ascolti amArgine: Bongo Bong (Manu Chao) 1998

Bongo Bong è il primo singolo da solista di Manu Chao estratto dal suo primo album, Clandestino. È sicuramente uno dei suoi più grandi successi e delle sue canzoni più conosciute. Si tratta di un remake del brano che scrisse per i Mano Negra, “King of Bongo”. Nell’album fa parte di un medley con “Je Ne T’Aime Plus”. La musica è stata anche riutilizzata per altri pezzi come “Mr. Bobby”,inserita come lato B di questo singolo, prima di essere registrata anche nel secondo album del cantante. Di un buon suino non si butta via niente.

BONGO BONG

Mamma era regina del mambo
Papa era re del Congo
Nel profondo della giungla
Ho iniziato a sbattere il mio primo bongo

Ad ogni scimmia piace essere
Al posto mio
Perché io sono il re del Bongo, piccola
Sono il re del bongo bong

Sono andato nella grande città
Dove c’è molto sound
Dalla giungla alla città
Alla ricerca di una corona più grande

Così suono il mio boogie
Per la gente della grande città
Ma non impazziscono
Quando sbaglio il mio boogie

Sono il “re del bongo, re del bongo”
Ascoltami quando vengo, piccola
Re del bongo, re del bongo bong

A nessuno piace essere al mio posto
Sono un re senza corona
Ciondolo in una grande città
Ma io sono il re del bongo, piccola
Sono il re del bongo bong

Ascoltami

TESTO ORIGINALE

Mama was queen of the mambo
Papa was king of the Congo
Deep down in the jungle
I started bangin’ my first bongo

Every monkey like to be
In my place instead of me
‘Cause I’m the king of bongo, baby
I’m the king of bongo bong

I went to the big town
Where there is a lot of sound
From the jungle to the city
Looking for a bigger crown

So I play my boogie
For the people of big city
But they don’t go crazy
When I’m bangin’ in my boogie

I’m the “king of the bongo, king of the bongo bong”
Hear me when I come, baby
King of the bongo, king of the bongo bong

Nobody like to be in my place instead of me
‘Cause nobody go crazy when I’m bangin’ on my boogie

I’m a king without a crown
Hanging loose in a big town
But I’m the king of bongo, baby
I’m the king of bongo bong

Hear me

dei migliori anni

I nostri professori,
lasciati indietro dalla vita,
sapevano di cartelle di cuoio,
cappotti rivoltati e reazione,
si ostinavano
a spandere seme buono
sulla pubblica strada.

Noi, viandanti mai infiniti,
la cui massima trasgressione
fu sfiorare il seno
a una compagna di fila
in fiore, l’abbiamo pestato,
guardando svagati i passeri
divorare il resto.

Soltanto ora
osserviamo in profondità
il senso d’assenza,
unico dono dei migliori anni.

Gioielli Rubati 3: (Felice Serino – Mario Benedetti – Cipriano Gentilino – Ha Jin – Vicente Vives – Angela Greco)

Geografia di graffi

dirò di quella volta
che l’ondata mi strappò
come una gigantesca mano
dallo scoglio

pensavo fosse finita
mentr’ero sballottato
come una cosa

poi mi guardai
la geografia di graffi

e mi toccai
inebetito

di Felice Serino, qui
https://sestosensopoesia.wordpress.com/2018/09/16/geografia-di-graffi/

