Papaveri ovunque

il forno in mattoni
riscalda un campo di grano
apparentemente infinito.
poco oltre il fuoco di giugno
fruscia l’acqua nel torrente,
così chiara, impigrisce ancor più
il rosso vivo, papaveri ovunque

tra spighe, legni,
il cinguettare assente
di tutti gli uccelli, i corvi
dentro un cielo tanto vigile
da lasciar perdere gli uomini.

donne dal seno spensierato
lavorano fuoricampo tutto il tempo.
mentre l’orologio fa acqua
un forestiero stanco siede,
riposa sull’aia

prima o poi farà tardi
e non ci sarà altro da scrivere,
basterebbe oggi un sorso d’acqua
per fare di quel forestiero
un uomo

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12 pensieri su “Papaveri ovunque

  1. “prima o poi farà tardi
    e non ci sarà altro da scrivere,
    basterebbe oggi un sorso d’acqua
    per fare di quel forestiero
    un uomo”

    straordinaria sintesi di poesia, misericordia e umanità. Quanto poco ci vuole a fare di uno sconosciuto una persona vicina, lo hai scritto magistralmente, con una consapevolezza sul passare del tempo degna davvero di nota. Complimenti.

    • ti ringrazio, quel che va fatto e vissuto è riconoscere l’umanità dov’è, quella che vedi, senza scaricare la coscienza con una bella adozione a distanza, che non puzza e costa quanto un caffè al giorno

  2. Un Almerighi magistralmente propositivo, come non lo leggevo da tempo… E un grazie per l’ispirazione al grande Van, che da lassù fa i ritratti alle stelle ancora meglio che qui.

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