Gioielli Rubati 18: Italo Bonassi – Cipriano Gentilino – Stefania Giannetto – Felice Serino – Luciana Riommi – Nadia Alberici – Emilio Ferro – Erospea.

Allora, ricominciamo, la Terra è rotonda e auguro a tutti un 2019 migliore; e… dice, ma migliore rispetto a che? Rispetto al 2018 e precedenti.

DIARIO DI UN MORTO

Non percepisco tutto in una volta,
ma a poco a poco. Qui da noi le voci,
qui, sotto terra, tardano a arrivare,
ci mettono più tempo per raggiungerci.
Come dentro una camera antiacustica,
suoni, rumori, voci son smorzati
di quel tanto che arrivano un po’ fiochi.

Tanto per dire, oggi, a mezzogiorno,
c’è stato per esempio un funerale
di un povero operaio di un cava
di porfido di Albiano. C’era il prete,
un chierico che aveva l’acqua santa
e un vecchio ch’era lì proprio per caso
in visita di una zia morta da anni.

Dunque, appena il prete fa il discorso
che di solito si fa se uno muore
(oh, due parole, non di più, era povero…),
ecco levarsi un coro di preghiera,
un coro dolce, tenero, soave,
tanto che ci alziamo tutti noi morti
dai loculi, a guardare chi è che canta.

Nessuno! Non il prete e neanche il vecchio,
né tantomeno il chierico. Cantavano
gli Angeli delle lapidi di marmo.
E, con loro, due talpe e quattro grilli

di Italo Bonassi, qui:
https://italobonassi.wordpress.com/2018/12/12/diario-di-un-morto/

*

Mediterranea

ti avrei amato
mediterranea
madre meticcia
di gelsomini
venere puttana
di imam
savoiardi e babba’
ti avrei amato
fossi stata
oriente di pretini
in camporella
e ti avrei tradito.

di Cipriano Gentilino, qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2018/12/27/mediterranea/

*

Rêves (Sogni)

J’ai des rêves
Mais maintenant sont poussière,
J’ai des idées
Mais maintenant sont paroles,
Paroles que je n’explique pas
car il sont dures et difficiles,
Paroles d’espoir
Mais paroles de souffrance.
J’ai rêvé l’or et l’argent,
J’ai rêvé les Dieux
Et le hibou
Q’à le tombée de la nuit
M’annonce la sagesse
Et l’esprit de la calme.
J’attends la mite
Qui me guide à la lumière.

(Ho dei sogni
Ma ora sono polvere,
Ho idee
Ma ora sono parole,
Parole che non so spiegare
perché sono assai difficili,
Parole di speranza
parole di sofferenza.
Ho sognato l’oro e l’argento,
Ho sognato gli dei
E il gufo
Quando è buio
Dimmi la saggezza
E lo spirito d’equilibrio.
Sto aspettando la falena
Chi mi guidi alla luce.)

di Stefania Giannetto, qui:
https://chroniclesofanhyperactivewriter.wordpress.com/2018/12/06/reves/

*

La rosa di sangue

in sogno spio se
riesce a passare “qualcuno”
per la cruna
Dio non è stanco
mai dell’uomo

gl’ insulti gli sputi
gli scivolano addosso
Lui perdona sempre perché “non sanno”

sempre viva è la rosa di sangue
e splende di bellezza

di Felice Serino, qui:
https://sestosensopoesia.wordpress.com/2018/12/27/la-rosa-di-sangue/

*

che le mani

che le mani facciano che sia, se non sai dirlo,
d’acqua e di terra, come una cosa vera
una cosa che non c’era

di lallaerre (Luciana Riommi), qui:
https://lallaerre.wordpress.com/2018/12/28/che-le-mani/

