letture amArgine: Carolina Almerighi testi inediti

Carolina Almerighi è nata a Faenza il 9 agosto 1996, è stato il giorno più bello della mia vita.

Si dorme scomodi in due

Si dorme scomodi in due
Si intrecciano i respiri,
le mani vibrano
si diventa una cosa sola.
Ci si mescola e l’ alchimia che si crea, produce un calore
in grado di assuefare pensieri negativi, paure nascoste.
Mi prendi e dai sollievo ai miei giorni stanchi.
Le mani grandi completano
il puzzle imperfetto del mio corpo, che sbadato si addormenta ancora.

*
Continuo a pensare

Continuo a pensare.
Flusso di pensieri,
Emozioni trasudano
attimi bianchi.
Questo fumo denso si disperde
come ricordi passati che conservo dentro.
Mi muovo, in silenzio,
passo svelto, spalle dritte.
Tortuoso il sentiero che porta a casa, lego i capelli, preparo la borsa.
Esco.

*

Per essere con te in ogni momento della tua giornata

Per essere con te in ogni momento della tua giornata.
Che ti accompagni quando hai sete,
che al tuo risveglio tu possa sorridere di gusto,
e, che nei momenti no tu mi prenda per mano,
scartandomi dalle cattiverie dalla vita.
Per essere con te quando il respiro si scalda e la testa si posa sul cuscino.
Cercando quella protezione che solo a vicenda ci diamo.
Che io sia sempre il tuo bacio della buonanotte.

*

La giornata mondiale della felicità

Mi raccontavi quando fosse bella la città.
Passeggiavi, lo sguardo nascosto dagli occhiali,
come sempre, sembrava che nessuno avesse il permesso di guardarti.
Camminavi,
Con la forza di chi già conosce la strada.
Le labbra, ah… le labbra, rilassate e soffici al contatto visivo.
Il tuo profumo riempiva l’aria, che, con te
sa sempre di primavera.
Eppure,
Non ti accorgevi,
Che per quanto fosse bella la città,
Tu
la facevi splendere per me.

*

La Signora Dura Marcia

Non è l’ebbrezza dentro quel cartone a renderti bella.
Basta osservare ogni gesto,
piccolo e puro,
per ritrovare quella bellezza
che non vedi,
che il Mondo non vede.
Basta
osservare ogni tuo movimento, fluido
per riuscire a scorgere
ciò che il tuo occhio denso non coglie più.
Basta sciogliere i capelli al sole,
rossi come vino,
forti come te,
per sentirsi un po’ più vive.
Basta festeggiare senza che nessuno spii.
Basta alzarsi
Basta

*

43 pensieri su “letture amArgine: Carolina Almerighi testi inediti

  1. Devo pensare che esista un gene per la poesia nell’elica del DNA dopo la lettura dei versi di Carolina, limpidi, intelligibili e per nulla scontati. Dolce e pensante la tua ragazza che nei versi forse svela qualche carezza al padre.

  2. Felice che Carolina abbia scoperto da sola la poesia. Le sarà un po’ d’aiuto come lo è ancora per noi. Inutile aggiungere che è già molto, molto brava! (vero che il dna non è acqua, anche mio nonno, artista e partigiano, scriveva poesie..Abbiamo avuto Padri esemplari. Anche Carolina e ne sono felice per lei). un abbraccio, bravissimo poeta e papà, amico mio

  3. Una bellissima scoperta, una sorpresa.
    Posso solo immaginare ciò che puoi provare tu, Flavio, nel leggerle.
    Voglio pensare che “La giornata della felicità” sia dedicata a te, ciò che me la fa preferire alle altre. Ma forse sbaglio e la mia resterà un’illusione, una delle tante letture.
    Anche la “Signora Dura Marcia” è bellissima per me. Nel suo ermetismo trovo spazio per suggestioni potentissime (continuo a rileggerla).
    E “Continuo a pensare” viene subito dopo in questa mia stupida graduatoria di apprezzamento e partecipazione. La sento. E’ viva, ha il ritmo (“lego i capelli, preparo la borsa”) della vita, della vita giovane, incerta, ma guerriera, invincibile.
    In “Si dorme scomodi in due” l’amore cantato con dolce e disarmante consapevolezza (“il puzzle imperfetto del mio corpo, che sbadato si addormenta ancora”)… E l’affidamento e l’abbandono di chi ha già trovato un nome all’amore.
    Complimenti.
    Grazie.

    • La lascio fare, senza condizionamenti, tra l’altro ho scoperto queste poesie soltanto 5 giorni fa, quando mi ha chiesto di stamparle per un reading (il suo primo reading, dove ho letto anch’io). la signora Dura Marcia, è indirettamente dedicata a me, parla di un episodio di cui lei è stata divertita testimone, in parole povere tornavamo da Venezia, e una attempata signora mi ha letteralmente abbordato, ahaahh 🙂

  4. “Emozioni trasudano
    attimi bianchi”

    un percorso di passi bagnati, dalla lunga strada. Ha un bastone del pellegrino (di parole) coi suoi nodi di forza a sostegno (tu).
    Complimenti a questo virgulto già promettente di frutti.
    Davvero complimenti!

  5. Bene hai fatto a riproporre questi testi di Carolina. A rileggerli mi stupisco ancora della profondità del sentire che sa tradursi in versi lunghi, distesi e narrativi (che amo molto), senza alcuna sbavatura sentimental-retorica, senza alcun luogo comune o stereotipo (e parlando d’amore ci si cade tutti facilmente!), anzi, in un dettato sobrio, asciutto e incisivo che rivela una maturità espressiva davvero notevole. Un verso come “Mi prendi e dai sollievo ai miei giorni stanchi” se lo sognano tanti poeti acclamati (troppo), oppure “che tu sia sempre il mio bacio della buonanotte” ha tutto il vigore della nuda semplicità spogliata da ogni orpello erotico-ammiccante (sempre tanto di moda quanto vuoto e fastidioso). Una poesia di grande freschezza e verità, che sa dire cose importanti senza clamore. Una poesia che merita ormai, a mio parere, il suo luogo, un libro, una plaquette. Dovremo aspettare ancora? Un grande abbraccio a Carolina e al vecio, con tantissimo affetto, brava davvero!

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