Gioielli Rubati 10: Marina Pizzi – Italo Bonassi – Franco Bonvini – Nadia Alberici – Emilia Barbato – Daniele Barbieri – Psicomarcoal – Marilena Monti

QUESTO POST E’ DEDICATO A EMILIA BARBATO: GLI AMICI IN QUESTO FRANGENTE LOTTANO CON TE!

Vero davvero il crepacuore
Che penetra la ruggine
Le inginocchiate stanze.
Velata tattica la resistenza
Museale, grammaticale.
Qui le resine bambine
Giocano a velarsi
Per scampare le scalee
Principesche, folli.
Nascere d’unguento è morire
Con la scialba balìa
Del cherosene infrenabile addosso.
Anarchia di rantoli il fato
Fatuo di sé intonato e vero.

di Marina Pizzi, qui:
https://www.facebook.com/groups/frequenzepoetiche.altervista.org/?multi_permalinks=260040251351134&notif_id=1541070571750068&notif_t=group_activity

*

UN GIRO DI VALZER

Siamo estranei, e non è per noi,
viandanti senza patria, questa strada
dove si va,
non è la nostra terra
che giorno dopo giorno si calpesta,
e nessun posto qui è meglio degli altri,
nessuno alloggio o letto per dormire
qui è fatto per concederci riposo,
noi non si è di qui,
siamo stranieri,
esuli transitori di passaggio.
Tremante vorrei offrirti le mie gambe
per camminare fino alla mia terra,
vorrei poter portarti sulle spalle,
madre, e aver la gioia di danzare
con te, almeno
un solo giro di valzer,
con te che avevi amore e fantasia
e leggerezza di gambe per danzare.
Oh, lo faremo, madre mia, un giro,
lassù, di valzer, dove arriverò un giorno,
dove mi porteranno le mie gambe
– o le ali – lungo una via in salita,
dove si va, e indietro non si torna
– o forse, chissà, sì. –
E tu sai, madre,
porto dentro di me il mio destino,
sono il veliero
e il grido del corsaro,
e gioca e gonfia il vento il mio velame
tra misteriose nebbie e un’agitata
brezza di mare.
E ancora e ancora
tengo il timone fermo mentre avanzo
tra eteree trasparenze di cristalli
e luccicori d’ombre e cieli azzurri
con un corteo
di maschere grottesche
e risa di fantasmi, nell’incanto
di una vita che lievita silenzi
di passi di perduti pellegrini
ormai senza più età, eterni.
Lassù è la vita, lassù c’è la locanda
che ci concede alfine del riposo,
lassù c’è il posto
meglio di altri posti
per noi, camminatori senza patria.
Lassù è l’eternità di cui si parla:
godiamocela, dunque, madre.
È meritata.

di Italo Bonassi, qui:
https://luigimariacorsanico.com/2018/11/01/italo-bonassi-un-giro-di-valzer/ (con un grazie sentitissimo a Luigi Maria Corsanico)

*

Comunicazione improbabile

Ti lascio i caloriferi accesi stanotte,
non farà freddo,
e il latte in caldo nel bollitore.
Ci sono due madeleinette sul tavolo
ma in frigo trovi la bologna
e il pane sta al solito posto.
So che la preferisci da intingere nel latte.

di Franco Bonvini, qui:
https://bonvinifranco.wordpress.com/2018/11/01/comunicazione-improbabile/

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AMO LE COSE CHE MI FLUISCONO DENTRO

l freddo della casa ama le mie ossa
Le ha formate similmente a rami d’albero e zampe di gallina

Io amo della casa la sua ferma compostezza
e il suo giardino che rincorre le stagioni

autunno e primavera le migliori, ma anche
l’inverno colmo di neve e l’estate colma d’insetti

e amo i gatti non miei, che passano le notti
sui cuscini sotto la veranda

amo gli occhi svelati degli animali
e qualche volta anche quelli degli umani (capita)

amo i tuoi occhi che cerco nel retrovisore
perché una volta erano uguali ai fari di un’auto

amo il Po che ho salutato oggi pieno in piena
e tutte le sue schiume nel grigiore dell’acqua

amo le cose che mi fluiscono dentro
e che interrompono i pensieri. Discorrono solo con i sensi

amo le vite che fluiscono a fianco strofinandomi
tu non lo sai ma ci attraversano sempre

amo questa poesia cresciuta in gola
nel viaggio di ritorno da Viadana di circa un’ora.

