l’indicibile che manca

La pioggia penetrò le scarpe, annientò ombrelli.
Fu Capodanno bagnato di un anno poco propizio.
Spesso si torna in angoli belli la prima volta,
mentre la neve protesta di doversi sciogliere,
entrare nel tombini, arrivare sfinita in mare:
quel mare abisso sempre pronto e nero
restituisce conchiglie morte, scuote la chiesa,
là dov’è sempre la punta coraggiosa, inerme.
La natura non si fa mancare nulla, candele
pronte a rinfocolare preghiere mute:
sempre lo stesso mare, malgrado il buon pasto,
non lascia mai doma l’inquieutudine sottile
pronta a riprendersi nel tempo e con esso
l’indicibile che manca.

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17 pensieri su “l’indicibile che manca

  1. mi ha colpito molto questa bella immagine, sembra sottintendere le parole, perché c’è tanto di indicibile tra di noi, anche nel bello, nonostante il nero…

  2. La profondità manca ovunque, purtroppo. Questa tua la vedo come una sorta di speranza che parte dalla bellissima foto e chiude il cerchio nell’indicibile mare che ad ogni sguardo cambia.
    Molto apprezzata….ho gradito tanto anche Caorle, diversamente dolce.
    Un abbraccio
    Chiara

    • sì, Caorle è un luogo che mi è molto, molto caro e il primo gennaio sembrava quasi che la chiesetta, c’ero dentro, da un momento all’altro volasse via in braccio alle onde, salviamo la speranza

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