*

IL PASSO DEL TEMPO

Quando eravamo piccoli
i vecchi erano quelli sulla trentina
una pozza era un oceano
la morte praticamente
non esisteva

diventati ragazzi
i vecchi erano persone sui quaranta
uno stagno era un oceano
la morte solamente
una parola

quando poi ci siamo sposati
gli anziani erano quelli sui cinquanta
un lago era un oceano
la morte era la morte
degli altri

ormai avanti negli anni
sappiamo qual è la verità
l’oceano è finalmente l’oceano
ma la morte comincia e essere
la nostra

di Mario Benedetti

(Tratto da: Viento del exilio, Editorial Sudamericana, 1981)

qui:
https://rebstein.wordpress.com/2018/09/15/il-passo-del-tempo/#more-91252

*

VOLVER

Torno dov’ero
tra voi
composti nelle file
delle foto tessera ingiallite
per confidenze sparse
nel soliloquio
di illusi frammenti
coi fiori dell’apparire,

i muri di casa trasudano ragnatele
e gli infissi gonfi di salsedine
non trattengono più intimità,

il solito non muore
consumatevi sereni
io ritorno dov’ero
la valigia ha fondo ancora.

Ⓒ Cipriano Gentilino

qui:
https://ciprianogentilinonuccio.wordpress.com/2018/09/15/volver/

*

Loro arrivano

Qualche volta mentre cammini,
tornando a casa o uscendo per incontrare un amico,
loro arrivano. Spuntano fuori da dietro colonne ed alberi
e si avvicinano come un branco a caccia di una pecora.
Tu sai che è inutile nasconderti o scappare,
quindi ti fermi, ti accendi una sigaretta e attendi il loro arrivo.

Qualche volta quando ti trovi in un ristorante,
mentre mangi il primo in attesa del secondo,
loro arrivano. Una mano sicura si appoggia sulla tua spalla.
La conosci questa mano,
non c’è bisogno di girarti per vedere il viso.
Gli altri ospiti, spaventati, cercano di fuggire,
il mento della cameriera trema mentre parla,
ma tu, come se nulla fosse, attendi il conto.
Dopo aver pagato andrai via insieme a loro.

Qualche volta quando apri la porta dell’ufficio,
e, mentre pensi all’articolo che stai scrivendo e
alla recensione che devi leggere, ti prepari un tè.
Ecco, che loro arrivano. Saltano fuori da dietro la porta
come degli spiriti che accolgono un bambino nel loro rifugio.
Ma tu, vedendo tazze e carta per terra, non vuoi entrare.
Ti chiedi come potrai mandare un messaggio a casa.

Qualche volta quando, dopo una dura giornata di lavoro,
sei stanco morto e non vedi l’ora di andare a dormire,
dopo la doccia e un bicchierino,
loro arrivano. Cambiano il colore del tuo sogno:
ti fanno male le ferite sul corpo,
piangi sul destino degli altri.
Solo ora osi difenderti con le tue mani
Ma uno schianto e un male improvviso
ti riportano al silenzio e all’insonnia.

Ecco, che loro arrivano.

di Ha Jin
Traduzione di Stefanie Golisch
qui:
https://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2018/09/14/they-come-di-ha-jin-china1956/

*

Irraggiungibile

Con l’infinita pace del tuo silenzio
Presumo che tu e io ci sentiamo come i miei,
per essere quell’abitudine, quella mania,
che in me è rinato e davanti a me è presente.

Prigioniero della tua voce ti venerò
inginocchiato a sud della tua ostinazione
e anche il mio nord, elegia magica
Sono con te, mi giudico e mi condanno.

Sogno di averti tra le mie braccia,
angelica come una brava ragazza,
delirio di un desiderio irrimediabile.

Mortale nella purezza dei tuoi colpi
Mi arrendo e mi asservisco alla frase
benedetto per raggiungerti irraggiungibile .

di Vicente Vives
qui
https://poesiainstante.wordpress.com/2018/09/05/inalcanzable/

*

Oltre il bianco

Voglio avere ogni giorno l’età esatta
corrispondente a giorno mese anno
senza altro sforzo, senza aggiungere
null’altro e nemmeno senza togliere
persone fatti ricordi in quest’ordine.
Voglio abbracciare i tuoi occhi verdi,
le tue mani creatrici e anche la pietra
senza altro sforzo, senza aggiungere
null’altro, nemmeno una parola di meno
rispetto al tuo silenzio e alla mia logorrea.