1-11-18

di Nadia Alberici, qui:
https://sibillla5.wordpress.com/2018/11/02/amo-le-cose-che-mi-fluiscono-dentro/

*

siedo raccolta, la luce
è una squama di salmone
e tasselli di ali la libellula
bordata di rame,
qualche rubino sulla giovane
donna, i seni scolpiti, la cavità
dell’ascella, forse l’impronta
e il calore di un bacio, certe
parole impossibili come
passi delle dita sulla polvere
o l’odore e il frutto carnoso
di un ananas, vorrei avere
la pazienza della pietra,
la fede nel mondo, solo
perché è giorno e apri
gli occhi dando notizie

di Emilia Barbato, qui:
https://emiliabarbato.wordpress.com/2018/10/26/lince/

*

siamo noi banali non le cose

siamo noi banali non le cose, siamo noi che non
siamo mai capaci, un lunedì mattina qualsiasi

di prendere il mondo per il collo e così ricondurlo
a noi, siamo noi, siamo mai, le parole medesime

sono cose e portano sapori inconsueti, ritornano
quando le spingiamo alle altre cose di carne e di pietra,

sono sabbia e mare le parole, siamo noi, non siamo
mai così lontani dallo strusciarsi secco dei sassi
sotto i nostri piedi, noi siamo sassi, siamo parole
che strusciano secche sotto le nostre dita, banali

saranno le nostre parole se non saranno più
cose, siamo noi che non siamo mai capaci di prendere

dentro di noi tutte le parole di carne e di pietra

di Daniele Barbieri, qui:
https://ancoraunaltrome.wordpress.com/2018/11/02/siamo-noi-banali-non-le-cose/

*

Quando (bambina mia)

Quando Zefiro verrà
per farti volar via

Agli occhi miei
ancor vivi
lieve ti sfiorerà

Come te, bambina
che nelle stanze mi cercavi

E poi
con la mano
mi baciavi

(dedicato a S.)
di “psicomarcoal”, qui:
http://www.domenicapoetica.it/poesia/quando-bambina-mia/

*

L’addio

E insiste, lancinante,
un grillo.
Non è più canto, il suo,
nella notte d’ottobre che accatasta
ricordi dell’ estate. È pianto.
E sembra identica la luna
a quelle già passate,
zuccherine di fichi,
pomelie bianche e sale.
Le nubi avvolgono memorie,
le portano lontano
mentre il grillo dispera
le sue ultime note
dell’addio.

©marilena monti – 5/10/17, qui:
https://marilenamonti.wordpress.com/2018/11/02/laddio/

**********************

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37 pensieri su “Gioielli Rubati 10: Marina Pizzi – Italo Bonassi – Franco Bonvini – Nadia Alberici – Emilia Barbato – Daniele Barbieri – Psicomarcoal – Marilena Monti

  1. Alfonsina Caterino (da FB) Una cassaforte tanto invisibile quanto preziosa questa dei Gioielli Rubati…Apro e il Vero Davvero Crepacuore sfila la mano ad un giro di valzer…Siamo estranei coltivati entro fondali di perle. La comunicazione improbabile smuove granelli alle sabbie mobili già ossessionate da flutti e assalti precari e insulsi. Restano le cose luminescenti degli stessi abissi che il freddo raccoglie in un punto, dove l’acqua nel moto perpetuo, non macera. Complimenti davvero a tutti i poeti di GIOIELLI RUBATI.

  2. Grazie Flavio.
    Una piccola nota: la prima frase della poesia (“onde nel mare”) non c’è nel testo originale, forse è scappato un refuso.
    Marco

  3. Pingback: Gioielli Rubati 10: Marina Pizzi – Italo Bonassi – Franco Bonvini – Nadia Alberici – Emilia Barbato – Daniele Barbieri – Psicomarcoal – Marilena Monti — almerighi | CONSERVIAMO LA POESIA

  4. Letture ,tutte ,che risplendono .Italo Bonassi è Poeta ,ma non di meno gli altri .Daniele Barbieri, Daniela Alberici sono una,rivelazione .Speciale Emilia Barbato ..A tutti il mio encomio . A te,Flavio ,grazie per questo pavé !!!

  5. E’ come un avvolto di braccia, come una raccolta di mani a coppa dove bere in un unico sorso di un amaro, dove le braccia stesse sono gesto di dono, non di sostituzione.
    (una carezza ad Emilia Barbato)
    Grazie Flavio, ancora una volta si raccoglie dal tuo cesto, ed è bellezza.
    Brigida

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