*

Aquile copiose s’inventano le case

Tra queste montagne nevose e stagne
Contese insorgenti resti
Gioca d’ astuzia il livido che permea il giorno
Lava il vestito d’occasione
È un fremito di poderose ali d’auto
E asciutto l’ incanto nell’ incanto
Sincere menzogne nascoste sulle felci dietro casa
Un compleanno di neve sulla città
Luci con squame d’uccello
E uccelli con soffi di caducità
Il lago brontola ghiaccio e liquami
E il bosco del giorno inizia un suo cercarsi
Uno spazio dell’altro mondo si è fatto alcova
Ha invaso la bocca del mio stupore spalancato
E gravita dentro il suo imperialismo naturale
Discute e va e rientra e pensa e contraddice
La mia estraneità compresa in una memoria ricca e posata
Col filtro del padre e della madre
Non sa il cielo come vivere l’insulto della ricchezza
Con la sua coperta calda e fine di buon sapere
Il sapore la corteccia l’ acero hanno il proposito del sogno
L’abbandono di pupille allo straniero invitante occaso
Dove il fare inventa Dei e case e spiriti effimeri
e ricorre alla madre vigorosa d’Europa
E sfugge rosso cardinale in cerca di un se’
Con cui vestirsi

di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2018/12/27/2507/

*

Addio cara Ventimiglia

Addio cara Ventimiglia
mia amata terra elettiva,
hai lasciato gioie e ferite
sulla mia vita ed i ricordi,
da te ho lasciato lacrime
e sorrisi, risate sguaiate,
abbracci e baci infuocati,
da te ho lasciato l’ombra
appena accennata di poesie,
mai scritte né mai declamate,
da te le tracce dei miei passi
sui marciapiedi sulla battigia,
sul ponte sul Roia sui sassi.
Addio Ventimiglia cara,
addio all’ombra del corsaro nero,
la battaglia dei fiori, il tuo mistero
che ha attraversato i millenni,
cuore pulsante intemelio di terre
impervie e laboriose fatta di serre
e terrazze sui colli colmi d’ulivi
gente silenziosa affabile e laboriosa
accolsi dalla Trinacria famiglie intere
accogliesti anche me: profugo d’Africa,
giunto dopo lo stivale aver attraversato,
l’isola del monte Capanne, esilio di Napoleone
ricca di magici borghi e del mio cognome.
Fatto o destino, disegnano fortuna o sciagura,
scampoli della mia esistenza sopravvissuti,
per magico destino nelle colline metallifere
in quel di Gerfalco, borgo d’altri tempi,
s’aggrappano coriacei al cupio dissolvi,
la vita ti da e toglie: a te non arrenderti!
Stringere i denti, andare avanti sempre,
v’è sempre il momento inatteso del riscatto,
con paziente attesa e con solida tenacia,
per chi non s’arrende facilmente
alle inattese tempeste della vita.
Addio Ventimiglia

di Emilio Ferro, qui il suo blog:
https://lafeniceinattesa.me/

*

28/12/2018.

Tu dove sei è una domanda inutile. inutile
la cromatica degli occhi, la frequenza di pelle,
la presa a tatto degli invisibili organi. tu come sei
è una domanda più inutile. come la poesia che non serve. e
tu che non servi. o come la stella che non chiede
se far luce o scaldare, o far luce e scaldare, e se troppo caldo
brucia. di mezzo qualcosa non pone filtri di volontà. tutto è
a dovere, la cura è attenzione indoverosa. così l’attenzione
al dove sei, come sei, e una soluzione che congiunge mai.
Eppure stai qui, tu che non servi, diversamente dalla poesia
che è roba mia e sempre taglia
da liberarsi.

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30 pensieri su “Gioielli Rubati 18: Italo Bonassi – Cipriano Gentilino – Stefania Giannetto – Felice Serino – Luciana Riommi – Nadia Alberici – Emilio Ferro – Erospea.

  1. Ciao Flavio
    inizio bene il nuovo anno leggendo questi gioielli. Tutti belli ma il mio preferito “Addio cara Ventimiglia”, non dovrei fare differenze perché sono davvero tutti piene di vera poesia.
    Grazie
    buona poesia a tutti
    Un abbraccio 👍❤🥀⚘🌷🤗
    Chiara

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