Continuo a chiedere scusa per questo cuore,
affaccendato a vivere, stanco di ragionare.
Adesso che metterò da parte anche i segni
sei sicuro che riuscirai a comprendermi?
Appartengo ad una clessidra che fatica
granello dopo granello, perché non si perda
il rimpiantissimo momento fuggente. E, tu?
Il prezzo dei loculi e tutto il bianco del cimitero
nuovo, non corrispondono al rispetto dovuto;
diventammo civili con il culto dei morti, ma oggi?

Ti direi «abbracciami», ma non ti corrisponde
e hai sempre troppe domande in agguato.
Un altro anno sta passando e «se proprio devo
innamorarmi di qualcuno» sicuramente sarà di te.
Scrivimi, quando arrivi a destinazione.
Scrivimi la destinazione.
Scrivimi.

di Angela Greco
qui
https://www.alfonsograziano.com/

***

Libri amArgine: Il Colore del Silenzio di Chiara Marinoni (e book omaggio da scaricare gratuitamente)

Sto scrivendo due righe
ho un chiasso dentro… ma
il foglio rimane bianco (Chiara Marinoni)

Facciamo il punto della situazione. Editori veri ce ne sono sempre meno. Gli autori esordienti, a meno che non abbiano dietro dei mammasantissima o siano fenomeni folkloristici, non interessano e nessuno li vuole, a meno che non abbiano una 1000/1500 euro da allungare allo pseudo editore di turno. Io ho deciso di divulgare autori del tutto inediti nella più completa gratuità. La collana nasce per questo, rigorosamente gratuita, tutti i diritti e il copyright dell’opera appartengono all’autore. Con Chiara arriviamo al Quarto e book della serie.

Conosco virtualmente Chiara Marinoni dai tempi di Splinder e fin da allora, tra parentesi qualche volta ci siamo anche persi un po’ di vista, sono state svariate decine, forse centinaia, di vicendevoli letture. Ho visto la poesia di Chiara crescere con umiltà, da lei non mi aspetto la poesia dei libri, da lei mi aspetto che continui a emozionarmi semplicemente con la suggestione della Poesia del Silenzio che sa fare così bene.

Potete scaricare l’e book qui sotto:

Libri amArgine 4 Chiara Marinoni

Il colore del silenzio

Che strano vedere i silenzi
affacciarsi ai balconi
nemmeno fossero fiori
mentre la solitudine stride
dove ogni colore
alberga tra i petali
e il cipresso fa ombra
dentro le feritoie del vento
seminando granelli
di domani ai più pazienti.
Comprendo l’ingenuità
del mio tracciare
un’intensità breve
dove tutto, fino in fondo
appare nei sogni
anche il colore del silenzio.

*

Salutami sempre

Salutami con affetto, salutami sempre
quando chiudo gli occhi e
quando guardo il tuo viso.
Salutami nelle sere
anche se la luna scende
anche se il cielo è grigio: la nebbia
è oscura e la pupilla svanisce.
Ricordati di salutarmi prima del temporale
e quando l’acqua si perde
oltre la collina delle mie valli.
Salutami ovunque i tuoi occhi si poseranno
anche tra le onde del destino
anche se di sferzate ne è il promotore.
Salutami anche se non ti guardo
mentre colgo quel fiore
o mentre salgo le scale, oppure
mentre ho paura quando dipingo.
Salutami qui tra le pieghe del mio vestito
se poco sai di me, salutami.
Salutami perché conosci ogni spigolo
ogni barlume del mio incedere.
Lo so è tardi ma c’è ancora tempo
per salutarmi quando i miei occhi
non vedono o il mio è un assordante
involucro di nulla
so con certezza che sei importante
e saperti qui oltre il capo del mio sapere
oltre il fluido del mio sogno
mi dà speranza e quando guardi
anche solo un momento di questo
mio esserci, silenziosamente
invisibilmente, ulteriormente il mio essere donna
siamo parte dello stesso silenzio.

