Ascolta & Leggi: Waltz in Black (Stranglers) – NIIMPTEM (Massimo Sannelli)

Alla fine, abbiamo tutti voglia di leggere qualcosa di profondo, magari verso l’alto e non verso il basso, meglio se il sottofondo musicale è buono. Abbiamo tutti bisogno, almeno una volta o due nella vita, di sbirciare il diario lucchettato di qualcun altro, conosciuto per sentito dire. Tutto sommato il confine tra curiosità è voyeurismo è molto sfumato. Soprattutto, mentre leggiamo, abbiamo tanto bisogno che nessuno ci scassi il cazzo.

NIÍMPTEM. UN DIARIO
di Massimo Sannelli
Con una Nota enfatica di Silvia Marcantoni Taddei Lotta di Classico, 2019

e-book gratuito all’indirizzo

https://lottadiclassico.files.wordpress.com/2019/01/niim.pdf

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4 frammenti di NIÍMPTEM:

di questo non mi importa piú niente, di quello non mi importa piú niente [questo o quello sono pari, piú o meno: il lontano e il vicino]. viene il momento comico: ho sbagliato, per debolezza o per lussuria [a volte un solo bacio, a volte un eccesso della mente], ho sbagliato, ho adorato mammelle secche e pelli che puzzavano, ho dato schiaffi a un culo masochista, ho scritti libri per un ventre andato, mi sono degradato per la rima, mi sono annoiato prima (e dopo: dopo l’ora senza religione); ora mi do un colpo sulla testa – toc, tump – e dico che ero debole (non fragile). l’astuzia sottile è quella che dice, con un po’ di prosa ritmica (se no, l’arte non esiste): ero io?
naufragavo? ero io, simulavo? [e in autunno si raccolgono i frutti, quello che c’è].

La mia infanzia non ricorda nessun seguace della Destra Sublime: un erede di Drieu La Rochelle o di Giani, o di Ricci; o di Pound – bello – o di Codreanu.
La Destra Sublime non mi cercò. I suoi eredi non apparvero mai. Forse sarebbero dovuti venire dal futuro, non dal passato. Forse erano addormentati nel loro sogno, ancora, con la goccia di sangue sulla retina. Oppure è piú semplice: la grande mattanza li ha ingoiati presto, a venticinque anni, piú o meno. E cosí ho incontrato solo gli eredi di Starace e di Mussolini: cioè maschi adulti e veri buffoni, con il cazzo teso e la voce carica. I fascisti che sopravvivevano era solo questi, allora.
Nessuna Destra Sublime era piú nel mondo.

Allora bisogna vedere Belluscone di Maresco. Prima di tutto, noi intellettuali dovremmo smettere di filmare la plebe, come se la plebe fosse il gorilla dello zoo; Pietro Marcello diceva che Enzo era un animale e a volte lo chiamava cosí, animale; e allora Enzo si illuse:
sarebbe stato un buon animale da compagnia, ad uso del mondo di Goffredo Fofi, della Feltrinelli e di qualunque Film Commission; ma l’illusione non durò: Pietro partí, Enzo rimase e Genova non è altro che Genova; dico che Enzo era un animale come lo sciacallo, non come il criceto; e a parte tutto questo: quando capisci che il mondo di Belluscone esiste, perché ci vivi dentro, allora gli intellettuali ti sembrano inutili. E i sensibili, ancora di piú: insopportabili; e ancora piú insopportabili se sono sensibili e mantenuti, maschi e femmine. Servono, gli intellettuali e i sensibili. Certo che servono.
Per questo li leggo e li ascolto. Ma li leggo e basta.

Eri senza vita: ma avevi qualche giustificazione. Scappavi dal paese barbaro e non poetico. Non eri sano e non avevi esperienza. Allora trovasti un paese volgare e poetico, giustamente. Giustamente, lei aveva i capelli rossi, ora fa la ballerina e scrive appunti poetici su Facebook; tu pesavi 54 kg, ora non sei un insegnante, ma sei un’insegna, appesa sulle opere, non tutte poetiche. Non avevi nessuna grazia, allora: solo molta produzione di manoscritti, poetici. Ne hai fatto giustizia non poetica, dopo. Ma chi fioriva, a suo modo fioriva:
naturalmente, senza perché, come ogni fioritura. Il 18 maggio avevi conosciuto Giuliano Mesa e ti sembrava grandissimo. Sanguineti ti sembrava il Sole.
Tutto sembrava il Dio, allora: tutto tranne il Dio vivo. Il resto lo
sai: Sanguineti andrà via di maggio, tra quindici anni, poi F. vola via, e chi l’ha vista piú? Le si voltano le spalle, è andata là e sta
bene: là è una dizione generica, da cui non torna.

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