Uso di sorrisi tristi

Rispetto le memorie irregolari
dei tramvieri morti di lavoro:
rispetto anche quelli della Quattro
squagliati ai primi colpi di calore.

Siamo fiori secchi
nei cimiteri e sugli altari,
dimenticati dopo la partenza
dell’ultimo parroco.

Rispetto vittime e indovini,
chi ripiana ogni dislivello
amando senza istituzione,
questo mare dimenticato dalle carte,
i suoi cani di pietra,
l’uso di sorrisi tristi.

Quando tutto sarà finito,
perciò chiaro,
rimarremo nudi, fumi, cippi
a distanze regolari.

Il vero amore non usa cortesie,
rispetto sì,
quel suo profumo
resta nell’aria.

18 pensieri su “Uso di sorrisi tristi

  1. “la tristezza è necessaria” per i sorrisi, come la vita che resta pure nei fiori secchi, o avremmo solo sorrisi finti, e una poesia a cui basta scavalcare il passo immortalando l’io

  2. Capolavoro! L’avevo già letta, ma di fretta. Ora ho tempo, invece, di leggerla con più calma.

    Ammetto, domandando venia, d’avere difficoltà a decifrare la prima strofa. No, aspetta… ho appena collegato le “memorie irregolari” alle “distanze regolari”. Tutto torna.

    Le due strofe in corsivo sono superbe. Le amo, le sento vibrare, sono lacrime asciutte e spinose sul viso di nessuno. Sono luci sfocate, puntiformi e oceaniche allo stesso tempo.

    Il vero amore non usa cortesie, come la tua poesia non usa cortesie, è amore senza istituzione, con un sorriso triste che profuma nell’aria di rispetto. È totale, senza istituzione.

    In ultimo, sono d’accordo con Un cielo vispo di stelle; ritmo, scansione, potenza… innati e naturali.

    Irene, con l’immancabile:
    :-*

  3. grande consapevolezza in questa poesia, e il tuo sguardo accompagna dove le parole vogliono condurci… lì, in quel profumo… grazie sempre…

  4. Respeta las memorias irregulares
    de trangers trabajando muertos:
    Respeto también a los del Quattro
    derretido en el primer golpe de calor.
    Somos flores secas
    en cementerios y en altares,
    olvidado después de la partida
    del último párroco.
    Respetar a las víctimas y a los adivinos,
    Quien rasga cualquier diferencia de altura
    cariñoso sin institución, este mar
    olvidado de las cartas,
    sus perros de piedra,
    el uso de sonrisas tristes.
    Cuando todo está terminado,
    tan claro,
    nos quedaremos desnudos, humo, piedras
    a distancias regulares.
    El verdadero amor no usa cortesías,
    Respeto sí,
    ese aroma
    que permanece en el aire.

    Me encanta ese…
    Somos flores secas
    en cementerios y altares.

    Y el final es fantástico. Un abrazo, caro poeta.

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