*
Il blog di Chiara Marinoni

https://chiaramarinoni.wordpress.com/

***
Libri già disponibili e scaricabili gratuitamente:

1. Quaderno di Giovanni Sagrini
https://almerighi.wordpress.com/2018/05/25/libri-amargine-quaderno-di-sagrini-giovanni-e-book-scaricabile-omaggio/

2. Liriche fuori di testa di Irene Rapelli
https://almerighi.wordpress.com/2018/08/28/libri-amargine-liriche-fuori-di-testa-di-irene-rapelli-e-book-scaricabile-omaggio/

3. La Musica e la Fica di Luca Parenti
https://almerighi.wordpress.com/2018/09/01/libri-amargine-la-musica-e-la-fica-di-luca-yoklux-parenti-e-book-omaggio-scaricabile-gratis/

ascolti amArgine: in Giustizie (Nomadi e Piero Ciampi)

MAMMA GIUSTIZIA (NOMADI) 1973

Con grandi occhi vede per te
con forte voce parla per te
con larghe braccia lei ti proteggerà
Mamma Giustizia sa quello che fa
se vedi uno che mangia per tre
e un altro che non ha niente per sé
non ci pensare non sono affari tuoi
Mamma Giustizia ci pensa per te.

Sei nei guai
ricorri a lei
vedrai vedrai
non sbaglia mai
spina del delinquente
rosa per l’innocente
tu abbi fiducia perché
c’è Mamma Giustizia per te.

Pietosa eppure senza pietà
nel dubbio assolve ma spezzerà
chiunque osi colpire i figli suoi
Mamma Giustizia provvede per noi
chi ruba poco la pagherà
chi ruba molto sta in libertà
tu vai tranquillo non chiederti perché
Mamma Giustizia ci pensa da sé.

Sei nei guai
ricorri a lei
vedrai vedrai
non sbaglia mai
spina del delinquente
rosa per l’innocente
tu abbi fiducia perché
c’è Mamma Giustizia per te

*

IN UN PALAZZO DI GIUSTIZIA (PIERO CIAMPI) 1973

Siamo seduti in una stanza
Di un Palazzo di giustizia,
Ci guardiamo di sfuggita.
Io ti sparo, tu mi spari,
Io ti sparo, tu mi spari.
Tu ti alzi all’improvviso,
Non sei più quella di prima.
Un usciere indisponente
Ti sospinge tra la gente,
Ti sospinge tra la gente,
Ti sospinge tra la gente.
Tu mi provochi di nuovo,
Tu mi guardi spaventata,
Mi coinvolgi un’altra volta.
La tua astuzia è misteriosa.
Forse tu non ne sai niente,
Forse tu non ne sai niente,
Forse tu non ne sai niente.
Ho chiamato una carrozza
Che si porti via il passato,
Sei salita con rancore,
Uno sguardo e tu sei scesa,
Uno sguardo e tu sei scesa,
Dopo un attimo sei scesa.
Qui ci prende la paura,
Ci sembrava tutto strano.
È tra ben diverse mura
Che cercavi la mia mano,
Che cercavi la mia mano,
Che cercavo la tua mano.
Siamo seduti in una stanza
Di un Palazzo di giustizia.
Tu sei pazza, vuoi spiegare
Una vita con due frasi.

la mia linea Gotica

Linea Gotica,
misteriosa e inavvertita,
occhieggia da mare a mare,
linea ideale non esiste.

Sputiamo contro
un’infinità di valori,
quasi fossero gradini
di una vecchia canonica,
senza adottarne nuovi.

Sì, non è facile
descrivere vite senza principi,
ogni sedia vuota
echeggia occupato:
bisogna osservare in piedi
la recita.

