letture amArgine: Poesie, graffi e mareggiate di Savina Dolores Massa

“Perché questa sorte di essere donna?”
“E che cosa volevi essere?”
“Nuvola.”

Pubblicare la mia poesia sarà un denudarmi totale e quell’inconscio di cui parlo sarà esposto ai venti. Ho paura? Ne ho. Non per critiche malevole messe in conto. Ho paura solo perché scoprirete quanto magro è il mio vivere, così perennemente sveglio. Una magrezza ingestibile, quindi chiassosa, direi, grassa.
Savina Dolores Massa

Certo che trovare tra tanti cassetti pieni di elastici, appunti vuoti e raccomandazioni inutili, una poesia come questa, rialza il morale. Fa pensare che in fondo la Vecchia Puttana Ingiallita (amo definire così la Poesia) ha ancora tante frecce al suo arco e tante continuerà ad avere. Perché la poesia fa parte della natura umana, e chi ci sta dentro lo sa bene. Vi offro quindi la lettura di versi anche un po’ spiazzanti, ma scritti e concepiti in forza ed emozione. La poesia del Sud Italia, isole comprese, è probabilmente in questo particolare momento storico il traino dell’intero movimento poetico italiano. Insomma, qui ci sono fatti, non pugnette.

La creazione di me

Ma ti baciò almeno?
Non te l’ho mai chiesto e adesso,
Ma ti baciò almeno?, che insania pensarci.
Ma ti baciò, almeno, almeno
a pochi salti dal Natale?
Fu notte lunga o una veste appena scostata
da fiato ebbro di uva pestata?
Ti ha baciata! Dimmelo, o fu silenzio di mosse scomposte
Un gemito un voltarsi un ripulirsi
accanito
un pianto un sonno un lenzuolo
le impronte
di respiri soli, o provasti a pisciarmi alla terra?

Provasti
a pisciarmi
alla terra

raschiando la rosa
pur sempre fiore
perfino in dicembre.

*

Seta rotonda

E allora mangeremo fiordangelo
e venderemo i gioielli degli amori
come fece Bellanna del fortino sul fiume,
la ricordate?, la puttana musa dei pittori,
dei mezzadri, degli avvocati mascherati da ladri
non si sapesse in giro che godevano
a saccheggiare la femmina delle malinconie.
Se straripava il fiume la donna affacciata al ponte
chiamava i pesci per compagnia,
afferrava alle corna i naufragi delle vacche
per raccontare loro i suoi aborti di maggio,
…di una cagna perduta tra sterco di cavallo…
quanto l’aveva pianta
non vista dalla nonna paralitica alle gambe
che fracassava sedie
chiedendo vino, cioccolata americana
e seta rotonda dal cielo
caduta a un aereo.
La ricordate, Bellanna?
Era quella che nei carnevale si pitturava la faccia
con gli avanzi del fuoco e il piumaggio
del gufo coinquilino
odiato uccellaccio sveglio nel buio a spiarle gli amplessi
i piaceri affogati nella fogna sgualdrina
ma che squittisca che squittisca la donna pagata per farlo
che illuda ancora la spinta canuta del fallo.
Solo a carnevale si pitturava riflessa nel fiume
i fritti lontani, la bolgia incoriandolata,
ogni donna puttana in famiglia.
Lei sola aspettava
l’unico orgasmo dell’anno:
tre colpi di tuono
e il piovasco.

*

Agosto finendo

Frusciano scirocchi bastardi
e maestrali orfani di madre a tre mesi
finendo agosto
in principio d’arancio.
Spostati dai venti
I cieli di Norvegia sulle Antille, delle Antille su Mosca,
di Kabul sull’Andalusia, di Seattle sui ciliegi di Pechino.

*

Il cortile

Lo splendore è qui nella foresta dietro casa.
Il limbo non sa purificare peccati ma accentuarli sì
munendoli di zanne ali scure foglie.
Ha la terra molto vecchia per trenta passi piccoli di donna
e ombre d’alloro di palme di limone di ginestra di lillà
ho sepolto le vesti del mio bambino
sotto la terra della felce in cortile
un indomato gelsomino si insinua nella mia ragione
ricordandomi di non addomesticarmi per nessuno
ho appeso le sue mani
sul nido disordinato della tortora
così come è stato nel passato per le donne della mia razza
libere puttane e pazze.
Ci si consola tra margherite e rose
ci si cuoce al sole insaporendosi di rosmarino e salvia
si abbandona la metrica giusta nei binari
se è meglio un treno deragliato di cui non sono autista
ma svestita passeggera sola
so che è lì
solitario e assente.

***

Savina Dolores Massa (Oristano, 16 settembre 1957) è una scrittrice, poetessa, attrice e drammaturga italiana. Vive a Oristano. Viene comunemente considerata una delle voci più interessanti della cosiddetta “nuova letteratura sarda”.Il suo esordio avviene con “Undici”, romanzo che risulta finalista al premio Calvino nel 2007. Il suo romanzo “Mia figlia follia” è tradotto in francese. Le opere di Savina Dolores Massa sono oggetto di studio e di analisi critica, tra le altre cose, per le soluzioni narrative e l’introspezione intima dei personaggi. È autrice di 5 romanzi e una raccolta di poesie. Numerose le sue partecipazioni ad antologie e raccolte di racconti e poesie. Tutti i suoi libri sono editi da Il Maestrale di Nuoro.
Savina Dolores Massa è attrice e coautrice degli spettacoli della compagnia Hanife Ana Teatro Jazz di cui è cofondatrice. (fonte Wikipedia)

10 pensieri su “letture amArgine: Poesie, graffi e mareggiate di Savina Dolores Massa

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