Gioielli Rubati 13: Giuseppe La Mura – Fabrizio Bregoli – Mario Benedetti – Stefano Guglielmin – Maria Di Lanno – Donatella Pezzino – Chiara Marinoni – Franco Bonvini.

(senza titolo)

Le emozioni all’alba
Sono confuse
Giacciono
Come ciottoli sparsi nell’anima
Dopo una mareggiata improvvisa e notturna.
Resti così a pensarci
Prima di aprire gli occhi
Sembri smarrita nella nebbia.
Allora stai ancora a letto al caldo
Ti copri un altro pò delle poche certezze
E aspetti che il mar dentro di te si plachi
E lasci i ciottoli nudi
Ad indicarti un nuovo cammino
Prima di iniziare a sognare
a occhi aperti

di Giuseppe La Mura, qui
https://giuseppelamura.wordpress.com/2018/11/19/17261/

*

ACCIAIO

Vi indugia ancora, icona prigioniera
nell’intarsio d’oro della sua tavola,
dita indiscrete a gravare la soma
d’imposta immobilità. È sempre lui,
quel mondo già dato troppo per certo
quell’emanazione d’un sé corporeo
in cui accorta od incosciente intridersi.
Quella miscela spuria di ioni ed atomi
l’aria, più di tutto le manca,
lei che da anni nel polmone d’acciaio
ne inala ne esala quel lavorio
di vento sulla pelle
fino a farne afflato, alea di respiro.

Giardino di silenzio
si fa eco del mondo, sua cassa armonica
in cui raduna frantumi esperiti
subìti o solo immaginati,
si fa senso chiaro, s’accorda al cosmo
ne ascende ogni scala, assente al suo ritmo.
Brulichio di formiche, ronzio
di lampade o tremolio di vetri,
scalpicciare di passi o risa d’uomini.
Poco importa distinguerli.
Rumore di fondo, scorie d’universo.
*
Hai ragione, Piero, siamo alberi
spicchiamo frutto, da radici che
non ci appartengono, o meno ancora
saprofiti che ineriscono a schegge
di corteccia, ad una cruna di verde,
e come dici, poesia è questo
porgere la mano, sperare prossimo
il cambio della guardia, e continuare
nella corsa, passare la staffetta
già sapendo la meta irraggiungibile
fragile la parola, perché l’unico
eterno che perdura è l’impossibile.
Perfetto nel non darsi.

Restano mani abrase, franto il fiato
l’orlo di buio che ci ha arato il viso.

di Fabrizio Bregoli, qui:
Acciaio

*

BUON COMPLEANNO

Come sarà il mondo quando non potrò guardarlo
né ascoltarlo o toccarlo o sentirne l’odore o desiderarlo?
Come saranno gli altri senza la mia presenza?
Esisteranno come esisto io ora
senza quelli che sono andati via?
E perché alcuni di questi sono una foto sbiadita
e altri una nuvola negli occhi
e altri ancora la mano del mio braccio?
Come saremo tutti quanti senza noi stessi?
Che colore che suoni che pelle morbida che sapore che aroma
avrà il bene(male)detto mondo?
Che senso avrà diventare protagonista del silenzio?
Avanguardia dell’oblio?
Che sarà l’amore e il sole delle undici
e il triste crepuscolo senza una valida ragione?
Non è che queste domande vengono spontanee
ogni volta che qualcuno raggiunge i sessanta?
Sappiamo già com’è senza risposte
ma come sarà il mondo senza domande?

di Mario Benedetti, (Tratto da: Viento del exilio, 1981) qui
https://rebstein.wordpress.com/2018/11/17/buon-compleanno/

*

ANONIMI (LA PROSTITUTA, IL CLIENTE, IL POETA)

Dopo la marchetta delle nove, esci per la festa.
È domenica. Qualcuno mi parcheggia
due metri dal cancello. Gli dico che non sei in casa.
Lui recita un rosario di madonne avvelenate.
Sputa sull’asfalto. Riparte. Forse andrà a messa
e poi alla sagra della bondola. Io intanto scrivo
questa poesia senza entusiasmi, salgo come l’acciuga
di Montale dentro i polmoni del secolo marcio.

di Stefano Guglielmin, qui:
https://rebstein.wordpress.com/2018/11/20/ciao-cari/#more-92350

*

SAPERSI PERDERE

Ci si rifiuta di cambiare perché,
più della paura di perdere se stessi,
si teme di non sapersi perdere.

