Poesia Indipendente (my personal poisoning)

guardami la bella mise da poeta dentro e addosso,
sopra la maglietta verrà fuori una cravatta Lupo Alberto,
appeso per la coda dice: sono steso!

Felice strapazzato poeta, bisognoso di latte paterno
sempre pronto ad abbracciare altri poeti, e poetesse
in ogni porto o da diporto, rassicuranti
nelle loro acute cecità, figli dei tempi dell’immancabile
sete di notorietà senza danaro, ammutoliti emozionati
quando entreranno finalmente per la porta principale

all’atto pratico non è vera gloria, vera croce sì,
l’orizzonte gabbianesco rossocuore alle spalle
con lo schermo di cristalli liquefatti in agguato
pronto all’abuso: amboni senza fede per
tante belle gretegarbo, distruttive lacrimelle
sulle spalle gigantesche dei defunti, che poi un po’
lo siamo tutti

ditele che l’amo, ma si strozza un po’ di voce in gola,
ricopierò biografie per farmene una mia. Odino sepolto
dentro un campo d’erba dove nemmeno le bisce cantano.
I poeti non contano, tutti stretti nel convenevole
basta loro il proprio io dove stare belli larghi e comodi
a osservar l’inquieto oceano, senza farsene schizzare

28 pensieri su “Poesia Indipendente (my personal poisoning)

  1. ma dai! grande!!! mi piace molto….stretti nel proprio io dove stare larghi e comodi…..un po’ mi ci ritrovo, si sta bene dentro qui…un posto sicuro. del resto se una è in meritata pensione….
    devo dire che avverto questo essere in posti diversi e fare una vita nella quotidianità e poi rientrare nella poesia….anche se a volte il tutto si mescola…

  2. Un coraggioso esporsi che apprezzo. Chi è poeta si muova promuova e non si lasci fregare dalle apparenze. Chi è nelle acute cecità tra i cristalli liquidi lasci perdere, è solo sofferenza o banalità . Mi fa’ riflettere e ripersare. Grazie .

  3. o, dico per me, smettere perché è amore e non è un gioco, e stare silenzioso per non restare ammutolito prima ancora della porta secondaria o principale che sia; c’è molto da riflettere. Ti ringrazio per aver dato questo importante stimolo al ripensamento critico e alla riflessione.

  4. L’eterno pensarsi che fa smettere il pensare, il sentirsi che chiude gli orecchi e la pelle al sentire… Forse perché, della foto dell’uomo che cammina sulla strada con le mani cacciate in tasca, mi piace la pietra che ha scalciato e che rotola sull’asfalto -anche se non si vede-
    🙂
    Apprezzata molto questa tua.

  5. A me piace aver compagnia sul mIO divano. Ma IO son poetessa per spirito di bastian contrario non seguo le mode retoriche, faccio finta di crederci così bene in quel che faccio che ospito volentieri nel mIO salotto. Del Lupo Alberto conservo gelosamente poetici diari antisfiga, come incunaboli.

    Quel che spero, che ai miei versi non vengan mai le rughe, perché le creme non funzionano mai e faccio fatica a trovare la rima per botox.

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