento fa le mura e i simulacri di una casa e di una famiglia cui si appartiene forse solo anagraficamente. L’amore, quello vero – dice – è un’altra cosa.

  2. I cambiamenti anche quelli più ostici, poi col tempo si trasformano sempre in dolci abitudini…”Alla fine smetteremo di inseguirci,
    i voli radenti spetteranno alle rondini.
    Ogni mattina lascerò un bacio sul comodino,
    lo troverai al risveglio.
    Non avrà mai fine.”

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