Come le rondini
che tornano sempre
allo stesso nido

nonostante questo
sia ormai distrutto.

Forse perché
non sanno
perdersi.

Ma, d’altro canto, sanno
non perdersi mai
d’animo.

di Maria Di Lanno, qui:
https://brezzadessenza.wordpress.com/2018/10/27/sapersi-perdere/

*

UMBRATILE

Così lieve
nello sbocciare inverso

che si fa inverno, radice: un circolo
di pietre
contro l’inerzia del giorno. Nel tuo bacio
geme l’acquiescenza dei ricordi; una candela
di più
che ci spegne in segreto

come fece il muschio
sul vecchio roseto

di Donatella Pezzino, qui:
https://poesiaurbana.altervista.org/umbratile/

*

L’inverno alle porte

È l’attesa della neve
o il gelo sui rami
che intristisce il passo.
I vetri di casa sono pieni di pianto
li asciugo ma è come se non bastasse
il gesto è abitudinario, forse.
Oggi il sole ha disegnato sul muro
parole di calore che in un attimo
sono evaporare lungo le ciglia
di sorrisi timidi al chiarore
di pomeriggi corti.
Però il merlo continua a saltellare
incurante delle foglie, ormai
fradice di sogni non realizzati
e di pozzanghere che viaggiano
al riflesso di nuvole
dentro montagne scure
che nascondono la luna
prima ancora del tramonto.
Sarà che la sera è già sera
e nell’aria la notte parla
con la bruma dei prati
che sale ad intimidire
il mio animo ancora estivo.

di Chiara Marinoni, qui:
https://chiaramarinoni.wordpress.com/2018/11/19/linverno-alle-porte/

*

E’ Ovunque

Potrei incontrarla ovunque
e riconoscerla,
da un’ incrinazione di voce
da una parola detta a caso
basta una sola parola.

Potrei riconoscerla in un soffio d’ invisibile
che dà voce agli alberi,
nei miei giri al bosco.
In un pettirosso
che entra in fabbrica per una briciola,
oppure nel merlo che m’ insegue curioso
sulla soglia di altrimondi
in volo nel sole
o zampettando nella neve.
E’ in ogni cosa.

Come fai a non amare tutte le cose?

di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/11/06/e-ovunque/

***************

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32 thoughts on “Gioielli Rubati 13: Giuseppe La Mura – Fabrizio Bregoli – Mario Benedetti – Stefano Guglielmin – Maria Di Lanno – Donatella Pezzino – Chiara Marinoni – Franco Bonvini.

  1. Ciao Flavio
    grande…
    …una poesia più bella delle altre non c’è, sono tutte magnifiche non so dirti quale. Ho apprezzato molto ” Buon compleanno” di Mario Benedetti, sarà che sono arrivata ai 60 e questa domanda mi tormenta…cosa sarà dopo?😉🤔.
    Complimenti a tutti gli autori.
    Un abbraccio a te e buon inizio Dicembre
    Chiara

  2. Anche a me è piaciuta Compleanno. Io li ho passati da un pò i sessanta e come sarà il mondo ancora non lo so. Forse ce ne sarà un’ altra versione, fatta da chi lo guarda. Ma di sicuro ci saremo dentro in altre forme. (se chi lo guarda ci ha amato)

  3. Finalmente lette e rilette, musicate dl labbra ed intenti.
    L’una più bella dell’altra, parlare diversamente in unico linguaggio e leggervi, tra le righe, fra le parole e negl’interstizi, le diverse sensibilità e la grandezza nel minuscolo.
    Ringrazio ancora per questi momenti di abbraccio.

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