Resta un luogo in disparte:
qualche ulivo
un po’ di cuore,
pronti ad aprire
nuovi sensi alla vita.

ascolti amArgine: Caravan Of Love – Housemartins (1986)

E’ quasi Natale (ops! mancano più di tre mesi) questo brano degli Housemartins, così a cappella e accattivante, mi è piaciuto fin dal 1986, anno della sua uscita. E’ tratto dall’album d’esordio di questa graziosa band: London 0 – Hull 4 (un po’ come di re juv****s 0 – Imolese 4), ottimo esordio di una band dalla vita breve ma molto dignitosa. Artefici di un sound che coniugava elementi tipicamente soul con arrangiamenti chitarristici e melodie tipiche della tradizione pop rock britannica, hanno creato un mix di successo nell’arco di un solo lustro. Si sono sciolti trent’anni fa dopo due soli album di studio.

CAROVANA D’AMORE

Sei pronta per il periodo più bello della tua vita?
E’ tempo di alzarsi e battersi
(va tutto bene)
mano nella mano faremo una carovana
verso la madrepatria

Uno ad uno ci alzeremo con l’orgoglio
che non si può rinnegare
(alziamoci)
dalle montagne più alte alle profonde valli
saremo uniti con i nostri cuori d’oro.

I bambini nel mondo vedranno
che per noi c’è un posto migliore
dove stare, il posto dove siamo nati
è trascurato e straziato, così straziato

Ogni donna, ogni uomo
si uniscano alla carovana dell’amore
(alziamoci)
tutti si alzino in piedi e si uniscano
alla carovana dell’amore
sono tuo fratello, sai
lei è mia sorella, sai

Abiteremo in un mondo di pace
nel giorno in cui tutti saranno liberi
porteremo il giovane e il vecchio
lascerai fluire l’amore dal tuo cuore?

Sei pronta per il periodo più bello della tua vita?
(Sei pronta?)
Su, vieni con me

Ogni donna, ogni uomo
si uniscano alla carovana dell’amore
tutti si alzino in piedi e si uniscano
alla carovana dell’amore.

TESTO ORIGINALE

“Are you ready for the time of your life?
It’s time to stand up and fight
(it’s alright, it’s alright, it’s alright, it’s alright)
hand in hand we’ll take a caravan
to the motherland

One by one we’re gonna stand up with pride
one that can’t be denied
(stand up, stand up, stand up)
from the highest mountain and valley low
we’ll join together with hearts of gold

Now the children of the world can see
there’s a better place for us to be
the place in (where mankind) which we were (was) born
is so neglected and torn, torn apart

Every woman, every man
join the caravan of love
(stand up, stand up, stand up)
everybody take a stand
join the caravan of love
(stand up, stand up, stand up)

I’m your brother
I’m your brother, don’t you know
she’s my sister
she’s my sister, don’t you know

We’ll be living in a world of peace
in the day when everyone is free
we’ll bring the young and the old
won’t you let your love flow from your heart?

Every woman, every man
join the caravan of love
(stand up, stand up, stand up)
everybody take a stand
join the caravan of love
(stand up, stand up, stand up)

I’m your brother
I’m your brother, don’t you know
she’s my sister
she’s my sister, don’t you know

Are you ready for the time of your life?
(Are you ready? Are you ready?)
Are you ready for the time of your life?
(Are you ready? Are you ready?)

Come go with me
(are you ready? Are you ready?)
Come go with me
(are you ready? Are you ready?)

Every woman, every man
join the caravan of love
(are you ready? Are you ready?)
Everybody take a stand
join the caravan of love
(are you ready? Are you ready?)”.

indizi di primavera

penso a questa vigilia d’autunno,
contiene indizi di primavera, che
al tuo nome si voltano, stupiti

l’intimità scocca, freccia,
non importano tempi e distanze,
necessario è avvertirne l’arrivo,
siano protagonisti
entrambi i commensali

si direbbe che ogni porta chiusa
nasconda un abbraccio

le sabbie prendono corpo,
montagne coperte d’innocenza;
le strade piene di sorrisi
alludono principi d’immortalità:
torniamo donne e uomini

ascolti amArgine: Year Of The Cat – Al Stewart (1976)

Ai giovani dirò che questa è una delle mie canzoni della vita, che quando uscì stavo per diventare maggiorenne, che è talmente ben fatta e banale da rasentare il capolavoro, che ho avuto (e il secondo c’è ancora) due magnifici gatti che mi hanno attraversato la vita e me l’hanno migliorata, che Al Stewart da quell’unico grande successone di caratura mondiale non si è mai più ripreso.

