La Notte

La notte, sotterfugio da rischiarare
con suoni dalle vocali allungate
specie sul finale, fanno così
i bambini, saltellando su ritmi mai domi,
soli quando tutto ghiaccia e l’acqua
si stupisce dura d’increspature

quelle dei miei capelli,
non le voglio sentire carezzare
una bianca una nera
non si sa cosa dirne per tornare là,
dov’è nascosto l’ultimo dente di latte,
unico innocente, addormentato

cotto
nei suoi stessi sogni.

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24 pensieri su “La Notte

  1. buongiorno e buon lunedì, Flavio. Nonostante il freddo e il maltempo.
    Che bello il verso “La notte, sotterfugio da rischiarare” nel suo realismo che ci fa umani, consapevoli che, piaccia o no, dobbiamo affidarci ad un momento di buio, il quale, in effetti, non sappiamo mai cosa ci consegnerà all’atto del ritorno della luce…Qui, a proposito di colori scuri come la notte, appunto, nuvoloni e cielo grigio non rassicurano affatto…

  2. mi lascia una sensazione di tenerezza, come se il tempo non fosse un insieme di sequenze, ma solo la condizione di un cambiamento che comunque conserva la sua origine… così niente del bambino si perde… molto molto bella

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