Ascolta & Leggi: Raffaella Bettiol e Fred Astaire

Ho insistito un po’ prima di ottenere questi inediti da Raffaella Bettiol che, da persona autentica e schiva, evita con cura i riflettori. E di nuovo sono colpito dalla grazia e dalla signorilità nei suoi versi. Sia che tocchino la tragedia dell’inutile strage di un secolo fa, sia che non si sottraggano all’osservazione e al coinvolgimento nelle cose della vita. Il tutto in parole eleganti eppure silenziose, molto piacevoli da leggere, che lasciano “il loro buono” al lettore: malgrado echeggino di pacatissima, quasi vellutata, inquietudine. Stessa sensazione compiuta che, spero, riconosca chiunque si avvicini a queste ottime letture.

D’un giorno la nebbia

Fitta la nebbia
s’insinua tra pagine dimenticate
d’una vita che s’attarda ed attende
ancora il suo tempo.
Quale tempo?
No! Non dà risposte il silenzio
né il fragore della strada
tutto sembra che s’annulli e si cancelli
come il sogno d’una giostra
che si dissolve al primo chiarore
o come bottiglia gettata al nulla
d’un marciapiede.
La memoria s’arrende innanzi
al bianco smisurato del giorno
che procede,
alla marea dei pensieri dissolti
in lattescente afasia.

Sola forse resta l’anima
nello sguardo perso delle cose.

*

Un sigaro sulle labbra (Ad Alessandro Ruffini)

Dopo notti di dolore
hai commesso l’unico azzardo
ed eri innocente come tutti i giovani
gettati nel delirio d’una guerra di trincea
affamati e persi tra gas asfissianti
e liquami di morte.
L’odore acre delle granate
il tanfo del sangue rappreso nel fango
non riuscivi a dimenticare
t’ assaliva sempre.

Occhi da pazzo il generale
ti colpì più volte prima di quell’ordine,
inutilmente grida si levarono.

Già vissuta la dolorosa oscurità d’un inferno
non dicesti nulla.

Quel sigaro rimase a terra
tra polvere e fili d’erba
il tuo nome negato in una fossa comune.

Alessandro Ruffini stava marciando durante la ritirata dalla Carnia con la sua unità– il 28esimo reggimento- nei pressi di Noventa Padovana, nel pomeriggio del3 novembre 1917. Una ritirata provocata appunto dallo sfondamento di Caporetto. Il Generale Graziani lo vide con un sigaro in bocca e dopo averlo colpito più volte, lo fece fucilare per insubordinazione.

*

La mia strada

Quante vite lungo questa via!
attimi di parole, di brevi incontri
di passi lenti e incerti sul selciato
di corse folli incontro al futuro.
Mondi diversi s’incontrano
e subito si perdono
nella solitudine del loro cammino.

La mia strada ferisce
con il suo inesauribile racconto
con il suo portato di destini
di crepe nascoste,
d’angoli infinitamente bui.

Ma la vita in accordo segreto,
sorriso smarrito di ragazza,
ovunque germina cespi d’erba morella,

spezzano la dura crosta dell’asfalto
con la certezza della loro essenza.

*

Una partita di poker

Una partita di poker la vita
una scommessa da giocare.
Tutto o forse nulla è già deciso
quando un vagito risuona
e una madre poggia il seno
su labbra di latte.

Spesse nubi dissolvono sovente
il sole in un gioco continuo
sul limbo dell’attesa
in un’avventura alla cieca
per vortici profondi.

L’ultimo atto si compie
quando lo sguardo scompare
per effondersi in lacrime
sul riflesso d’ un mondo perso
ancora amato.

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8 pensieri su “Ascolta & Leggi: Raffaella Bettiol e Fred Astaire

  1. Pingback: Ascolta & Leggi: Raffaella Bettiol e Fred Astaire — almerighi | l'eta' della innocenza

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