L’ANNO DEL GATTO

In un mattino da film di Bogart
In un paese rimasto indietro nel tempo
Passeggi rilassato nella folla
Come Peter Lorre mentre contempla un crimine
Lei esce dal sole correndo in un vestito di seta
Come un acquerello nella pioggia
Senza preoccuparsi di chiedere spiegazioni
Ti dirà solo che viene
Nell’anno del gatto.

Non ha dato tempo per le domande
Mentre ti sta stringendo tra le sue braccia
E l’hai seguita finché il tuo senso dell’orientamento
È scomparso completamente.
Di fronte a un muro dipinto di blu, vicino alla bancarella del mercato
C’è una porta nascosta, dove lei ti porta.
In questi giorni, dice lei, sento la mia vita
Come un torrente che scorre attraverso
L’anno del gatto.

E ti guarda algida
E i suoi occhi luccicano come la luna sul mare
Arriva avvolta in incenso e patchouli
Così la prendi, per trovare quello che sta cercando dentro
L’anno del gatto.

Bene, il mattino arriva e sei ancora con lei
L’autobus e i turisti sono andati
E hai buttato via la tua possibilità
E perso il biglietto
Così devi restare.
Ma il battito convulso della notte rimane
Nel ritmo del nuovo giorno
Sai che a volte sei sul punto di lasciarla
Ma per ora rimani
Nell’anno del gatto.

TESTO ORIGINALE

On a morning from a Bogart movie,
In a country where they turn back time
You go strolling through the crowd
Like Peter Lorre contemplating a crime.
She comes out of the sun in a silk dress running
Like a watercolor in the rain
Don’t bother asking for explanations
She’ll just tell you that she came
In the year of the cat.

She doesn’t give you time for questions
As she’s lockin’ up your arm in hers
And you follow ‘till your sense of which direction
Completely disappears.
By the blue tiled walls near the market stalls
There’s a hidden door she leads you to
These days, she says, I feel my life
Just like a river running through
The year of the cat

And she looks at you so cooly
And her eyes shine like the moon in the sea
She comes in incense and patchouli
So you take her, to find what’s waiting inside
The year of the cat.

Well, morning comes and you’re still with her
And the bus and the tourists are gone
And you’ve thrown away the choice
And lost your ticket
So you have to stay on
But the drumbeat strains of the night remain
In the rhythm of the newborn day
You know sometime you’re bound to leave her
But for now you’re going to stay
In the year of the cat.
In the year of the cat.

le mosse dei vicini

bel recupero fai,
incartata dentro un tulle
assassino d’immaginazioni:
ermafrodita l’impaginazione
e rimani, incerta specialmente
quando spesso manca l’acqua
per ragioni d’aridità contabili,
allora i fiori
assumono aspetti catatonici e melò
non parlano, guardano dabbasso,
spiando le mosse dei vicini
lasciano pezzi tutti intorno,
per altro siamo noi, perduti,
cercando orme d’impronte
intuendo non ci sia altro
da fare che il morto
e qualche decesso c’è davvero.
fino all’ultimo lamento
vanno a ruba le inserzioni
senza dar nulla ai vivi intorno,
svogliati come siamo
sappiamo il vero nome
della gallina beniamina dell’imperatore,
ma tu insisti: siamo lontani
da noi ben più di Roma,
il tempo è una freccia,
dici,
la distanza impedirà,
l’abbandono sarà prima dell’amore
.
confidi nella mancanza di un tempo
mentre il batterista suda,
perde ritmo e ogni sala
senza fumo né liquori resta vuota.
il tulle si fa nero,
invece albeggia